INGE MORATH: L’OCCHIO E L’ANIMA – LA MOSTRA FOTOGRAFICA A CARAGLIO
Inge Morath è stata la prima fotogiornalista della celebre agenzia Magnum Photos, e con i suoi innumerevoli viaggi ha saputo immortalare l’umano in diversi Paesi e decenni del Novecento. Un interesse, il suo, che spazia dalla cultura allo spirito umano. Per questo le è stata dedicata la mostra “Inge Morath. L’occhio e l’anima” al Filatoio di Caraglio (CN), dal 19 ottobre 2023 al 25 febbraio 2024, dove sono esposte oltre 200 scatti. Importante è la sezione dedicata al colore, che per la prima volta viene mostrata in Italia.
La nostra redattrice @rachelesuitetti ci porta a scoprire chi era Inge Morath, quale è stato il suo lavoro e le informazioni necessarie per accedere alla mostra.
@fondazioneartea @fondazionecrc
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Fotografia antropologica: tra strumento di ricerca e rappresentazione razzista
La fotografia rappresenta per la disciplina antropologica un’arma a doppio taglio: è sì strumento di ricerca sul campo da cui ormai non si può prescindere, ma è stata anche nel corso della storia mezzo di diffusione di pregiudizi e visioni razziste e stereotipate.
Attraverso alcuni esempi la nostra redattrice Rachele (@_gargantuaa_) riflette sui vari usi e significati che questa forma d’arte può avere per l’antropologia, e quali derive possono metterla a rischio.
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All the beauty and the bloodshed: tra vita e arte
All the beauty and the blooshed- Tutta la bellezza e il dolore, è un documentario di Laura Poitrais, presentato a Venezia e candidato agli Oscar 2023, incentrato sulla potente figura di Nan Goldin. Il documentario attraversa la sua vita e le sue opere, mostrando il legame indissolubile tra biografia e arte, e accompagna questo racconto con un aspetto più politico, mostrando anche l’attivismo di Goldin. Ce ne parla la redattrice Sofia Racco nel suo ultimo articolo.
JR in mostra a Torino: l’unione di fotografia e street art per raccontare le storie dell’umanità
Dal 9 febbraio al 16 luglio 2023 le Gallerie d’Italia di Torino ospitano la mostra Dépalcé-e-s del fotografo francese JR. In questo articolo la nostra redattrice Gabija Jonaityte dà un piccolo assaggio di questa mostra che abbraccia la causa dei profughi e degli sfollati del mondo, e ci racconta dei progetti dell’artista che ha unito fotografia e street art per rappresentare il suo impegno sociale.
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L’arte performativa di Gina Pane: una sfida ai limiti umani.
Gina Pane è stata una delle principali esponenti della body art, utilizzando le tecniche dell’arte performativa per trasmettere messaggi di denuncia sociale altamente impattanti e fuori dagli schemi. Fil rouge della sua poetica: il dolore, trasmesso in modalità diverse e, in certi casi, particolarmente toccanti e folli, fino a sfidare i limiti della resistenza umana. La nostra redattrice Giulia Calvi (@giulia_calvi) ci racconta la particolarissima arte di Gina Pane nel suo ultimo articolo.
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Eve Arnold a CAMERA: la prima fotografa donna di Magnum Photos
A partire dal 25 febbraio 2023, a CAMERA di Torino sarà possibile visionare la mostra dedicata a Eve Arnold “L’opera 1950-1980”.
Ma qual è la storia della donna dietro la macchina fotografica e perché la Arnold costituisce un pilastro storico dell’arte contemporanea?
L’articolo della redattrice Rebecca Siri riassume la vita, le opere e la poetica di una donna “da record”, in attesa della mostra vera e propria in arrivo.
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Quando le immagini cambiano la storia: il caso “Waco Horror”
Oggi siamo in costante contatto con le immagini e questo rischia di farci dimenticare quanto importanti possano essere per veicolare un messaggio. È qui che la figura di Elizabeth Freeman, suffragetta nei primi anni del ‘900, può venirci in aiuto: nel 1916 fu chiamata ad investigare quello che passò alla storia come il caso “Waco Horror” e proprio grazie alle fotografie che testimoniano l’accaduto, riuscì a cambiare il destino di un’intera comunità.
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@glenatbd
@lisalugrin
Il mondo LGBT+ raccontato dalla fotografia
Negli anni ’60 la comunità LGBT+, e in particolare quella trans, ancora non era riconosciuta. Le persone transgender e i travestiti vivevano negli angoli più bui e sporchi delle città, nascondendosi da un mondo che ancora non era in grado di comprendere e tantomeno accettare la loro identità. Fu una donna a farli conoscere all’Italia e al mondo, la fotografa Lisetta Carmi, che grazie alle sue fotografie è riuscita a raccontare nella maniera più genuina possibile una comunità soggetta a pregiudizi. Ce ne parla Monica Poletti (@xmonjca) nel suo articolo.
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François Brunelle e l’arte dei sosia
François Brunelle attraverso “l’arte dei sosia” ha catturato con la propria macchina fotografica le somiglianze eclatanti tra soggetti senza alcun grado di parentela tra loro. “Je ne suis pas un sosie!”, conosciuto anche come “I’m not a look-alike!”, è un progetto artistico che ha dato un forte contributo alla scienza, permettendo ad alcuni studiosi di rispondere alla domanda “perché si assomigliano tanto?”. Scopri di più nel nuovo articolo di @giulia_calvi.
Crediti immagine di copertina: @francoisbrunelle.doubles on Instagram
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Il fascino dell’insolito: la poetica dei nonluoghi
Supermercati, corridoi scolastici, autogrill, parcheggi, sale d’attesa, sale giochi abbandonate, centri commerciali chiusi. Alcuni luoghi che frequentiamo quotidianamente, al di fuori del loro contesto, possono assumere un fascino particolare ed evocare sensazioni peculiari: sentimenti di nostalgia, di euforia, di disorientamento e di paura. I luoghi liminali sono simboli della cultura contemporanea. Ce ne parla la redattrice Sofia Racco in quest’articolo.
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