NOI UOMINI MODERNI E I DETRITI DELLA FIUMANA DELLA GUERRA 

Secondo il dizionario Treccani la guerra è “un fenomeno collettivo che ha il suo tratto distintivo  nella violenza armata posta in essere fra gruppi organizzati.” Quando la studiamo a scuola la guerra ci appare come un elenco di date, di battaglie, di eventi lontani riferiti a epoche molto diverse dalla nostra. Ma la guerra è una possibilità così distante e inconcepibile nella realtà moderna in cui viviamo oggi?  

Ѐ con la guerra in Ucraina che le nostre certezze sono venute meno. A un tratto la guerra è entrata improvvisamente nelle nostre vite e, come direbbe Pirandello, è stata per noi “uno strappo nel cielo di carta”, uno strappo in quel cielo di carta che chiamavamo pace.  Anche un tempo di pace, però, porta le cicatrici delle guerre che l’hanno preceduto e non riesce a porre definitivamente fine a quelli che sono gli effetti collaterali della guerra. Paradossalmente, al termine di un conflitto, anche dopo compromessi e accordi di pace, le vittime di guerra non finiscono. Ogni anno, in Italia e nel mondo, gli ordigni inesplosi causano migliaia di vittime e di feriti.  

Quando parliamo di ordigni inesplosi facciamo riferimento a bombe inesplose e residuati bellici  esplosivi che possono causare danni sostanziali ai civili e all’ambiente, ma anche di mine antiuomo che ogni anno uccidono o mutilano 15.000-20.000 persone. Gino Strada, chirurgo e fondatore dell’ONG italiana Emergency, in “Pappagalli verdi”, racconta le brutali atrocità delle guerre e le conseguenze sulla popolazione civile, dilaniata, anche a distanza di molti anni, dalla presenza di mine inesplose. In Afghanistan, le cosiddette mine giocattolo che i vecchi del luogo, chiamavano pappagalli verdi, hanno distrutto l’infanzia a migliaia di bambini, “trascinandoli nel buio, per sempre.” 

Analizzando un conflitto più recente, invece, nello Yemen, nella guerra che va avanti da ormai sette anni, secondo i dati di Save the Children, gli ordigni inesplosi dopo la tregua di aprile sono stati la causa principale delle morti di molti bambini e i responsabili di oltre il 75% di tutte le vittime di guerra tra i  minori. Allo stesso modo la “sporca guerra” portata avanti dagli USA in Vietnam si lascia alle spalle una silenziosa, ma terribile eredità. In una guerra, in cui sono state lanciate tre volte le bombe  della Seconda Guerra mondiale, dal 1975 (presa di Saigon) a oggi, il conflitto ha continuato a mietere vittime, uccidendo più di 100 mila persone e ferendone migliaia.  

Tornando all’attuale guerra in Ucraina, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha dichiarato che “il lascito di un solo mese di guerra, nella forma di ordigni inesplosi si tradurrà in  decenni di lavoro, con la minaccia a vite umane che durerà ben oltre la fine del conflitto.” Ci  vorranno mesi, anni per disinnescarle e le persone a rischio sono milioni.

Ma di quali rischi parliamo? I rischi non sono solo fisici, ma anche ambientali. Le sostanze delle munizioni esplosive possono rimanere nella biosfera e causare seri danni alla salute umana. Inoltre dobbiamo considerare anche l’inquinamento ambientale come danno collaterale delle guerre: un fenomeno che ha coinvolto l’Europa fin dalle due guerre mondiali. I terreni di battaglia sono stati contaminati dai metalli pesanti degli ordigni inesplosi e, così, i nostri mari. 

Ci vorranno anni per bonificare tutte le aree disseminate di bombe inesplose ed è un problema con  cui dobbiamo fare i conti, un problema che dovrebbe far riflettere sull’atrocità silenziosa della guerra. Dobbiamo cercare di ricucire le cicatrici della guerra per quanto possiamo. E così, come la fiumana del progresso di Verga travolge tutto e tutti, noi uomini moderni, anche in tempo di pace, dobbiamo fare i conti con i detriti della fiumana della guerra.  

Lorenza Re

Crediti immagine di copertina: https://www.pressenza.com/it/2018/04/giornata-mondiale-le-mine-siria-raddoppiano-feriti-mine-novembre-scorso-marzo-2018/

Lascia un commento