Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), l’Italia nel 2024 ha registrato oltre 7.000 decessi legati all’esposizione a fibre di amianto. Solo il Piemonte conta nello stesso anno circa 1000 decessi, di cui 250 per mesotelioma, un tumore che nel 90% dei casi si contrae per l’esposizione all’amianto.
Sabato 17 maggio, presso il centro FuoriLuogo di Asti e grazie al contributo dell’associazione culturale Cuba Libri, si è parlato di amianto con l’avvocato Ezio Torrella e con la dottoressa Federica Grosso, approfondendo il tema sia dal punto di vista medico sia giuridico.
Che cos’è l’amianto e come agisce?
Si tratta di una roccia fibrosa usata soprattutto nell’edilizia per via delle sue proprietà: è coibentante e ignifuga. Le fibre che costituiscono l’amianto col tempo diventano volatili e a causa della loro lunghezza e diametro riescono ad attraversare tutto l’apparato respiratorio, arrivando così nelle parti più esterne del polmone, in particolare nella pleura, la membrana che lo ricopre. La via respiratoria non è la sola a essere a rischio: l’amianto può essere anche ingerito e passare per l’esofago fino all’intestino. La sua capacità di non degradarsi mai causa un’infezione cronica ingestibile per il nostro organismo, trasformando le cellule del nostro organismo in cellule tumorali.

Fonte: https://www.vedani.it/amianto-e-mesotelioma-litalia-in-cima-alla-triste-classifica-europea-dei-decessi/
I sintomi
La forma di tumore più frequentemente causata dall’esposizione all’amianto è, ad oggi, il mesotelioma: si manifesta con la mancanza di fiato, causata dal versamento pleurico (acqua presente nella pleura), che riduce le dimensioni del polmone, con conseguenti tosse/mal di schiena e anche perdita di peso, inappetenza, eccessiva stanchezza. Il tempo di latenza della malattia è tra i 25 e i 40 anni. Non sono coinvolti solo i polmoni ma potenzialmente anche l’esofago, il colon, la colecisti o il pancreas, anche se non è ancora chiaro come l’amianto possa giungere fino al tratto gastroenterico.
L’indennizzo Inail e il risarcimento danni
Per ricevere l’indennizzo Inail è necessario superare in genere il 15% di valutazione come danno biologico e, in quel caso, viene erogata una rendita mensile vitalizia.
Spesso la persona affetta da mesotelioma si reca all’Inail per richiedere l’indennità, ma se non può provare che è stata a contatto con amianto o non ne è certa, la domanda viene respinta. È qui che interviene il supporto giuridico: l’avvocato si occupa di reperire informazioni sull’azienda in cui il richiedente lavora e sullo stabile in questione; molte volte, infatti, ufficialmente non è dichiarata presenza di amianto, ma magari il luogo di lavoro o gli utensili ne sono colmi. Si fa così il reclamo e si dimostra di possedere tutti i requisiti necessari per dichiarare la malattia professionale e, se non si riesce nuovamente, si va in giudizio.
Allo stesso modo, se una famiglia subisce una perdita, può fare causa alla ditta, se si ritiene che il lavoratore non sia stato adeguatamente tutelato. Il danno può essere patrimoniale — quando riguarda le perdite economiche subite dai familiari e viene calcolato in base al reddito percepito dal defunto e al numero di familiari a carico — oppure non patrimoniale, quando riguarda la sofferenza morale e psicologica subita dai familiari a causa della perdita del proprio caro ed è solitamente determinato in base al grado di parentela.
Dal 2021 l’Inail ha messo in atto una misura chiamata “Una tantum” : si tratta di una somma di denaro di 15.000 euro erogata in un’unica soluzione dedicata a coloro che hanno contratto il mesotelioma per esposizione ambientale o familiare (convivenza con lavoratori impiegati nella fabbricazione del materiale) all’amianto.
È infine previsto — sempre dall’Inail — un contributo per le spese funerarie pari a 10.000 euro.
Non più “la malattia dell’operaio”
Il medico ricercatore Irving Selikoff ha messo in luce il nesso causale esistente tra l’inalazione di particelle di amianto e l’insorgere di disturbi legati ai polmoni, tra cui il mesotelioma.
Storicamente, si può parlare di tre ondate rispetto alla diffusione della malattia a livello mondiale: la prima, anche detta “dei minatori” (fine Ottocento, prima metà del Novecento) — contratta a causa dell’estrazione della materia dal terreno — la seconda, “degli operai” (seconda metà Novecento), che la lavoravano e, infine, quella definita asbesto in situ (anni Duemila), dovuta all’amianto presente nei luoghi di lavoro (pareti, pavimenti, tubature) e che ha fatto emergere nuove esposizioni, facendo contrarre il tumore a fasce di lavoratori che generalmente sarebbero definibili non a rischio. Le nuove vittime sono quindi anche baristi e parrucchieri, perché gli utensili usati nel loro lavoro provengono spesso da Paesi come Russia, Cina, in cui l’utilizzo dell’amianto non è stato ancora proibito.

Fonte: https://www.suva.ch/_static/100-jahre/it/amianto.html
Un’eredità mortale
Il maggior numero di casi si riscontra in Lombardia, a causa della presenza di fabbriche di fibrocemento (o cemento-amianto).
Il comune di Broni, in provincia di Pavia, fa ancora i conti con un gran numero di decessi causati dall’ex fabbrica Fibronit e i mancati lavori di bonifica. I lavori sono avvenuti, invece, a Casale Monferrato, località che ospita i 94.000 mq della ditta Eternit, non più in attività dal 1986; nonostante gli interventi, la zona è ancora caratterizzata da presunte aree inquinate.
Il 17 aprile 2025 la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha condannato Stephan Schmidheiny, ex proprietario della Eternit, a 9 anni e 6 mesi di reclusione per la morte di 99 persone a causa dell’esposizione all’amianto, anche se erano 392 le persone per cui si era chiesta giustizia all’apertura del processo di primo grado.
La storia della lotta all’amianto sembra essere destinata all’oblio, ma, nonostante l’utilizzo e la produzione di questo materiale siano stati vietati nel 1992, la strada per eliminarlo completamente (o quasi) è ancora lunga.
Giulia Frontino
Fonti:
https://iltorinese.it/2025/04/28/giornata-mondiale-vittime-dellamianto-il-piemonte-secondo-in-italia-con-1-000-decessi-nel-2024/#:~:text=In Italia%2C il Piemonte si,asbestosi e tumore del polmone.
https://www.doctor33.it/articolo/64238/amianto-7000-morti-in-italia-nel-2024-record-europeo-di-decessi-per-mesotelioma
https://www.comune.casale-monferrato.al.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/277
https://www.cittadinireattivi.it/2025/04/17/si-muore-ancora-di-amianto-nel-2025/
