Il trauma del golpe cileno nel cinema di Pablo Larraín

Nel 1970, Salvador Allende sale al potere in Cile e tenta una via democratica al socialismo, tra forti opposizioni interne, militari ed economiche. Il colpo di Stato del 1973 guidato da Pinochet instaura una dittatura violenta fatta di repressione e censura.

Questo trauma storico è al centro della trilogia del regista Pablo Larraín: in “Tony Manero” la dittatura emerge attraverso la figura alienata di Raúl, ossessionato dal protagonista di “Saturday Night Fever”, simbolo di una realtà irraggiungibile.

Per saperne di più, leggi il nuovo articolo del nostro redattore Marco Novello.

marco_novee

Perché “Il Padrino” piace tanto alla comunità nera?

La comunità nera (e soprattutto la scena rap) adora “Il padrino” di Francis Ford Coppola, ma anche “Gli intoccabili”, “Scarface”, “Casinò”. Tutti film che rappresentano personaggi partiti dal nulla per creare imperi criminali fatti di soldi, potere, donne.

Ma che cosa lega afrodiscendenti e italoamericani? Quali sono i tratti in comune? Ma soprattutto, cosa può dirci questo legame sulla società di oggi?

Ce ne parla il nostro redattore Vincenzo Mastrocinque nel suo nuovo articolo per The Password!

@ilnerdmiope

Quando un brutto film ha una bella soundtrack

Se “Cime Tempestose” di Emerald Fennel continua a essere abbattuto online dalla critica e da netizen vari, lo stesso non si può dire dell’album di accompagnamento al film, creato da Charli XCX: “Wuthering Heights” viene elogiato come un progetto alternativo al sound tipico della star dell’hyperpop, ma ben riuscito nel suo intento.

Non è però la prima volta che un film etichettato da critica e pubblico come “trash” venga elogiato per l’aspetto musicale.

In questo articolo, Gaia Sposari ci spiega quali sono queste piccole gemme nascoste.

@gaelspsr_

Intimità, menzogna e medialità nel cinema indie americano: il caso di “Sex, Lies and Videotape”

Nel 1989 Steven Soderbergh esordisce con “Sex, Lies and Videotape”, film che segna una svolta per il cinema indipendente americano.

Attraverso la storia di Ann, John, Cynthia e Graham, l’opera è un modo di ripensare il desiderio, la menzogna e l’intimità mediate dalla tecnologia, mostrando una sessualità raccontata più che esibita, capace di generare isolamento più che relazione.

Per saperne di più, leggi il nuovo articolo di Marco Novello!

@marco_novee

“Holy Motors” e il Corpo senza Organi

In “Holy Motors” di Leos Carax, un uomo attraversa Parigi cambiando volto, ruolo e identità. Più che raccontare una storia, il film mette in scena un corpo in continua metamorfosi, smontando l’idea di soggetto stabile e di cinema come semplice rappresentazione.

Tra limousine notturne e apparizioni improvvise, l’immagine diventa esperienza, urto, trasformazione del nostro stesso sguardo.
Per saperne di più, leggi il nuovo articolo di Marco Novello!

@marco_novee

Appunti di un cinefilo tra le nuvole: tre film del XXI secolo da riscoprire

Ci sono film che hanno inevitabilmente segnato il XXI secolo.
Così, sia per gli appassionati sia per i più curiosi, vi proponiamo tre titoli capaci di disvelare il contemporaneo, i sentimenti e gli affetti che impregnano il nostro presente. È il cinema da riscoprire.

Scopri i tre film recensiti nel nuovo articolo di Marco Novello per The Password!

@marco_novee

Individuazione: tre opere per leggere il disagio esistenziale

Prima o poi accade a chiunque di fermarsi e interrogarsi sul proprio stato interiore.

In quei momenti, lo sguardo scivola dall’ambiente che ci circonda alla nostra interiorità, dalle nostre sensazioni alla percezione del tempo presente.

È da questa tensione silenziosa che emergono “Altri libertini”, “Le cose” e “I pugni in tasca”: due romanzi e un film che, attraverso la presentazione di figure giovanili smarrite e conflitti irrisolti, mettono in scena la frattura esistenziale della società occidentale moderna.

Ce ne parla il nostro redattore Marco Novello nel suo ultimo articolo per The Password!

@marco_novee

Tracce di cinema iraniano: “Il silenzio” di Mohsen Makhmalbaf

Il cinema iraniano moderno nasce in un contesto storico-politico segnato dalla Rivoluzione islamica del 1979 e da una rigida censura ideologica. In risposta alle restrizioni, autori come Kiarostami e Makhmalbaf sviluppano una “politica dell’assenza”, fondata su allusione, fuori campo e partecipazione attiva dello spettatore. Affine al neorealismo italiano, questo cinema trova in “Il silenzio” di Makhmalbaf, in cui l’arte diventa rivelazione di senso e resistenza culturale, un esempio emblematico.

Per saperne di più, leggi il nuovo articolo di Marco Novello.

@marco_novee

“Paprika” di Satoshi Kon: nel limbo tra sogno e realtà

“Paprika – Sognando un sogno” (2006) di Satoshi Kon, tratto dall’omonimo romanzo di Yasutaka Tsutsui, racconta della dottoressa Chiba che, tramite il suo alter ego Paprika, entra nei sogni dei suoi pazienti usando le DC Mini.

Quando alcuni dei dispositivi vengono rubati, sogno e realtà si mescolano in un’indagine surreale che esplora identità, inconscio e tecnologia.

Come riesce il film a combinare visivamente sogno e realtà, riflettendo la complessità dei personaggi e della società giapponese contemporanea?

@tropposilviaa

“Wicked”: la politica sotto l’amicizia

All’interno di un panorama politico come quello attuale, l’uscita dei film di “Wicked” e la rinnovata popolarità portata al romanzo di Gregory Maguire si rivelano particolarmente significative.
Glinda ed Elphaba, il loro carisma e la loro amicizia, infatti, altro non sono che un escamotage per trasformare il mondo da favola di Dorothy in una dittatura in divenire.

Ce ne parla in questo articolo il nostro redattore Nemo Cirillo.

@jollyfi5h