Dark Academia: quando una satira non viene capita

Essere studenti universitari, nel nostro secolo, può essere una sfida: burocrazia infinita, sedi che cadono a pezzi, mille ostacoli di ogni tipo che si parano davanti agli studenti, rendendo l’esperienza ben lontana dalla visione idilliaca e romanticizzata che spesso viene mostrata nei media. 

Tuttavia, su varie piattaforme online un nutrito gruppo di giovani, specialmente americani, è in missione per rendere l’esperienza universitaria qualcosa di uscito da un romanzo ottocentesco. 

Questo movimento fa parte della corrente degli aesthetic, un insieme di sub culture basate principalmente su una specifica estetica più che da valori e stili di vita alternativi, che ormai da qualche anno popolano i vari social media, e prende il nome di dark academia

Da come si può notare dal nome, questo aesthetic ha come base i concetti di academia, quindi il mondo accademico, la ricerca del sapere incondizionata e dark, ovvero tutti i temi più morbosi e inquietanti del caso, tra cui abitudini malsane e una preoccupante fissa per l’omicidio

I motivi principali di questa comunità online sono università d’élite (quali Oxford, Cambridge e la Ivy League americana), l’architettura classica europea, leggere e citare i capolavori del canone letterario occidentale, vestiti scuri, musica classica e il consumo spropositato di caffeina e tabacco. 

I media principalmente consigliati per immergersi in questa atmosfera sono film come l’Attimo Fuggente e Wilde, e per quanto riguarda i libri si sta creando persino un nuovo genere letterario, o meglio un sottogenere del genere young adult, chiamato appunto dark academia. Principalmente sono campus novel, romanzi che si concentrano principalmente sull’ambiente di università elitarie, e sulla romanticizzazione di comportamenti già menzionati, che però hanno come twist l’essere dei romanzi gialli, dove a volte i protagonisti devono risolvere un omicidio e altre volte sono loro stessi i criminali. 

Il capostipite di questi romanzi, che secondo alcuni ha iniziato questo movimento, è  il romanzo Dio di Illusioni, conosciuto prettamente con il suo titolo originale inglese The Secret History, dell’autrice statunitense Donna Tartt. Questo romanzo, uscito nel 1992, racconta dell’esperienza di uno studente proveniente dalla lower middle class californiana, Richard, in un college d’élite in Vermont e del suo incontro con quattro studenti di greco antico, guidati ed esaltati dal loro professore. Qui, Richard si ritrova in un mondo fatto di edonismo, bellezza e romanticizzazione di comportamenti malsani, fino all’omicidio. Questo romanzo, a causa della sua forma e dei suoi contenuti, viene percepito dalla maggior parte del pubblico e della critica come una satira al sistema delle università d’élite e ai comportamenti stessi ritratti all’interno di esso. Non è un romanzo che andrebbe emulato in nessun senso, dato che il fulcro della narrativa è proprio l’eccesso e i comportamenti sregolati che portano a pessime decisioni con pessime conseguenze. Inoltre è necessario notare come i personaggi indulgano troppo spesso in comportamenti autodistruttivi per non essere in una satira. 

Sfortunatamente, le persone nei circoli dark academia online non hanno capito l’elemento satirico, e molte persone critiche di questo aesthetic sottolineano come un movimento che esalta principalmente sulla letteratura e sulla cultura sia basato sulla non comprensione di un romanzo e sull’apprezzamento di temi superficiali senza andare in profondità, rendendo già palesi i problemi che circondano questo movimento. 

Infatti, una critica principale che viene mossa è come questo movimento si basi solamente sull’estetica, e non sull’effettivo contenuto del mondo accademico. Viene mostrata una visione dell’intellettuale basata su schemi principalmente classisti, eurocentrici e sessisti, infatti le immagini su cui si basa il vibe generale ritraggono principalmente persone bianche con vestiti costosi e i libri classici che vengono consigliati ed esaltati sono solo del canone occidentale. 

Si potrebbe dire anche che i libri consigliati siano sempre uguali, senza una certa varietà. Non c’è un effettivo dialogo intertestuale e critico tra gli elementi che vengono consigliati, basandosi solo sull’aspetto estetico superficiale più che su un’effettiva comprensione del testo.
Questo si può notare sia con il già citato Dio di Illusioni, ma anche con altri romanzi di satira come Il Ritratto di Dorian Gray

L’ambiente accademico e culturale viene riassunto in modi romanticizzati che sono molto lontani dalla realtà, e più che ad un raggiungimento di eccellenza culturale questo aesthetic mira ad un raggiungimento di specifici standard di bellezza ed estetica. 

Tuttavia, si potrebbe cercare di giustificare questo aesthetic analizzando il contesto in cui è arrivato all’apice: la pandemia di Covid-19. Infatti, questo movimento ha iniziato ad avere popolarità a metà del 2020, quando la popolazione di adolescenti era in quarantena. L’allontanamento dall’ambiente scolastico e la disillusione nell’educazione formale ha portato molte persone ad immaginare un ambiente dove viene esaltato l’ambito umanistico e la bellezza, o dove l’apprendimento non è soltanto una formalità ma uno stile di vita. Non è sbagliato romanticizzare le proprie esperienze, ma bisogna farlo con criterio e soprattutto con giudizio.

Sole Dalmoro

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