Le bizzarre avventure di Jojo è sicuramente uno degli anime più amati e apprezzati degli ultimi anni, e ha ottimi motivi per esserlo.
Pubblicato inizialmente nel 1987 dall’autore Hirohiko Araki, questo manga è diventato un classico del mondo dei fumetti e dell’animazione giapponese grazie al suo stile riconoscibile e alla sua trama ben distinta.
Al momento siamo alla nona stagione, Jojolands, ma per capire bene di cosa si sta parlando bisogna fare un passo indietro.
Quello che ha reso la serie così originale e amata è la componente della familiarità, ovvero il protagonista di ogni stagione fa parte della famiglia dei Joestar, con origini nella Londra vittoriana. Ogni serie, che conta una ventina di volumi fisici ciascuna e altrettanti episodi dell’anime (inizialmente uscito nel 2013 sulla piattaforma di streaming Crunchyroll e disponibile con sottotitoli in italiano sulla piattaforma VVVVID), ha come componente principale il fatto di avere un genere specifico a cui si ispira.
Phantom Blood, la prima stagione, ricalca il genere investigativo di fine Ottocento, in cui il protagonista Jonathan Joestar deve risolvere un mistero che coinvolge una fantomatica maschera di pietra che può rendere, chi la indossa, un vampiro. La seconda, Battle Tendency, vede il nipote di Jonathan Joseph combattere contro dei semidei aztechi. La terza, Stardust Crusaders, vede il nipote di Joseph Jotaro in una spedizione intorno al mondo per salvare sua madre dal villain della prima stagione, e così via.
Se siete confusi, è normale. Non si chiama Bizzarre Avventure per casualità.
Il tratto distintivo di questa serie è, infatti, l’assurdità di certe situazioni, che diventano via via sempre più presenti a partire dalla terza serie.
Facente parte del genere shonen, ovvero un genere più improntato verso la giovane parte maschile del mercato, si distingue da altri prodotti appartenenti al genere (come i famosi Naruto e Bleach) non solo per l’originalità del modo in cui le varie serie si legano l’una con l’altra, ma anche per il semplice fatto che la serie sia coerente con il suo titolo: questa serie è strana.
Molto, molto strana, soprattutto a partire dalla terza stagione. Se le prime tre sono abbastanza standard per il mercato – tranne alcuni momenti dove l’autore si abbandona alla follia che il media del fumetto può permettere –, dalla quarta in poi le trame diventano sempre più assurde.
Per questo, è considerata una di quelle serie in cui è consigliato – se non necessario – restare al passo con le varie trame, se si vuole capire davvero la trama. Il numero di personaggi che ricorrono all’interno delle varie serie è molto più alto rispetto a quello di altre, puoi incontrare un personaggio nella terza serie e spunterà nella sesta in un contesto completamente diverso, e una cosa che non aiuta è sicuramente lo shift narrativo che accade dopo la sesta serie, che per motivi di spoiler non si può spiegare.
La settima serie, infatti, è considerata una delle migliori.
Allontanandosi dal genere shonen, per avvicinarsi al genere seinen – un genere mirato agli uomini adulti –, Steel Ball Run è sicuramente un cambio di stile per l’intera serie.
Pubblicata dal 2004 al 2011 sulla rivista di manga giapponese Shonen Jump, può essere chiamata il picco creativo e narrativo di Araki.
Ambientata nel 1890, segue la storia di Johnny Joestar, un ex fantino reso incapace di camminare a causa di una sparatoria, e Gyro Zeppeli, un ex boia napoletano, impegnati a vincere la Steel Ball Run, una gara di cavalli che parte a San Diego, California, e termina a New York.
Questo manga, che conta sedici volumi nell’edizione italiana, ha dei temi sicuramente più complessi rispetto alle altre serie che lo precedono: la disabilità, le aspettative familiari, il lutto, la pena di morte e la moralità come concetto oggettivo o soggettivo sono solo alcune delle tematiche trattate all’interno del manga. Esse vengono messe in mezzo a scene di combattimento rese incredibili dalla capacità artistica dell’autore, che ha raggiunto qui la sua piena maturità, e dagli archi narrativi molto soddisfacenti per alcuni personaggi.
In quanto parte migliore secondo l’opinione comune, per tanto tempo è stata considerata una gemma accessibile solo a chi ha abbastanza volontà d’animo (e soldi) per seguire il manga, che per forza di cose è sempre “un passo avanti” rispetto agli adattamenti animati.
Ma fortunatamente, l’attesa per l’annuncio di un adattamento anime è finalmente finita: il 12 aprile 2025, al JOJODAY STAGE, un evento riguardo alla serie, l’anime di Steel Ball Run si farà.
Non si sanno ancora date, ma ciò che è certo è che è in lavorazione.
Cosa ci si può aspettare? Una storia interessante e profonda con animazioni di qualità, come ci si attende dallo studio di animazione David Production.
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Sole Dalmoro
Fonte immagine di copertina: https://www.crunchyroll.com/news/latest/2025/4/12/steel-ball-run-jojos-bizarre-adventure-anime-announced?srsltid=AfmBOorlD_1hazvpvNXm5fpCJuRSCpdCTmfG_2FunQj02TUtC6qWaZyj
