Dismaland, il parco divertimenti distopico di Banksy

Nel 2015 Banksy ha esposto la sua più grande mostra a cielo aperto, Dismaland: un parco divertimenti distopico, in cui le attrazioni sono l’antitesi del divertimento. Un luogo tetro, lugubre e deprimente costruito apposta per indurre lo spettatore a riflettere sulla società dei consumi. Un esempio di come l’arte del brutto e del malinconico possa in realtà esprimere ideali tutt’altro che banali e rapire le emozioni più viscerali di chi osserva. Tutte le curiosità nel nuovo articolo di @giulia_calvi.

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Divertimento ed insegnamento: dai fool shakespeariani a Ricky Gervais

Da sempre l’intrattenimento ha avuto un ruolo centrale per divertire corti e il grande pubblico e sempre di più oggi è un modo per evadere dalla quotidianità. Grazie alla figura del giullare, che oggi chiameremmo comico, il drammaturgo inglese William Shakespeare, rende l’intrattenimento non solo una forma di divertimento, ma anche di veicolo per messaggi più alti. È proprio il “fool” infatti, che attraverso battute sferzanti ed intelligenti, permette agli spettatori di cogliere il cuore dello spettacolo e della realtà che li circonda, proprio come fanno ancora oggi alcuni comici, primo fra tutti l’inglese Ricky Gervais.
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Il potere di scegliere uno stile che ci rappresenta

Un vestito verde. Da qui parte uno degli scoop di moda più chiacchierati dell’ultima settimana. Margot Robbie si presenta ai Governors Awards di Los Angeles con un abito verde di Bottega Veneta che lascia tutti a bocca aperta: l’attrice infatti, abbandona il suo solito look Chanel, brand di cui era ambassador. Quale dei due look la valorizza di più? Ma soprattutto, quanto è importante saper scegliere uno stile che ci rispecchi? Ce ne parla la nostra redattrice Alessandra Picciariello (@_style_aholic_) nel suo nuovo articolo.
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Furti d’arte, furti d’identità

Furti d’arte, Maël Bertotto, 28/11 AM

Il patrimonio culturale di ogni paese determina l’identità del popolo a cui appartiene e, per questo, nella storia è stato una delle vittime principali di guerre e conquiste. Chi occupava un determinato territorio, non solo sottraeva ai conquistati dei beni materiali, ma eliminava anche una parte fondante della loro cultura. Basta pensare a quello che accadde ai popoli colonizzati dall’Europa dal Cinquecento in poi, o alle spoliazioni napoleoniche che accompagnarono di pari passo le conquiste territoriali dell’imperatore francese. Donna Tartt, invece, nel suo libro “Il cardellino”, esplora un altro tipo di furto d’arte, molto più personale e intimo ma che arriverà a coinvolgere comunque una collettività.

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I momenti più memorabili della storia della musica

La musica è in continua evoluzione e gli artisti memorabili sono, al giorno d’oggi, numerosi. Tuttavia, sono rimasti impressi nella storia alcuni momenti considerati rivoluzionari nel campo della musica e del modo di usufruirne. In questo articolo, Monica Poletti ci parlerà di alcuni dei momenti che hanno segnato la storia della musica.

Buddha10: la bellezza è negli occhi di chi guarda?

Quando un’opera museale diventa tale? Com’è cambiata la percezione dell’arte buddhista dai luoghi originali, fino alle collezioni occidentali a cui è giunta? Come può la tecnologia influenzare tutto questo? Sono solo alcune delle domande poste dalla nuova e quanto mai peculiare mostra Buddha10 presso il MAO di Torino.

Tra collaborazioni internazionali, restauro e messa a critica del concetto stesso di opera d’arte, la nostra redattrice Rachele Gatto (@_gargantuaa_) ci racconta le sfide poste da questo evento museale da non perdere.

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Dare voce alla natura: l’ecocritica

Il tema dell’ecologia è ormai ricorrente, ma sapevate che esiste una vera e propria corrente letteraria che pone l’attenzione sulla natura e sul suo difficile rapporto con l’uomo? In questo articolo Monica Poletti ci parla dell’ecocritica e di come, attraverso diverse prospettiva, essa abbia un effetto di sensibilizzazione sull’ambiente.

La disturbante biomeccanica di H.R. Giger e del suo xenomorfo

Hans Ruedi Geiger è stato e continua ad essere uno dei maestri dell’horror moderno. Grazie alla creatura da lui ideata e disegnata, l’iconico xenomorfo di Alien del 1979, ha velocemente conquistato un importantissimo ruolo tra i creatori di incubi più famosi nella storia dei media audiovisivi.

L’artista, però, è sempre stato un amante dell’orrore e del disturbante, e la sua arte continua ad essere di ispirazione per i futuri inventori dell’horror. Gaia Sposari lo vuole ricordare in questo articolo, a otto anni dalla sua scomparsa.

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Quando le immagini cambiano la storia: il caso “Waco Horror”

Oggi siamo in costante contatto con le immagini e questo rischia di farci dimenticare quanto importanti possano essere per veicolare un messaggio. È qui che la figura di Elizabeth Freeman, suffragetta nei primi anni del ‘900, può venirci in aiuto: nel 1916 fu chiamata ad investigare quello che passò alla storia come il caso “Waco Horror” e proprio grazie alle fotografie che testimoniano l’accaduto, riuscì a cambiare il destino di un’intera comunità.

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François Brunelle e l’arte dei sosia

François Brunelle attraverso “l’arte dei sosia” ha catturato con la propria macchina fotografica le somiglianze eclatanti tra soggetti senza alcun grado di parentela tra loro. “Je ne suis pas un sosie!”, conosciuto anche come “I’m not a look-alike!”, è un progetto artistico che ha dato un forte contributo alla scienza, permettendo ad alcuni studiosi di rispondere alla domanda “perché si assomigliano tanto?”. Scopri di più nel nuovo articolo di @giulia_calvi.

Crediti immagine di copertina: @francoisbrunelle.doubles on Instagram

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