Le porte si aprono. Subito fluiscono verso l’uscita decine di donne, mentre qualche uomo compare qua e là mischiato nella folla. Chi a destra, chi a sinistra, ognuno cerca di andare velocemente a casa, tagliando la strada agli altri. A un certo punto spunta anche un cane, che fa quasi inciampare alcune donne intorno a lui. Sono operaie e operai, e stanno uscendo dalla fabbrica Lumière, nel quartiere di Montplaisir, a Lione. Una scena apparentemente ordinaria, ma che ha fatto la storia. In quel giorno, infatti, nasceva la cosiddetta settima arte: il cinema.

Era il 28 dicembre del 1895: una piccola folla (pagante) si era radunata per assistere alla prima proiezione pubblica di 10 cortometraggi dei fratelli Lumière. Il primo era proprio “l’uscita dalle officine Lumiere”, girato solo a pochi passi dalla villa di famiglia dei fratelli. Era la prima volta che si sperimentava il concetto alla base del cinema: un gruppo di persone riunite in una sala buia per guardare un film. È così che nacque quel forte senso di condivisione che ci accompagna ancora oggi quando entriamo in una sala cinematografica.

Ma come sono arrivati a questo punto i fratelli Lumière? In realtà, la storia non inizia esattamente con loro, ma con il padre. Dopo essersi trasferito con la moglie a Lione, Antoine Lumière, di professione ritrattista, aprì nel centro della città uno studio fotografico. Grazie al suo intuito per gli affari, seppe intercettare una clientela molto variegata socialmente: i borghesi più facoltosi di place Bellecour, attirati dai ritratti esposti nello studio, ma anche i cittadini del quartiere popolare della Guillotière, a cui offriva delle fotografie formato tessera a basso prezzo. Tempo dopo riuscì ad acquistare un terreno nel quartiere di Monplaisir, verso la periferia di Lione, per manipolare prodotti chimici senza il pericolo di poter causare danni alle persone. In dieci anni i fratelli costruirono il più grande laboratorio di fotografia d’Europa, creando anche una propria marca di lastre fotografiche. Questo permise loroEdizioni speciali di diventare presto ricchi e di potersi così concentrare sulla ricerca.
Grazie all’aiuto di Thomas Edison inventarono il cinematografo: una scatola di legno, con un obiettivo e una pellicola perforata da 35 mm, che, grazie al movimento di una manovella, faceva ruotare la pellicola, scattando le fotografie istantanee che componevano la sequenza di massimo un minuto. Fu una vera e propria rivoluzione che consentì ai fratelli di portare la loro nuova invenzione in giro per il mondo; ingaggiarono infatti decine di giovani operatori per mandarli nei cinque continenti a girare scene della vita locale, globalizzando per la prima volta nella storia delle immagini in movimento. In totale vennero girati circa 1400 film, tutti della durata inferiore a un minuto, consentendo di realizzare un vero e proprio archivio dell’epoca.
Nel 2016 Thierry Frémaux, direttore dell’Istituto Lumière e del festival di Cannes, ha montato insieme 114 dei film dei fratelli Lumière in un documentario che affronta i temi cardine del loro cinema. “Lumière! L’aventure commence” è un’introduzione al lavoro di due fratelli entrati nella storia, con l’intraprendenza da imprenditori e la passione sfrenata degli inventori, oltre ad essere un elogio alla bellezza del cinema.

Il grande regista francese Jean Renoir ha saputo riassumere in poche parole l’essenza dell’innovazione di queste due personalità:
“Nei film dei Lumière a essere mostrata non è la Storia, ma la vita. E la vita è qualcosa di più profondo. È per questo che questi film sono così importanti: aprono la porta alla nostra immaginazione. È esattamente quello che oggi ci piace chiamare opera d’arte”
Fabrizio Mogni
