L’odio online che avvelena i social

Oggi i social sono parte integrante delle nostre vite e ci permettono di compiere azioni impensabili fino a qualche decennio fa, come comunicare con persone dall’altra parte del mondo o ricevere informazioni in tempo reale su ciò che più ci interessa. Tuttavia, essi presentano molti lati oscuri. Uno di questi è l’odio online, che si diffonde come un veleno attraverso conversazioni, commenti e contenuti violenti.
In questo articolo della nostra redattrice Ilaria Vicentini, scopriamo insieme come si può manifestare l’odio online, quali sono alcune possibili cause e conseguenze e come possiamo comportarci per combattere questo fenomeno che spesso rende il web un posto davvero difficile da frequentare.

Tag redattrice: @il.arya

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Il mestiere dell’odiatore

Coloro che sono familiari con i romanzi di Murakami Haruki, riconosceranno l’assonanza del titolo con il romanzo “Il mestiere dello scrittore”.

E in effetti – oggi più che mai – il mestiere dell’#odiatore e l’arte della scrittura sono strettamente collegati.

In questo articolo di @lightbluealice si osserva il fenomeno degli #haters, soprattutto quelli contemporanei, il cui #odio si riversa sui social network alla pari di veri e propri raid.

L’odio sui social è un fenomeno di gruppo: si forma nei gruppi segreti su Telegram o su Facebook, per poi convergere negli sh*tstorms.
E oggi, l’odiatore non prende più di mira solamente personaggi famosi, oppure le minoranze, bensì il “nemico pubblico” del mondo intero – che però per l’hater non esiste – la pandemia.

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