Se siete alla ricerca di un libro che vi tenga incollati alle sue pagine e al contempo vi faccia tremare di paura, Desperation di Stephen King fa proprio al caso vostro. Nonostante non sia molto conosciuto tra i grandi capolavori del Re dell’horror, questo libro ha invece tutte le carte in regola per essere una storia appassionante che divorerete in pochissimo tempo.
Protagonisti del romanzo sono un gruppo di ignari viaggiatori che per un motivo o per l’altro si trovano a percorrere la Highway 50 in Nevada, definita la “strada più desolata d’America”. Centinaia e centinaia di chilometri di strada diritta in mezzo al nulla. Il gruppo è molto variegato: c’è una famiglia che sta andando in vacanza in camper, una coppia che sta riportando l’auto a New York, un famoso scrittore che girovaga in Harley-Davidson per trovare ispirazione per un nuovo romanzo.
Persone che non si conoscono e che provengono addirittura da stati diversi, con vite molto differenti. L’unica cosa che li accomuna è il passaggio su questa strada dimenticata da Dio e dagli uomini, su cui non sanno che troveranno l’Orrore con la O maiuscola. Tutti verranno fermati da Collie Entragian, poliziotto alto oltre due metri che si occupa di far rispettare l’ordine e la legge in questa terra di nessuno. A tutti Entragian troverà delle irregolarità e contro la loro volontà si ritroveranno trascinati a Desperation, piccola cittadina nel deserto del Nevada isolata da tutto e tutti.
Quella che sembrava solo una piccola tappa per un controllo più approfondito si trasforma ben presto in un incubo: Desperation non è solo una cittadina sfortunata al limiti del mondo, ma diventa teatro di orrori indicibili e soprattutto arena dello scontro eterno tra Bene e Male. Collie Entragian non è più un essere umano, ma una creatura malvagia che si serve del corpo del poliziotto per aggirarsi fisicamente sulla terra.
Desperation è ormai contagiata da un’entità terrificante che tenta di prendere il controllo e Entragian altro non è che una piccola propaggine della presenza che arriva direttamente dalle viscere della terra. Volenti o nolenti, gli ignari viaggiatori si ritroveranno il compito di rispedire questa entità dalle stesse profondità da cui è uscita in un epico scontro. Dovranno mettersi in gioco e soprattutto dovranno scendere a patti con loro stessi, affrontando le loro paure più profonde e guardando il Male direttamente negli occhi.
Con il suo stile unico Stephen King trascina il lettore nella storia e non lo lascia più andare. La narrazione parte in medias res e poco alla volta vengono presentati tutti i personaggi: il loro passato, la loro personalità, cosa li ha spinti a intraprendere quel viaggio che sconvolgerà completamente la loro vita e di cui non potranno dimenticarsi neppure se lo vorranno. Grazie ai numerosi flashback presenti per caratterizzare al meglio i personaggi, il ritmo della narrazione non è mai lento, anzi cresce a ogni capitolo.
A creare poi ulteriore atmosfera c’è anche la tremenda tempesta di sabbia che si abbatte sulla cittadina, bloccando definitivamente i protagonisti, e che contribuisce a creare quel senso di soffocamento che investe personaggi e lettori. Non c’è più via di fuga, c’è solo Desperation e il male terribile che la ha ammorbata.
Ad aumentare poi pagina dopo pagina sono la suspense, costruita magistralmente, e il senso di terrore e claustrofobia provati dai personaggi che cresce sempre di più fino al climax finale. Particolarmente da brivido sono poi le descrizioni attraverso cui veniamo a conoscenza di cosa è diventata ormai Desperation: lugubre, buia, con animali selvatici che hanno iniziato a comportarsi in maniera decisamente troppo poco naturale. Ma ormai cos’è rimasto di normale in questa cittadina? Prendete questo romanzo in mano e vi troverete anche voi sperduti e terrorizzati a Desperation. Lo leggerete tutto d’un fiato.
Irene Rolando

Ho letto Desperation nel 1997, quando uscì la prima edizione italiana. Fui attratto dalla copertina (e naturalmente dal fatto che fosse il nuovo libro del Re).
E non appena cominciai a leggerlo mi resi immediatamente conto che mi trovavo davanti ad uno dei libri più belli di Stephen King che avessi mai letto. Opinione che non solo non cambio fino alla fine del romanzo, ma che si confermò pienamente.
Da allora, non ho più smesso di leggerlo (insieme al suo “gemello omologo, I Vendicatori). Una volta ogni due anni circa, da allora, prendo in mano I Vendicatori e Desperation e li leggo. Non so perché lo faccia, ma è diventato quasi un rituale.
È un romanzo particolare. Straordinario per alcuni aspetti. Coinvolgente, pieno di tensione e con personaggi ben tratteggiati. Non aggiungo nulla alla recensione di questo articolo… basta e avanza. Ho voluto solo condividere con l’autrice dell’articolo, il mio amore sconfinato per questo romanzo… e per la storia che racconta. Una storia che ritorna e ritorna in molti altri lavori di King… riferimenti, espressioni, personaggi, considerazioni, descrizioni, tutto ritorna.
Il KA.
La Torre Nera.
Stephen King è un genio. Non c’è altro modo per descrivere uno scrittore capace di creare mondi alternativi come i suoi.
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Buongiorno Francesco, la ringrazio per il suo commento. Ho letto Desperation ormai un anno fa e riesco ancora a ricordare con chiarezza tutte le emozioni che mi ha fatto provare. Nel corso di quest’anno ho letto molti libri belli, ma l’atmosfera di Desperation, i suoi personaggi, l’angoscia che cresce a ogni pagina… sono qualcosa di davvero insuperabile. Per certi tratti mi ha ricordato l’Ombra dello Scorpione, il mio romanzo preferito di Stephen King oltre a Desperation.
Grazie al suo commento andrò assolutamente a recuperarmi I Vendicatori e La Torre Nera.
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