“Hadestown”: una discesa verso l’inferno

Dal suo debutto al New York Theatre Workshop nel 2016, il musical Hadestown, che rielabora il mito di Orfeo ed Euridice in chiave post-apocalittica, ha incantato palchi e platee delle più grandi scene internazionali, guadagnandosi così un posto fisso sia al Walter Kerr Theatre di Broadway sia al Lyric Theatre nel West End. Ad oggi, l’opera conta numerosi adattamenti e cast diversissimi fra loro; tra i più importanti ricordiamo Jordan Fisher (Orfeo) e Solea Pfeiffer (Euridice) a Broadway, e Dylan Wood (Orfeo) e Desmonda Cathabel (Euridice) nel West End

Con 14 nomination ai Tony Awards e 8 vittorie, Hadestown continua a stupire anche oggi, con un attuale cast a dir poco spettacolare. A portare in scena la struggente storia d’amore di Orpheus e Eurydice al Walter Kerr Theatre sono Jack Wolfe e Morgan Dudley, due artisti sensazionali capaci di offrire una nuova chiave di lettura all’intera opera.

Crediti Playbill.com: https://assets.playbill.com/editorial/_articleLeadImage/HADESTOWN_BROADWAY_09_02_25_0178_PJZEDIT_v001-1.jpg

Dal primo ingresso in scena di Morgan Dudley nel ruolo di Euridice, annunciata dal dio Hermes (interpretato da Kurt Elling), è evidente il tratto spiccatamente ironico che l’attrice sceglie di dare alla protagonista. Nonostante il costante sarcasmo, sin da Every Way The Wind Blows si nota che la ragazza ha ancora fiducia nel futuro e sogna di potersi, un giorno, innamorare e di poter avere una vita felice, senza la necessità di spostarsi continuamente da un luogo all’altro in cerca di tranquillità. Nella versione della Dudley, la corazza costruita da Euridice per proteggere il suo animo in questi tempi duri viene a poco a poco scalfita. 

L’emotività a lungo repressa trova finalmente sfogo nei suoi sentimenti per Orfeo, al quale sceglie di affidare il suo cuore e tutte le sue speranze. Con All I’ve Ever Known, Morgan Dudley mette in luce la sua capacità di connettersi con chiunque stia condividendo il palcoscenico con lei — in questo caso Jack Wolfe —, dando vita a un duetto perfetto, la cui energia riesce a raggiungere ogni angolo del teatro. 

Perfino all’inizio del secondo atto, quando Euridice, stremata dalla fame e dalla povertà, intraprende il viaggio verso Hadestown per accettare il lavoro offertole da Ade (interpretato da Paulo Szot), Dudley interpreta il suo dolore in When The Chips Are Down senza rinunciare a quella vena fortemente romantica che la caratterizza nel corso di tutto il musical: Euridice è costretta a partire per sopravvivere, ma l’amore che prova per Orfeo continua a tenerla legata nell’animo al mondo terreno. 

Nell’istante in cui il suo amato, venuto a recuperarla per riportarla a casa (Come Home With Me — Reprise), infrange il patto fatto con Ade e si volta a guardarla, l’Euridice della Dudley non mostra rabbia o delusione; è distrutta, consapevole di essere stata appena condannata a rimanere per sempre nell’oltretomba, ma comprende il gesto di Orfeo e non lo biasima. Sa che l’ha fatto per amore. 

Crediti Broadwayworld.com: https://cloudimages.broadwayworld.com/columnpiccloud/Photos-Morgan-Dudley-Jack-Wolfe-and-More-Take-First-Bows-in-HADESTOWN-1756901061.jpg

Dal punto di vista opposto, Jack Wolfe interpreta Orfeo come un giovane che ha già vissuto questa storia e ha già cantato la sua canzone innumerevoli volte. In ognuna delle sue esibizioni si mostra consapevole di ciò a cui sta andando incontro e altrettanto consapevole di non poter fare niente per ottenere un finale diverso. 

Al primo incontro, in Come Home With Me, Orfeo si innamora perdutamente di Euridice, rendendosi conto di averla già amata nel corso dei secoli. Da quel momento in poi, brama la sua anima come nient’altro al mondo, nonostante sappia perfettamente come andrà a finire. In All I’ve Ever Known, a differenza dell’interpretazione della sua co-star, l’Orfeo di Jack Wolfe non è speranzoso, è anzi malinconico nel cantare il suo amore per Euridice, guardandola come se l’avesse già persa. 

Eppure, è proprio questa consapevolezza che lo spinge a fare di tutto, scegliendo di rincorrere la sua amata fino ai confini del mondo e oltre, interpretando una versione struggente e viscerale di Wait For Me. Dopo averla ritrovata, nel vano e disperato tentativo di non perderla di nuovo, si sottopone gli ordini di Ade e affronta la risalita da Hadestown senza voltarsi neanche una volta per guardarla. Ci prova con tutte le sue forze, ma alla fine la paura di essere stato ingannato e il grande amore che prova lo obbligano a voltarsi osservando in volto la bella Euridice alla fine di Doubt Comes In

Guardandola negli occhi, l’Orfeo di Jack Wolfe è consapevole di ciò che ha appena fatto e del destino a cui ha condannato la povera ragazza.

Lo sa perché lo ha già vissuto; perché, in cuor suo, ha sempre saputo il finale della sua storia; perché, nonostante quanto ci abbia provato e quanto ci riproverà nei millenni a venire, è, e sarà sempre, tutto inutile

Una delle tragedie più celebri del mito greco, che nella sua rilettura moderna trova un’anima jazz e distopica, nelle mani di Jack Wolfe e Morgan Dudley diventa ancora più intima, raccolta e studiata con cura per donarle una nuova veste. 

Attualmente, questa produzione resterà in scena fino a gennaio; tuttavia, nonostante la moltitudine di attori che si alterneranno in futuro, la canzone di questo Orfeo resterà negli annali di Hadestown:

And we’re gonna sing it again and again.

We’re gonna sing it again.

(Road To Hell – Reprise)

Marta Di Chiaro

Lascia un commento