Il Museo Yves Saint-Laurent, tra storia, arte e musica

Visitare un museo legato al mondo della moda può essere interessante anche per gli appassionati di arte o di teatro? Il Museo Yves Saint-Laurent di Parigi potrebbe fornire una risposta originale: non solo l’esposizione “Yves Saint-Laurent – Shapes & Forms” mira a coinvolgere gli spettatori avvicinandoli alle vicende biografiche dello stilista, ma propone anche esperienze sensoriali interattive.

Forme e colori

Le protagoniste della mostra sono linee, forme e colori in tinta unita: si possono vedere nei bozzetti di Saint-Laurent, esposti dall’artista tedesca Claudia Weiser; lo stilista, infatti, predilige linee dritte e silhouette verticali, con una certa attenzione alle spalle. Un’altra cifra stilistica di Saint-Laurent è la precisione elegante dei modelli, ispirati a modelli di haute couture adattati al pubblico femminile, ma anche alle tute degli astronauti o degli aviatori. Lo stilista mirava a confezionare capi non rigidi, ma in grado di adattarsi alle esigenze delle donne, con tessuti che ne seguissero i movimenti.

Anche il bianco e il nero ricoprono una grande importanza nelle collezioni di Yves Saint-Laurent: le linee nere esprimono la ricerca di semplicità e purezza. Il nero delle collezioni dello stilista si oppone a quello di Coco Chanel, specialmente a quello dei suoi abiti: Saint-Laurent mirava a un nero assertivo e moderno, ispirato al Minimalismo.

L’influenza dell’arte

Le prime creazioni di Saint-Laurent riflettono già l’importanza di una forma ben definita e di colori vibranti. Le collezioni 1965 e 1966, infatti, sono d’avanguardia e si ispirano all’astrattismo: a tinte molto accese si uniscono più linee e materiali diversi, come il jersey, con audaci giustapposizioni.

Un’altra influenza dello stilista parigino è Mondrian: nella collezione autunno-inverno 1956, Saint-Laurent disegna alcuni capi ispirati alle opere di Mondrian, che non aveva ancora esposto a Parigi. Alcuni modelli della collezione furono indossati nel film Belle de Jour, ottenendo un grande successo.

“The classical person in me loves Molière and Marivaux; I’m classical as well when I walk through refined interiors. And yet, underneath my classical tendencies, I have very modern tastes. My favorite painters remain Mondrian, Picasso, Fernand Léger… That said, whether we lean towards a traditional classicism or towards avant-garde forms, we must maintain a bond with the past. ”

Yves Saint Laurent, 1977

Il museo

Il museo, in Avenue Morceau 5, è strutturato su più piani, in cui si possono vedere i capi di Saint-Laurent e i suoi bozzetti. Degna di nota è l’esperienza interattiva proposta dai curatori e dalle curatrici: non mancano i video sulla vita dello stilista, sulle sfilate e sui modelli, in grado di coinvolgere gli spettatori a livello audio-visivo. È interessante poter visitare lo studio di Yves Saint-Laurent, anche per comprendere il suo modus operandi. L’esperienza può essere piacevole e interessante per tutti, anche per i “profani” al mondo della moda.

Giulia Marianna Dongiovanni

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