Arco Elefante: un ponte tra storia naturale e arte contemporanea

Dal 22 marzo è possibile ammirare l’installazione artistica “Arco Elefante” del collettivo Guerrilla Spam al Museo di Scienze naturali di Torino. L’opera di arte contemporanea farà parte stabilmente della collezione del museo grazie alla generosa donazione dell’Associazione culturale Club Silencio. L’opera rende omaggio ad Abul Abbas, l’elefante appartenuto a Carlo Magno, e Fritz, appartenuto a Re Carlo Felice di Savoia, nonché a tutte le creature che, attraverso i secoli e in ogni angolo del mondo, sono state catturate e deportate dalle loro terre natali per soddisfare i desideri e le curiosità umane. “L’opera resterà al museo per testimoniare ancora una volta come tutte le arti, da quella scientifica a quella contemporanea, siano in perfetta armonia e possano sempre trovare un legame, un filo conduttore che le unisce”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura della regione Piemonte Vittorio Poggio.
Ce ne parla meglio la nostra redattrice Alexandra Onofreiasa nel suo articolo.

Alieni, determinismo linguistico e lingue impossibili – Parte 2

Certe volte capirsi è difficile. Capirsi nel senso di comprendere esattamente quello che qualcuno sta dicendo, di tradurlo, di rispondergli. La questione della lingua è una questione complessa: la lingua che parliamo determina il modo in cui vediamo il mondo? O lo influenza soltanto? E noi nasciamo già con una capacità innata per apprendere una lingua e comunicare? A partire dal film “Arrival”, in questa prima parte dell’articolo ci si pongono queste domande basandosi su teorie linguistiche di diverso tipo.
@itslauramarchese

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Polemiche attorno alla Berlinale

Gli occhi della comunità internazionale continuano ad essere puntati sulla striscia di Gaza, dove la crisi umanitaria è sempre più grave, nonostante in questi giorni si stia parlando di una tregua. Di fronte a tanta sofferenza l’arte non può molto, se non restituire dignità e voce alle vittime, come nel documentario No Other Land, vincitore di un premio al Festival del Cinema di Berlino di quest’anno. Ma come in molti eventi culturali di questi mesi, tra tutti il festival di Sanremo, le accuse di antisemitismo in seguito alle dichiarazioni di certi artisti sono dietro l’angolo, e in Germania la questione è piuttosto delicata. La nostra redattrice Anna Gribaudo (@annagriby) prova in questo articolo a mettere in fila le polemiche scaturite dopo le dichiarazioni dei registi del documentario.
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Bella Baxter: la donna più libera del mondo

Può una donna creata da un uomo essere la più libera del mondo?
Bella Baxter è l’intrigante protagonista del Film Premio Oscar “Povere Creature” diretto da Yorgos Lanthimos. La giovane, nata da un’esperimento scientifico a opera dello strano Dr. Godwin Baxter, viene cresciuta nella sua villa, separata dal resto del mondo, sviluppa però un’indole spontanea, libera e desiderosa di conoscenza. In questo ultimo articolo la nostra Alice Musto ci parla di lei, della sua vita e della sua tanto desiderata indipendenza.

@alice.musto

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“Povere creature!”: la costumista Holly Waddington vince l’Oscar per i migliori costumi

La notte degli Oscar è considerata un momento importante per la società e anche per tutt* coloro che sono appassionat* di moda. Quest’anno chi ha ricevuto la statuetta per i migliori costumi? È stata Holly Waddington, costumista di “Povere creature!”.
In un mix di stile vittoriano, modernità, tagli inediti, colori e sensualità, Waddington è riuscita a creare mediante gli abiti un preciso universo immaginifico che va di pari passo con la narrazione. Per scoprire di più, leggete il nuovo articolo della nostra redattrice Alessandra Picciariello (@_style_aholic_).
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La folle storia della psichiatria: dai manicomi a Franco Basaglia

Sapevate che la legge voluta da Franco Basaglia è stata la prima al mondo ad abolire i manicomi? La mostra fotografica “Oltre il manicomio”, recentemente ospitata dal Palazzo della Luce di Torino, percorre la storia di questi veri e propri luoghi di tortura – raccontati magistralmente dalla scrittrice Alda Merini, che li ha vissuti in prima persona – fino al riconoscimento della dignità dei malati. Questo soprattutto grazie al pensiero rivoluzionario di Basaglia, del quale ricorre quest’anno il centesimo anniversario della nascita. Ma, nonostante i molti passi avanti, non pensiamo che nella società attuale sia tutto risolto. Ce ne parlano le redattrici Giulia Menzio e Monica Poletti

La Storia dell’Arte (Senza gli Uomini)

Quante artiste donne conoscete? Chi fa la storia dell’arte?
Nel panorama sempre mutevole dell’arte e della critica, emergono voci che sfidano le narrazioni convenzionali e aprono nuove prospettive. Un’opera recente che ha suscitato considerevole interesse è “La Storia dell’Arte Senza gli Uomini” della storica dell’arte, curatrice e podcaster britannica @katy.hessel (@thegreatwomenartists). In un momento in cui la lotta per l’uguaglianza di genere continua a essere al centro del dibattito pubblico, il volume di Hessel offre un contributo prezioso e stimolante, invitando a guardare al mondo dell’arte con occhi nuovi e a dare il giusto riconoscimento a voci che, sebbene spesso trascurate, hanno plasmato il nostro patrimonio culturale. Ce ne parla la nostra redattrice Giulia Torchio.

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Milano Fashion Week autunno/inverno 2024/25 tra sfilate e iniziative

Dal 20 al 26 febbraio 2024 ha avuto luogo a Milano la fashion week. Come in tutte le settimane della moda, la città si fa più viva che mai. Non solo sfilate e presentazioni, ma anche iniziative e omaggi da parte dei brand e mostre dedicate al tema in giro per la metropoli. Le passerelle dell’autunno/inverno 2024-25 hanno visto l’emergere di alcuni trend ben definiti, importanti debutti, ritorni in calendario e, ovviamente, la presenza di marchi già consolidati e attesi. Ce ne parla in questo articolo la nostra redattrice Alessandra Picciariello (@_style_aholic_).

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“Vertigo”: il pericoloso e incontrollato evolversi della società raffigurato in videoarte

«Quando nel 1924 inventò la catena di montaggio, […] Henry Ford diede avvio a una rivoluzione che ha riguardato non solo la produzione, la distribuzione e i trasporti, ma anche le forme e le strutture del lavoro e di conseguenza il nostro stile di vita», è ciò su cui ci invita a riflettere Urs Stahel, curatore della mostra “Vertigo-Video Scenarios of Rapid Changes”, le cui suggestive opere delineano un drammatico ritratto della nostra contemporaneità, il cui repentino evolversi rischia di sfuggirci di mano.

@gaia_romaano