Tra i libri e il lago di Windermere: Beatrix Potter

«C’erano una volta quattro piccoli Conigli che si chiamavano Flopsy, Mopsy, Cottontail e Peter […]».

Questo è l’incipit di uno dei più celebri racconti d’infanzia del XX secolo: La storia di Peter Coniglio. Il nome del coniglietto protagonista, Peter, è sufficiente a evocare nelle menti di migliaia di bambini una serie di splendide illustrazioni che costellano i loro libri preferiti. Infatti, Beatrix Potter, autrice di questa e di molte altre storie, si occupò non solo di scriverle, ma anche di decorarle con immagini raffiguranti idilliaci quadri campestri e originali animali parlanti. L’abilità narrativa e le doti pittoriche che la contraddistinsero hanno portato le sue opere sugli scaffali di tutto il mondo. La vita di questa scrittrice è tanto incredibile quanto lo sono le avventure dei suoi personaggi, all’insegna del coraggio, della determinazione e di un’insaziabile curiosità.

Nata il 28 luglio 1866 da una ricca famiglia, Beatrix Potter crebbe a Londra, tra gli agi e la solitudine che caratterizzarono la sua giovinezza. A causa della rigida educazione vittoriana che i suoi genitori le impartirono, Beatrix non frequentò la scuola come il fratello minore, ma ricevette la sua istruzione a casa con delle istitutrici private. Per questo, non avendo occasioni di socializzare con ragazzi a lei coetanei, cercò sempre conforto e compagnia nei suoi amati animali domestici.

«Ricordo ogni pietra, ogni albero, il profumo dell’erica… Anche quando i tuoni crepitavano in lontananza, e il vento spazzava la valle con raffiche irregolari, oh, era bello, casa dolce casa».

All’interno del suo diario, con parole affettuose e nostalgiche, Beatrix descrisse la casa di campagna in cui trascorreva le vacanze durante i mesi estivi. Qui, a contatto con la natura, la sua mente viaggiava lontano e creava mondi fantastici popolati dagli animali selvatici che osservava fra laghi, boschi e colline del Lake District. Proprio in questi luoghi, l’autrice iniziò ad appassionarsi a varie discipline quali archeologia, geologia, entomologia e micologia; concentrò i suoi studi soprattutto in questi ultimi due settori, come dimostrano i minuziosi acquerelli di insetti e funghi da lei disegnati. All’epoca era talmente inusuale e malvisto che una donna approfondisse le suddette materie, che Beatrix Potter non poté consegnare personalmente un suo articolo scientifico alla Linnean Society of London, una prestigiosa associazione di tassonomia e storia naturale, ma fu costretta a farlo tramite l’intermediazione di un altro studioso, George Massee.

«C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non si sa mai dove ti porteranno».

Nel 1893, Beatrix Potter scrisse una lettera illustrata a Noel Moore, il figlio della sua ex istitutrice, in cui gli raccontava la storia del disobbediente e divertente Peter Coniglio. Alcuni anni dopo, l’autrice rielaborò quel testo e ne realizzò un libro con delle illustrazioni in bianco e nero. Nonostante numerosi editori avessero rifiutato di pubblicarlo, Beatrix scelse di stamparlo a proprie spese per darlo ad amici e familiari. Successivamente, nel 1902, Frederick Warne volle pubblicare il suo racconto, aggiungendovi delle figure a colori. Il libro ottenne un successo immediato e si configurò come un classico della letteratura per l’infanzia. Da quel momento in avanti, Beatrix Potter proseguì a scrivere altri racconti, circa due all’anno fino al 1910. 

A differenza dei suoi libri, la vita privata dell’autrice non fu segnata dal lieto fine. Nel 1905 decise di sposare il suo editore, Frederick Warne, sebbene i suoi genitori si fossero opposti a tale unione, in quanto lo consideravano di livello sociale inferiore a causa della sua attività di commerciante. Il loro matrimonio fu interrotto dalla tragica morte dello sposo, che venne a mancare pochi mesi dopo la cerimonia.

Beatrix Potter, che tra le tante qualità possedeva anche uno spiccato senso imprenditoriale, cominciò a produrre dei pupazzi di Peter Coniglio. Questa fonte di guadagno, insieme ai diritti d’autore e alle copie vendute delle sue opere, le garantì l’autonomia econimica e le consentì di comprare una proprietà nel Lake District, la fattoria Hill Top nel villaggio di Sawrey. Nel 1913, dopo essersi risposata con un avvocato di nome William Heelis, scelse di trasferirsi definitivamente a Sawrey e di dedicarsi all’agricoltura, all’allevamento e alla salvaguardia del territorio, in particolare preservò il lago di Windermere dalle mire dei costruttori. Inoltre, Beatrix Potter si impegnò a sostenere concretamente le comunità locali e istituì un fondo per l’assistenza infermieristica nei villaggi di Sawrey, Hawkshead e Wray.

Alla sua morte, nel 1943, più di quattromila acri di terra e quindici fattorie furono donati al National Trust, un’organizzazione benefica impegnata nella difesa del patrimonio naturale, e oggi costituiscono gran parte del Lake District National Park. Oltre a lasciarci i suoi racconti intramontabili, Beatrix Potter ci insegna che bisogna immaginare un mondo migliore e contribuire a farlo diventare realtà: lei ci è riuscita, con una penna e un pennello.

«Take me to the lakes where all the poets went to die. […] Those Windermere peaks look like a perfect place to cry». – Taylor Swift

Anna Baracco

Fonte immagine in evidenza: https://www.cittadelsole.it/ita/prodotto/il-mondo-di-beatrix-potter

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