Il cinema iraniano moderno nasce in un contesto storico-politico segnato dalla Rivoluzione islamica del 1979 e da una rigida censura ideologica. In risposta alle restrizioni, autori come Kiarostami e Makhmalbaf sviluppano una “politica dell’assenza”, fondata su allusione, fuori campo e partecipazione attiva dello spettatore. Affine al neorealismo italiano, questo cinema trova in “Il silenzio” di Makhmalbaf, in cui l’arte diventa rivelazione di senso e resistenza culturale, un esempio emblematico.
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@marco_novee
