L’effetto spettatore: perché tutti vedono, ma nessuno interviene?

Nel 1964 una donna di nome Kitty Genovese fu vittima di una terribile aggressione sotto gli occhi dei suoi vicini di casa che, tuttavia, rimasero a guardare. Per circa mezz’ora, nessuno intervenne, lasciando che si verificasse il peggio.

Questo sconvolgente fatto di cronaca portò alla luce un fenomeno psicologico che ancora oggi ci riguarda da vicino: l’effetto spettatore.

Perché, di fronte a un’emergenza, a volte restiamo fermi? Scopriamolo insieme, nel nuovo articolo della nostra redattrice Ilaria Vicentini.

@il.arya

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Donne e salute: una questione di genere

I dati più recenti sulla salute della popolazione, italiana e non solo, indicano che le donne vivono più a lungo degli uomini, eppure trascorrono più anni in cattiva salute.

Come si crea questa disparità tra i generi? Quali sono le possibili soluzioni? È sufficiente considerare le differenze biologiche tra uomini e donne o ci sono altri fattori in gioco?

Scopriamolo insieme, nel nuovo articolo della nostra redattrice Ilaria Vicentini.

Curarsi con il movimento degli occhi

Ti è mai capitato di incantarti guardando una partita di tennis? Quel senso di calma non è ipnosi, ma l’idea alla base dell’EMDR.
Questa tecnica terapeutica è diffusa in tutto il mondo e viene usata per trattare i disturbi da sindrome da stress post traumatico (PRSD): oggi più che mai è una tecnica di grande impatto in territori colpiti da disastri bellici e naturali.
Leggi di più nel nuovo articolo di Arianna di Pascale: link in bio!

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La storia dell’inconscio

C’è sempre qualcosa sotto la superficie: che sia il magma sotto la crosta terrestre o una parte nascosta di noi che affiora attraverso i nostri gesti, le nostre parole o il nostro volto.
Nel secondo caso, si tratta dell’inconscio: demonizzato, mitizzato, chiacchierato; se vuoi scoprire la sua storia leggi l’articolo di Laura Marchese.

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“Sistema 0”: IA e rivoluzione cognitiva

Lo studio pubblicato sulla rivista “Nature Human Behaviour”, intitolato “The case for human-AI interaction as System 0 thinking”, illustra un sistema cognitivo ibrido che coniuga i caratteri del pensiero analitico e intuitivo, attraverso il ruolo che l’Intelligenza Artificiale ricopre nei processi decisionali che caratterizzano l’essere umano. La teoria apre le porte ad uno scenario rivoluzionario che, tuttavia, occorre accogliere con prudenza, in quanto comporta conseguenze potenzialmente deleterie per l’autonomia di pensiero.

@gaia_romaano

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Cosa ci hanno fatto gli universitari?

Gli studenti universitari in Italia sono spesso oggetto di critiche da parte dei media, che spesso spingono la narrazione del “chi si laurea in meno tempo possibile”.
Questa immagine idealizzata del super-laureato è non solo irrealistica, ma anche estremamente dannosa per gli studenti che, oggi più che mai, sentono una pressione sociale e psicologica enorme.
La laurea non è una gara di corsa.
Ne parliamo nel nostro ultimo articolo.

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Nostalgia canaglia: perché si preferisce la cultura del passato?

Cos’hanno in comune la serie tv Friends, i jeans a sigaretta e la canzone di Kate Bush “Running up the hill”? In tutti e tre i casi si tratta di prodotti di successo della cultura anni ‘90 a cui è stata data una seconda vita dopo decenni. Questo perché, in un mondo dove l’incertezza è dominante, si tende a cercare conforto in ciò che si conosce molto bene.

Alimentato dalla nostalgia, il ritorno della cultura del passato diventa così un mezzo adottato dalle nuove generazioni per ritrovare sicurezza e orientamento. Di questo e molto altro ce ne parla la nostra redattrice Maria Pia Bisceglia nel suo ultimo articolo!

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Movember: un paio di baffi per combattere lo stigma sulla salute mentale maschile

Siamo ormai nel mese di novembre, che in molti Paesi del mondo si trasforma in Movember, il mese con i baffi. Questo particolare evento annuale ha lo scopo di sensibilizzare il maggior numero di persone possibile sui principali problemi che riguardano la salute fisica e mentale degli uomini.
Proprio la salute mentale maschile, purtroppo, rappresenta ancora un tabù, dal momento che gli uomini, oltre alle difficoltà che stanno vivendo, spesso si trovano costretti ad affrontare anche la paura di non essere “abbastanza forti”, con conseguenze nocive per il loro benessere. Ed ecco che la ricorrenza del Movember ci aiuta a parlarne e a diffondere consapevolezza, un paio di baffi alla volta.

@il.arya @movember @telefonoamico.torino @tuttoannodato

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La scienza del cambiamento: si può diventare qualcun altro?

È abbastanza diffusa la convinzione che la personalità di un individuo, una volta formata, rimanga tale e immutabile per il resto della sua esistenza. Numerosi studi scientifici dimostrano che in realtà la personalità può cambiare anche nell’età adulta, nella mezza età e persino nella vecchiaia: di questo processo il più delle volte non ne siamo consapevoli, perché avviene lentamente e naturalmente durante tutta la vita. Tuttavia, il concetto di neuroplasticità e ulteriori evidenze scientifiche fanno intuire che non siamo completamente impotenti di fronte al cambiamento della natura umana, ma che è possibile modellare alcuni tratti caratteriali a nostro piacimento.

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Cattivi si diventa? L’Effetto Lucifero

Quando si sente parlare, nei podcast o nelle serie tv di True Crime, di crimini efferati, ci si sofferma a pensare cosa possa portare una persona a compiere tali gesti, proprio per questo in alcuni casi la domanda sorge quasi spontanea: cattivi si nasce o si diventa? A questo quesito possono esserci diverse risposte, ma di sicuro la più originale è stata quella del professore di psicologia Philip Zimbardo che con un esperimento fuori dal comune ha teorizzato quello che oggi viene chiamato l’Effetto Lucifero.

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