Giovani, futurismo e cretini fosforescenti: il brainrot

Chi ha meno di vent’anni e bazzica i social network, avrà quasi sicuramente sentito parlare del “brainrot italiano”, fenomeno caratterizzato da meme privi di senso e creati con l’IA. Ma che cos’è e perchè ha così successo? La nostra redattrice Monica Poletti ha tentato di rispondere a questa gettonatissima domanda nel suo ultimo articolo.

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I rischi nascosti del travel influencing

Anche se le vacanze sono finite da un pezzo, alcuni potrebbero già aver iniziato a raccogliere idee per le prossime, a volte per distrarsi dal tran tran quotidiano. E per quanto ognuno di noi abbia un rapporto diverso con la propria presenza sui social, durante le vacanze sono in molti a condividere le proprie foto da luoghi più o meno conosciuti, spesso inserendo tra i tag la posizione.

Ma, come puoi leggere in questo articolo, alcuni mettono in guardia: non sempre inserire la posizione in storie e post è una buona idea, soprattutto se si è in luoghi poco conosciuti e poco attrezzati, anche per ragioni di sicurezza personale.
E tu? Posti tanti contenuti durante le vacanze? E condividi spesso la posizione? Scrivicelo nei commenti!

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L’odio online che avvelena i social

Oggi i social sono parte integrante delle nostre vite e ci permettono di compiere azioni impensabili fino a qualche decennio fa, come comunicare con persone dall’altra parte del mondo o ricevere informazioni in tempo reale su ciò che più ci interessa. Tuttavia, essi presentano molti lati oscuri. Uno di questi è l’odio online, che si diffonde come un veleno attraverso conversazioni, commenti e contenuti violenti.
In questo articolo della nostra redattrice Ilaria Vicentini, scopriamo insieme come si può manifestare l’odio online, quali sono alcune possibili cause e conseguenze e come possiamo comportarci per combattere questo fenomeno che spesso rende il web un posto davvero difficile da frequentare.

Tag redattrice: @il.arya

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I social stanno abbassando la soglia dell’attenzione?

Siamo davvero meno concentrati di un pesce rosso, come spesso si sente dire?
Nell’era dell’iperconnessione, siamo costantemente bombardati da notifiche, post e video brevi. Ma cosa sta accadendo alla nostra capacità di concentrazione?
Sempre più frequentemente riceviamo notizie secondo cui nell’epoca in cui viviamo l’attenzione umana si sta vorticosamnte abbassando. Neuroscienziati, psicologi e economisti sono d’accordo nel sostenere che le cose stanno cambiando. La domanda è: di quanto? E in che direzione ci stiamo spingendo?
Per saperne di più ti invitiamo a cliccare l’articolo in bio!

@__.erre.__

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Studenti & influencer – Parte 1: Arianna e DIPAROLE

Cosa significa coniugare l’ambizione e il progetto da content creator con la vita universitaria? Come si può trasformare ciò che si studia in un post o un reel accattivante per i social? In questo articolo – il primo di una serie dedicata – cercheremo di capirlo intervistando alcuni studenti-influencer. Qui diamo spazio ad Arianna, con la sua pagina DIPAROLE, che mixa linguistica, cultura pop e letteratura in salsa rosa (non solo metaforicamente!).

@diparole_
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“Old money aesthetic”, “Quiet luxury”: moda o classismo?

Negli ultimi mesi si sono diffuse sui social network nuove tendenze legate alla moda, tra cui un genere di abbigliamento più classico. Su TikTok ci si può imbattere facilmente in guide all’old money aesthetic, uno stile che predilige abiti senza tempo, con tessuti di qualità e colori non troppo accesi. A che cosa è dovuto il successo di questa moda? È fine a se stessa o è legata ad aspirazioni dei consumatori? È legata all’old money aesthetic la ricerca di quiet luxury, cioè di capi e accessori pregiati, ma senza loghi eccessivamente vistosi. Entrambi i fenomeni riflettono l’interesse per un lusso spesso inaccessibile, che passa attraverso beni di consumo alla portata di molti. Qual è il significato più profondo di entrambi i trend e quali sono i loro lati oscuri? Ne parla la nostra redattrice @nannerlium.

Perché Spotify Wrapped è una delle campagne di marketing più efficaci del decennio

Ogni anno a Dicembre la piattaforma di streaming musicale rilascia il cosiddetto Spotify Wrapped, dove ogni utente può consultare i dati statistici riguardo alla musica che ha ascoltato durante l’anno.

Questo resoconto annuale, che inizialmente mirava a fidelizzare il cliente, si è ormai trasformato in un fenomeno virale che aumenta la visibilità (e il fatturato) dell’azienda svedese.

In quest’articolo la nostra redattrice, Rebecca Siri, cerca di capire a cosa sia dovuto il successo dell’iniziativa e come si possano implementare tecniche simili anche per altri brand.

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@spotify @spotifyitaly

E tu lo sai cos’è l’info snack?

In occasione della Giornata internazionale degli Studenti, The Password ha partecipato a un webinar tenuto dalla startup @Thesis4u.
Tra i vari argomenti trattati è stato affrontato anche quello dell’info snack. L’info snack è il nuovo modo in cui i molti giovani fruiscono dei contenuti di informazione: velocemente o di sfuggita, in pillole sui social, facile e veloce come mangiare una merendina.

Le nostre redattrici Ginevra Gatti e Malvina Montini ce ne parlano in questo nuovo articolo, gemello di quello scritto da Thesis4u “I Social Network come principale mezzo di informazione delle nuove generazioni”, che trovate sul loro sito.

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