Dopo le ultime elezioni europee, gli equilibri politici in Europa pendono un po’ più a destra. Per citare alcuni esempi: in Germania il partito del cancelliere Scholz è stato superato dal partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) che ha già conquistato la maggioranza nella Germania orientale. In Italia Fratelli d’Italia riconferma gli ottimi risultati delle elezioni politiche. In Francia invece la coalizione del presidente Macron ha subito un duro colpo dal Rassemblement National (RN) di Le Pen. Da notare inoltre come, nonostante le ultime elezioni legislative in Francia abbiano visto la coalizione di sinistra Nouveau Front populaire in testa, RN abbia confermato in entrambi i turni percentuali superiori al 30%.
Il mutamento degli assetti politici si è inoltre concretizzato nella nascita di nuovi gruppi politici di estrema destra nel Parlamento europeo: affianco al ben noto gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, sono sorti da ultimo il gruppo “Patrioti per l’Europa”, su iniziativa dei leader di Fidesz, ANO e del Partito della Libertà austriaco e il gruppo “Europa delle Nazioni Sovrane”, fondato su spinta di AfD.
L’ondata della destra anti-europeista, sorprendentemente (ma non troppo), ha interessato proprio quei Paesi che storicamente hanno rappresentato l’animo pro-Europa, collocandosi fra i membri fondatori della Comunità. Viene dunque da chiedersi per quale motivo tale sostegno stia venendo meno.
I partiti euroscettici: alcune caratteristiche
Si tratta di formazioni politiche molto eterogenee, dai connotati marcatamente populisti, accomunate dalla contrarietà all’integrazione a livello europeo. I partiti euroscettici rivendicano il ritorno alla dimensione statale e alla capacità dei propri Stati di compiere le scelte politiche fondamentali. Essi presentano inoltre posizioni fortemente conservatrici, sfocianti non di rado in fenomeni di intolleranza verso le minoranze e, talvolta, in preoccupanti atteggiamenti “nostalgici”.

Questi partiti individuano dunque nell’Europa liberale una minaccia alla sopravvivenza dello Stato sovrano e del suo popolo, mal sopportando le “imposizioni” delle élite di Bruxelles. Simili posizioni politiche, sebbene spesso eccessivamente semplicistiche e fuorvianti, si fanno portavoce di un malessere sociale effettivamente esistente e di un crescente dissenso verso la costruzione europea, messa in affanno dalle molteplici crisi che ne hanno evidenziato le inefficienze e i contrasti interni. Difficoltà a cui le forze politiche europeiste non sono riuscite a dare una risposta soddisfacente.
Gli assi nella manica della destra anti-europeista
Le destre sovraniste europee hanno adottato nel tempo un modello comunicativo in grado di colpire al cuore del proprio elettorato. Il linguaggio politico semplificato, fondato su argomenti emotivi e unito alla ricerca di pochi ma efficaci capri espiatori, rende estremamente efficace la ricorrente retorica dualistica che contrappone un “noi” a un “voi”, capace di raccogliere e reindirizzare il dissenso della popolazione verso bersagli esterni.
Il problema di questo tipo di comunicazione, oltre alla potenziale pericolosità anti-sistema, è quello di semplificare eccessivamente una serie di questioni che necessiterebbero invece di considerazioni e soluzioni complesse. Ciò la rende immediata, appetibile: da qui i grandi risultati in importanti Paesi come la Francia, l’Italia, la Germania, alle prese da anni con problemi sociali di difficile risoluzione.
Una nuova Europa di destra?
A tale fondamentale quesito per il momento possiamo rispondere: no, il grande timore dell’elettorato europeista non si è realizzato – i partiti euroscettici non sono riusciti a raggiungere una sostanziale maggioranza nel Parlamento europeo. Ciò non toglie che gli stessi abbiano ottenuto un contenuto aumento dei propri seggi, a scapito di altre formazioni politiche, guadagnando dunque maggiore influenza in Parlamento.
Preoccupa inoltre il proliferare di gruppi politici di estrema destra (ad oggi ben tre gruppi), legato all’aumento del peso di queste formazioni politiche. Da notare, tuttavia, come l’assenza di un gruppo unico per le forze di estrema destra evidenzi anche una sostanziale frammentazione interna a questi partiti, dovuta all’esistenza di posizioni difficilmente conciliabili al di là del comune scetticismo verso le istituzioni europee e dunque l’incapacità, per il momento, di creare un vero fronte unico.

La vittoria della destra euroscettica, ancora incompleta, testimonia sicuramente una forte difficoltà comunicativa delle forze europeiste. Evidenza di ciò è la bassa affluenza registrata nell’ultimo ventennio (ai minimi storici nel 2014, tornata a crescere sopra il 50% solo dopo il 2019 e in leggero aumento in queste elezioni), unita alle persistenti difficoltà dei cittadini nel comprendere la dimensione europea. Pesa, inoltre, la difficoltà di prendere scelte politiche concrete a fonte dell’incompletezza della costruzione europea e delle divergenze fra Stati membri, che spingono spesso a soluzioni grigie e insoddisfacenti.
Si tratta in conclusione di temi complessi, che necessiterebbero un dibattito ampio e realmente europeo. Tuttavia, in assenza di un coinvolgimento della dimensione pubblica, la strada dell’anti-europeismo sarà spianata e priva di reali ostacoli.
Sara Stella
FONTI:
Caraffini, Belluati, Finizio, Giordano (Cur.). (2020). Il Parlamento europeo e le sue sfide: Dibattiti, proposte e ricerca di consenso. FrancoAngeli.

La cosa non mi piace affatto. Questi gruppi estremisti hanno idee terrificanti e danno risposte semplici e dei problemi che invece richiedono tempo e ingegno. Io sono europeista ma nonostante ciò mi rendo conto che l’Europa ha diversi difetti che nel tempo dovrà cercare di risolvere. Onestamente però mi domando che cosa potremo mai combinare da soli in confronto a nazioni molto più grandi e forti come Stari Uniti, Cina o Russia.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ciao, grazie per il tuo commento! È certamente vero, l’Europa dovrebbe dimostrarsi più unita di fronte alle sfide che la attendono e vi è necessità di soluzioni ponderate a fronte di problemi sempre più complessi. Non ci resta che osservare l’operato di questa nuova legislatura!
"Mi piace"Piace a 1 persona
Speriamo in bene. SI rendono conto della situazione in cui si trovano, il punto è che spero sappiano anche che cosa fare per poter migliorare la situazione.
"Mi piace"Piace a 1 persona