La cura del dentro che abita il fuori

Cosa succede quando lo spazio privato incontra quello pubblico? Accade arte, un’invasione creativa che trasforma le strade in luoghi di incontro. Martedì 23 settembre siamo stati invitati alla presentazione del Festival delle Arti Popolari e della ricerca Extimité: la cura del dentro che abita il fuori. Questi due racconti ci hanno fatto riflettere sulla dimensione dello “spazio” e su come possa diventare sempre più umano, vivo, nostro.
Scopri di più nel nuovo articolo della nostra redattrice Arianna di Pascale.
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@real.ad

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Torino, rientro in città con leggerezza

Anche a fine estate Torino regala giornate perfette per vivere la città all’aperto e scoprire i suoi tesori culturali.
Dai parchi che costeggiano il Po ai musei che raccontano storia e arte, fino alle gelaterie artigianali dove concedersi una pausa gustosa: il nuovo articolo della nostra redattrice Barbara Ferrari è un piacevole invito a esplorare Torino con leggerezza, tra natura, cultura e dolci golosità.

Alla scoperta di Reggio Calabria

Reggio Calabria è la più popolosa provincia dell’omonima regione. Tra mare, montagna, siti culturali, prelibatezze gastronomiche è una tra le mete turistiche più scelte. Leggi l’articolo della nostra redattrice Nicole Zunino per scoprire la città!

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Girard e la Violenza Sacrificale

La retorica del vittimismo si ribalta: oggi sono i potenti a presentarsi come vittime. Dall’America di Thiel e Vance alle nuove estreme destre d’Europa, la teoria di Girard sul capro espiatorio viene manipolata per colpire i più fragili. Il migrante è il nuovo nemico e la violenza si maschera da autodifesa. Scopri di più nell’articolo di Rayan Badr su questo paradosso che alimenta nuove esclusioni e conflitti.

@ryannbadr

La salita infinita di Marco Pantani

Marco Pantani è stato molto più che un campione. Eroe fragile capace di far sognare un paese intero prima di cadere nel vuoto della solitudine, la sua è una storia di gloria, dolore e mito. Dall’infanzia a Cesena alla doppietta Giro-Tour del 1998, fino all’esclusione di Madonna di Campiglio e alla tragica fine del 2004: scopri questo e altro nel nuovo articolo di Beatrice Bonino!

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Beau Brummell: il primo fashion influencer della storia?

Uomo eclettico, irriverente e, purtroppo, spesso dimenticato: tutto questo e molto di più è Beau Brummell, arbiter elegantiae che ha contribuito a creare la moda Regency, il modello del gentleman inglese, l’igiene come la intendiamo ancora oggi e tanto altro.

In un periodo storico effervescente e di grandi cambiamenti, anche l’abbigliamento ha esigenze nuove e Lord Brummell è l’uomo giusto al momento giusto, anche grazie all’amicizia col re Giorgio IV. Un vero e proprio fashion influencer, capace di sfidare norme e convenzioni, di cui ci parla il nostro Vincenzo Mastrocinque nel suo ultimo articolo, che trovate su The Password (link in bio e nelle storie)!

@ilnerdmiope
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L’effetto spettatore: perché tutti vedono, ma nessuno interviene?

Nel 1964 una donna di nome Kitty Genovese fu vittima di una terribile aggressione sotto gli occhi dei suoi vicini di casa che, tuttavia, rimasero a guardare. Per circa mezz’ora, nessuno intervenne, lasciando che si verificasse il peggio.

Questo sconvolgente fatto di cronaca portò alla luce un fenomeno psicologico che ancora oggi ci riguarda da vicino: l’effetto spettatore.

Perché, di fronte a un’emergenza, a volte restiamo fermi? Scopriamolo insieme, nel nuovo articolo della nostra redattrice Ilaria Vicentini.

@il.arya

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Il martirio inatteso di Charlie Kirk

Charlie Kirk non è morto per le sue idee, ma a causa di un sistema che da anni legittima la violenza e che lui stesso aveva lodato. Eppure, l’estrema destra ha scelto la via più semplice: trasformare la tragedia in propaganda politica. Gli Stati Uniti hanno un nuovo martire, mentre intanto il problema delle armi rimane intoccato e noi siamo qui ad interrogarci su cavilli morali in merito all’empatia per un suprematista bianco. Per saperne di più, leggi il nuovo articolo di Monica Poletti

When they see us: caso clamoroso di malagiustizia

“When they see us” è una miniserie che parla di un caso di malagiustizia avvenuto a New York nella primavera del 1989 che vede cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni, uno ispanico e quattro afroamericani, venire ingiustamente accusati e incarcerati per stupro, fino alla confessione del vero colpevole nel 2002.

La visione della serie, disponibile su Netflix e vincitrice di un Emmy, è dolorosa ma necessaria.
Ce ne parla la nostra redattrice Nicole Zunino.

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Propaganda e radicalizzazione in rete: il progetto COMMIT

Con l’avvento dei social media, la radicalizzazione online è cresciuta in Europa, soprattutto tra i giovani. Il progetto europeo COMMIT (2020-2022) ha analizzato il fenomeno in diversi Paesi, sperimentando strategie di comunicazione basate su contro-narrative e messaggi inclusivi.

Ce ne parla Giulia Frontino, soffermandosi sull’esperienza italiana che ha visto studenti e universitari protagonisti della campagna “Hate: a course in three lessons”, pensata per contrastare fake news, discorsi d’odio e dinamiche di esclusione.

@giulia.frontino_

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