Hackerare la mente: come i bias cognitivi influenzano la felicità

In un mondo dominato da una marea di informazioni, il cervello umano si trova costantemente in balia dei bias cognitivi, che distorcono la percezione della realtà. Questi errori di pensiero, nati dalla necessità di semplificare un flusso travolgente di dati, plasmano le scelte, i comportamenti e persino la visione stessa del mondo.
Da secoli, i pregiudizi – consci o nascosti nell’ombra dell’inconscio – conducono l’essere umano attraverso la vita colorando la realtà personale e limitandola a una percezione quasi puramente soggettiva. L’arte di “hackerare” la mente consiste proprio nella comprensione di questi schemi mentali che la guidano. È dunque possibile trasformare i bias cognitivi da nemici invisibili ad alleati consapevoli?
Di questo e molto altro ci parla la nostra redattrice Maria Pia Bisceglia.

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Beyoncé, il country e l’intersezionalità – parte prima: COWBOY CARTER

Nel 1939, John Avery Lomax parte con la moglie Ruby per una ricerca etnografica, con obiettivo registrare le varie espressioni musicali folk tipiche del sud degli Stati Uniti d’America. Più di ottant’anni dopo, la popstar Beyoncé Knowles Carter decide di dedicarsi al country pop per il suo ultimo album.

Spesso avente una brutta reputazione anche tra gli amanti più eclettici della musica, il genere country è stato spesso associato alla destra americana, ai Repubblicani e al sud degli States più conservatore. E’ una posizione abbastanza ironica visto che il genere è nato grazie ad immigrati nelle Americhe provenienti dall’Africa, dal Messico e dall’Inghilterra.

In questa prima parte di una mini-serie dedicata alla figura di Beyoncé e al suo attivismo, Gaia Sposari recensisce l’ultimo album della popstar: cosa significa per l’attivismo e l’intersezionalità quando una miliardaria si esprime usando un genere associato al proletariato?

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MAYA, l’ultimo album di Mace

MAYA, l’ultimo album di Mace

Secondo un diffuso luogo comune, le canzoni appartengono ai cantanti. Ma siamo così sicuri che nel 2024 questo stereotipo sia ancora valido? MAYA il nuovo album del producer Mace, oltre a dimostrare di essere una delle uscite più ricche e interessanti dell’ultimo periodo, provoca delle riflessioni sulla musica odierna e sulla questione della paternità artistica dei pezzi. Nell’articolo seguente, la redattrice Giulia Calvi recensisce il disco di Mace, con un focus particolare sui sound attuali della popular music italiana e sull’intertestualità del progetto.

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La storia dimenticata di Argentina Altobelli

Chi era Argentina Altobelli? Una donna forte, che si batté tutta la vita per i diritti dei lavoratori più umili e delle donne, in un’epoca in cui queste due categorie erano svantaggiate e irrilevanti a livello politico. Eppure, si tratta di una figura quasi completamente dimenticata: spentasi sotto il fascismo, dopo aver visto sopprimere il sindacato che aveva guidato per 20 anni, viene raramente ricordata come prima donna sindacalista d’Italia. Nell’articolo della nostra redattrice Francesca Borla parliamo di questo personaggio della nostra storia, clicca il link in bio per scoprire di più!

Hanami: la fioritura dei ciliegi in Giappone

Con l’arrivo della primavera, non possiamo che parlarvi di un evento atteso da milioni di persone ogni anno.
La fioritura dei ciliegi in Giappone non è soltanto motivo di turismo, ma raprresenta un evento culturale significativo.
La nostra Alice Musto, in questo articolo, ci parla della romantica leggenda giapponese che ha come protagonisti una fata, un albero solitario e una giovane e bellissima ragazza, Sakura.

@alice.musto

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“Aldo dice 26×1” – La liberazione di Torino

“Aldo dice 26×1”. Questa la frase, ormai diventata famosa, con cui inizia il telegramma inviato dal Comando Piemontese alle unità partigiane: attaccare il 26 aprile all’una.
Dopo cinque giorni di battaglia, le forze dei partigiani hanno la meglio sui repubblichini e sull’esercito nazista: Torino è libera. Dopo cinque giorni, “al fin liberi siam”.

@erica_oswin_oswald

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La Resistenza come fenomeno letterario e gli ideali di cui si fece portavoce

Il 25 Aprile si celebra l’anniversario della liberazione d’Italia dal nazifascismo: al di là del valore storico dell’evento, l’impegno della Resistenza dal punto di vista morale è testimoniato dalle numerose opere letterarie dedicate agli anni dell’occupazione, che rappresentano la ribellione degli intellettuali costretti al silenzio dalla censura dei regimi. Per questo occorre riconoscere alla letteratura, nello specifico quella italiana, il merito di aver reso immortali gli ideali per cui molti lottarono a costo della vita, sacrificata nella speranza di garantire al paese un futuro umanamente migliore.

@gaia_romaano

“Le sette morti di Evelyn Hardcastle”: il romanzo da cui non riuscirete a staccarvi

Se siete alla ricerca di un libro impossibile da accantonare, “Le sette morti di Evelyn Hardcastle” fa proprio al caso vostro. Sarete intrappolati in un loop di diverse incarnazioni finché non risolverete un mistero. Alle 23, nell’imponente magione ottocentesca, colma di ospiti per il grande ballo in maschera, verrà commesso un omicidio.

Con uno stile unico e una trama costruita magistralmente, Stuart Turton vi terrà incollati alla magnetica ed infernale atmosfera di Blackheath.

Ce ne parla la nostra redattrice Irene Rolando ( @irenerolando_ ).

Link in bio.

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La “dozzina” del Premio Strega 2024

Ogni anno dal 1947, intorno ai primi di Aprile vengono annunciati i 12 concorrenti tra cui verranno scelti i 5 finalisti del Premio Strega, uno dei trofei più ambiti per i letterati italiani contemporanei. Nella storia del Premio figurano vincitori come Primo Levi, Ennio Flaiano, Natalia Ginzburg ed Elsa Morante: dal secondo dopoguerra lo Strega ha rappresentato una stella fissa per l’editoria italiana, acquisendo sempre maggior riconoscimento. Il 5 Aprile scorso è stata annunciata la “dozzina” di quest’anno: ce ne parla più approfonditamente Francesca Borla nel suo articolo, dai un’occhiata!

Vaccini: naturale o artificiale?

Che i vaccini abbiano sempre generato grandi dibattiti è un dato di fatto.
Tra Covid, no vax e persone a favore, la questione è sempre attuale.
L’oggetto dell’articolo, però, è un altro: siamo così sicuri di riuscire a tracciare un confine netto tra ciò che è naturale e ciò che è artificiale? I vaccini a quale categoria appartengono?
Ce ne parla la redattrice Laura Marchese.

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