Davanti alla tela Las Meninas di Diego Velázquez, esposta al Museo del Prado, chiunque rimane senza parole. Non è tanto importante avere già studiato l’opera sui libri, conoscerne le dimensioni o il soggetto, perché, in piedi davanti al dipinto, lo stupore coglie comunque impreparati e sono molte le domande che sorgono. Cosa sta ritraendo il pittore, raffigurato in primo piano? Dove è rivolto lo sguardo dell’Infanta Margherita? Chi è davvero il soggetto dell’opera? È forse la principessa — raffigurata al centro della tela — oppure siamo noi, osservatori curiosi, incantati dinnanzi a essa? Quello che viene a crearsi è un gioco del rovescio, concetto che si collega direttamente all’immaginario di Tabucchi: maestro del mondo fantastico, del “guardare oltre”, capace di fornire una visione insolita e alle volte persino perturbante della quotidianità.
Il mistero nel capolavoro del Velázquez
Las Meninas è considerato il capolavoro di Diego Velázquez. La maestosa opera raffigura al centro l’Infanta Margherita, circondata dalle sue damigelle d’onore e da altri membri della corte di Filippo IV. Sulla sinistra, lo stesso Velázquez è ritratto davanti al cavalletto, intento a dipingere una tela di cui vediamo solo il rovescio. Ma cosa sta davvero dipingendo? L’Infanta è la protagonista, eppure il pittore non sembra rivolgere a lei la sua attenzione. Per un attimo, l’effetto straniante del quadro porta a credere che stia dipingendo proprio noi, il suo pubblico. Successivamente lo sguardo si sposta verso il fondo della tela, dove si nota una figura in piedi nel vano illuminato di una porta. È il ciambellano del re, raffigurato nell’atto di controllare la scena davanti a sé, prima di uscire e lasciare la sala. Questa figura ha un ruolo distinto nell’interpretazione del dipinto, in quanto solo questo personaggio ha visto cosa raffigura la tela di cui il Velázquez si sta occupando. Dalla porta aperta entra un fascio di luce, che rivela un altro dettaglio: sul muro in fondo si trova uno specchio, nel quale si riflette l’immagine dei due regnanti di Spagna. Sono forse loro il vero soggetto del quadro? Oppure la coppia passava di lì per caso, mentre la principessina stava posando? E ancora, dove sta andando la figura sulla soglia? Se varcasse quella porta, uscirebbe dalla tela trovandosi anch’essa davanti al quadro, proprio insieme a noi?
Il gioco del rovescio di Tabucchi
Antonio Tabucchi, scrittore impegnato, autore ad esempio del celebre Sostiene Pereira, si distingue per la sua anima “fantastica”, caratteristica forse meno nota al pubblico. Un tema comune a gran parte dei suoi scritti è infatti l’analisi del rovescio della realtà. Attraverso questa, Tabucchi cerca di portare a galla tutti quelli che sono gli elementi nascosti che fanno parte della vita ordinaria, i quali, venendo alla luce, mettono in crisi l’intima interpretazione di quanto ci circonda.
Abbiamo visto quanto il dipinto Las Meninas di Velázquez rappresenti un vero e proprio labirinto di specchi: tra raddoppiamenti, riflessi e ribaltamenti di prospettiva. Ed è proprio questo celebre quadro a essere protagonista di uno dei racconti contenuti nel libro Il gioco del rovescio.

La narrazione è in prima persona e il protagonista si trova a Madrid, davanti a Las Meninas. Proprio nel giorno in cui a Lisbona muore una sua cara amica: Maria do Carmo. Maria era convinta che la chiave per interpretare il quadro stesse nella figura del ciambellano del re, poiché tutto il dipinto era da intendere come un rovesciamento. Solo una volta rientrato in albergo, il protagonista riceve una telefonata dal marito della donna e viene a conoscenza del triste fatto. Decide quindi di tornare a Lisbona per assistere al funerale dell’amica e sale sul primo treno disponibile. Durante il viaggio, rievoca i momenti passati condivisi con Maria: in particolare ripensa a un gioco che erano soliti fare da bambini. Prevedeva che uno dei due scegliesse una parola che l’altro doveva pronunciare al rovescio, subito, senza poter riflettere. In questo frangente, si scopre che il protagonista è particolarmente legato alla cultura dell’amica, in quanto è un appassionato di letteratura portoghese. In più i due sono a stretto contatto per motivi politici: l’uomo le consegnava infatti denaro e lettere indirizzate ai dissidenti del regime di Salazar. Una volta giunto a Lisbona, però, il protagonista viene a sapere dal marito di Maria una verità sconcertante: la donna non era una rivoluzionaria, bensì una spia del regime. Aveva vissuto tutta la vita “giocando al rovescio“, e lo stesso protagonista del racconto era caduto nella sua trappola.
Prima di morire Maria scrive all’amico un biglietto che contiene una sola parola: “SEVER”. Quando ne viene in possesso, l’io narrante si accorge che, se letta al contrario, quella parola corrisponde a “REVES” (in spagnolo rovescio, in francese sogni). Ed ecco l’ennesimo capovolgimento. Quando quella stessa sera si addormenta, ritorna in sogno davanti ad una versione diversa del quadro Las Meninas, in cui la sua amica ha preso il posto della figura sul fondo: la chiave del quadro di Velázquez. Il racconto si chiude con il tentativo del protagonista di raggiungere l’amica nel sogno, poiché spera di scoprire la verità. La sua amica era davvero una spia? Cosa sta dipingendo Velázquez nella tela? Ma purtroppo la verità resta inconoscibile, prigioniera dell’enigma.
L’enigma del rovescio
Siamo di nuovo davanti alla tela. Velázquez dipinge, Tabucchi racconta e noi siamo immobili, occupati a scrutare il rovescio di un’immagine che non si lascia afferrare. Chi è il vero soggetto? L’Infanta, i sovrani, o forse noi pubblico del 2025, distratto e al contempo curioso, ammassato davanti a una tela che non si può fotografare? Il pittore continua imperterrito a dipingere, mentre la voce della sorvegliante del museo risuona come un ritornello: «No picture! No picture!» E così il gioco del rovescio non è solo un enigma visivo, ma un movimento sottile e perturbante, che ci spinge oltre la soglia dello scibile. Ci illudiamo di aver compreso e tutto a un tratto ci lascia sospesi. Ma forse, tutto sommato, come Maria do Carmo, anche noi siamo figure di fondo: riflessi sfumati, presenze in bilico tra sogno e realtà, sospesi tra un immagine nitida e una piena di ombre.
Barbara Ferrari
Fonti
https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Tabucchi
https://it.wikipedia.org/wiki/Las_Meninas_(Vel%C3%A1zquez)
Antonio Tabucchi, Il gioco del rovescio e altri racconti, ed. Feltrinelli, 1988
B. Manetti e M. Tortora, Letteratura italiana contemporanea, Carocci editore, 2022

