Il 2 febbraio attivisti e militanti di diverse realtà politiche torinesi si sono svegliati con la polizia che bussava alla porta, notificando più di venti denunce e diverse misure cautelari relative ai fatti del Primo Maggio 2022, quando la polizia caricò a freddo lo spezzone sociale del tradizionale corteo, che manifestava contro l’invio di armi in Ucraina, i fondi all’industria della guerra, e il coinvolgimento politico ed economico italiano nel conflitto.
Le richieste dei PM, formulate nel febbraio 2023, vengono però firmate dalla GIP il 31 gennaio 2024, passando un anno chiuse in un cassetto.
Come mai sono arrivate solo ora? Che cosa succede a Torino?
@erica_oswin_oswald
