Carosello: c’era una volta il Made in Italy

Per vent’anni le famiglie italiane del miracolo economico hanno cenato in compagnia degli sketch pubblicitari firmati Carosello, una geniale commistione di teatro, réclame, cinema e varietà che ha fatto sognare una generazione intera di bambini. Come tutti gli incantesimi delle favole, anche quello del Carosello un bel giorno si infrange: l’1 gennaio del 1977 Raffaella Carrà annuncia su RETE 1 la chiusura del programma. Dopo quarant’anni di politiche di delocalizzazione e di cessione aziendale, che fine hanno fatto i prodotti simbolo del Carosello? Ce ne parla la nostra redattrice Micol Cottino ( @_micol.03 )

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L’arte performativa di Gina Pane: una sfida ai limiti umani.

Gina Pane è stata una delle principali esponenti della body art, utilizzando le tecniche dell’arte performativa per trasmettere messaggi di denuncia sociale altamente impattanti e fuori dagli schemi. Fil rouge della sua poetica: il dolore, trasmesso in modalità diverse e, in certi casi, particolarmente toccanti e folli, fino a sfidare i limiti della resistenza umana. La nostra redattrice Giulia Calvi (@giulia_calvi) ci racconta la particolarissima arte di Gina Pane nel suo ultimo articolo.

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Eve Arnold a CAMERA: la prima fotografa donna di Magnum Photos

A partire dal 25 febbraio 2023, a CAMERA di Torino sarà possibile visionare la mostra dedicata a Eve Arnold “L’opera 1950-1980”.
Ma qual è la storia della donna dietro la macchina fotografica e perché la Arnold costituisce un pilastro storico dell’arte contemporanea?
L’articolo della redattrice Rebecca Siri riassume la vita, le opere e la poetica di una donna “da record”, in attesa della mostra vera e propria in arrivo.

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Rendere attuali i classici: il Pinocchio di Guillermo del Toro

Da quando ha fatto ingresso nel nostro mondo, Pinocchio, non solo ha incantato grandi e piccoli lettori, ma ha anche stimolato numerosi artisti, che ancora oggi si cimentano nel riadattare l’opera canonica sotto varie forme, dal cinema alla musica. L’ultimo anno ha visto molte rielaborazioni cinematografiche della storia di Collodi, la più recente arrivata su Netflix per mano di Guillermo del Toro, che nonostante si sia discostato dall’opera originale, è riuscito a dare una nuova, toccante visione del racconto, dimostra che i classici, come sosteneva Calvino, “non hanno mai finito di dire ciò che hanno da dire”.

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@netflixit
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2022… in poche parole!

Quali parole hanno digitato gli italiani sul motore di ricerca Google in questo unico 2022? La redattrice Alessia Congiu (@origin_ale) le illustra nel suo nuovo articolo, delineando la realtà attraverso gli occhi del web.

@google
@drusillafoer
@blanchitobebe
@matberrettini
@rafaelnadal
@azzurri
@giorgiameloni

Letters Live: come rendere omaggio alla parola

Con l’avvento di Internet, il nostro rapporto con l’italiano e la cura delle parole è cambiato drasticamente: la velocità degli SMS ci ha portati a trascurare aspetti chiave della lingua, portando così ad un forte abbassamento del livello dell’italiano scritto. Curare le parole vuol dire curare sé stessi, poiché meglio riusciamo a comunicare quello che proviamo e meglio staremo. L’importanza delle parole è messa in luce dal progetto londinese,“Letters Live” ,dove lettere di ogni spazio e luogo vengono messe in scena dai protagonisti della cultura inglese, ricordandoci quanto sia essenziale usare le giuste parole.

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Dismaland, il parco divertimenti distopico di Banksy

Nel 2015 Banksy ha esposto la sua più grande mostra a cielo aperto, Dismaland: un parco divertimenti distopico, in cui le attrazioni sono l’antitesi del divertimento. Un luogo tetro, lugubre e deprimente costruito apposta per indurre lo spettatore a riflettere sulla società dei consumi. Un esempio di come l’arte del brutto e del malinconico possa in realtà esprimere ideali tutt’altro che banali e rapire le emozioni più viscerali di chi osserva. Tutte le curiosità nel nuovo articolo di @giulia_calvi.

@banksy
@jennyholzerstudio
@davidshirgley
@disneyland
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Divertimento ed insegnamento: dai fool shakespeariani a Ricky Gervais

Da sempre l’intrattenimento ha avuto un ruolo centrale per divertire corti e il grande pubblico e sempre di più oggi è un modo per evadere dalla quotidianità. Grazie alla figura del giullare, che oggi chiameremmo comico, il drammaturgo inglese William Shakespeare, rende l’intrattenimento non solo una forma di divertimento, ma anche di veicolo per messaggi più alti. È proprio il “fool” infatti, che attraverso battute sferzanti ed intelligenti, permette agli spettatori di cogliere il cuore dello spettacolo e della realtà che li circonda, proprio come fanno ancora oggi alcuni comici, primo fra tutti l’inglese Ricky Gervais.
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@rickygervais

Il potere di scegliere uno stile che ci rappresenta

Un vestito verde. Da qui parte uno degli scoop di moda più chiacchierati dell’ultima settimana. Margot Robbie si presenta ai Governors Awards di Los Angeles con un abito verde di Bottega Veneta che lascia tutti a bocca aperta: l’attrice infatti, abbandona il suo solito look Chanel, brand di cui era ambassador. Quale dei due look la valorizza di più? Ma soprattutto, quanto è importante saper scegliere uno stile che ci rispecchi? Ce ne parla la nostra redattrice Alessandra Picciariello (@_style_aholic_) nel suo nuovo articolo.
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Furti d’arte, furti d’identità

Furti d’arte, Maël Bertotto, 28/11 AM

Il patrimonio culturale di ogni paese determina l’identità del popolo a cui appartiene e, per questo, nella storia è stato una delle vittime principali di guerre e conquiste. Chi occupava un determinato territorio, non solo sottraeva ai conquistati dei beni materiali, ma eliminava anche una parte fondante della loro cultura. Basta pensare a quello che accadde ai popoli colonizzati dall’Europa dal Cinquecento in poi, o alle spoliazioni napoleoniche che accompagnarono di pari passo le conquiste territoriali dell’imperatore francese. Donna Tartt, invece, nel suo libro “Il cardellino”, esplora un altro tipo di furto d’arte, molto più personale e intimo ma che arriverà a coinvolgere comunque una collettività.

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