Grecanico, una storia di Magna Grecia e Calabria

Un luogo dove il tempo si è fermato: è così che potremmo definire l’area ellenofona nel sud della Calabria. Qui, infatti, il dialetto calabro si unisce al greco antico, dando vita a una lingua unica, parlata ancora oggi dagli abitanti del posto, traccia tangibile dell’influenza greca in quella zona.

Che cos’è il grecanico?

Il grecanico, detto anche greco aspromontano o bovese, è una lingua diffusa nel versante ionico e dorico della Calabria, soprattuto in aree montane e relativamente isolate, in particolare nei comuni di Condofuri, Bova, Bova Marina, Roccaforte del Greco e Roghudi. Dal punto di vista linguistico, presenta alcune strutture arcaiche tipiche della lingua greca (la fonetica, ad esempio, è simile a quella del greco medievale), ma sono comunque presenti molte influenze del dialetto calabrese.

Pur conservando strutture grammaticali arcaiche, il grecanico mostra anche l’evoluzione a cui la lingua greca è andata incontro nel corso dei secoli: un esempio di questo è la caduta della -s alla fine delle parole, un elemento tipico del greco arcaico, già assente nel greco parlato in epoca tardo-antica. Proprio per questo, il grecanico potrebbe essere considerato come un “archivio vivente” delle forme linguistiche dell’età classica e post-classica.

L’evoluzione del grecanico dall’antichità a oggi

L’evoluzione del grecanico ha inizio con l’arrivo dei coloni greci in Magna Grecia, intorno all’VIII-VII secolo a.C: in questa fase, si parlavano varietà diverse di greco antico, soprattutto ioniche e doriche. Con il passare dei secoli, la lingua delle popolazioni locali si è allontanata dalla forma letteraria e si è sviluppato un greco popolare, più semplice e finalizzato alla comunicazione orale. Successivamente, in epoca ellenistica, sono avvenuti alcuni fenomeni, di cui il grecanico conserva traccia ancora oggi, tra cui la riduzione delle desinenze, la semplificazione dei casi grammaticali e un maggiore uso delle preposizioni.

Durante il periodo romano, il latino è diventato la lingua ufficiale dell’amministrazione, ma il greco ha continuato a essere parlato in molte zone dell’Italia meridionale, favorendo un’evoluzione linguistica continua, senza fratture nette: il grecanico ha iniziato, infatti, ad assorbire elementi lessicali e fonetici latini, pur conservando la sua struttura greca originaria. Inoltre, la trasmissione prevalentemente orale della lingua contribuì a una maggiore flessibilità e variabilità locale. 

Con l’arrivo dell’Impero bizantino, il greco è tornato ad essere lingua ufficiale. È in questo periodo che si è consolidata una forma di greco medievale parlata, caratterizzata da elementi come la caduta della -s finale nei nomi e l’uso di pronomi relativi arcaici: questo è il nucleo principale del grecanico parlato oggi.

Dal Medioevo in poi, il contatto con l’italiano e i dialetti calabresi ha portato a una nuova evoluzione: il grecanico, infatti, ha numerosi prestiti lessicali, ha adattato la pronuncia ai modelli fonetici locali, continuando tuttavia a mantenere la sintassi greca di base.

Oggi il grecanico è una lingua a rischio, parlata da un numero ristretto di persone prevalentemente anziane, ma la sua evoluzione non si ferma: negli ultimi anni, infatti, si è verificato il passaggio dall’oralità alla forma scritta, un grande passo nel percorso evolutivo di una lingua.

Ela elamumu condà

Ela elamumu condà (“Vieni, vienimi vicino”) è una poesia in grecanico di cui è molto interessante leggere alcuni versi, poiché ci permettono di addentrarci in profondità nelle sfumature di questa lingua. Ad esempio, molti dei termini utilizzati rimandano a una visione pastorale del mondo tipica dell’Antica Grecia, con al centro una natura fortemente sacralizzata: fiume, sorgente e vento non sono solo soggetti, ma veri e propri portatori di un significato simbolico.

Grecanico O potamò èrkete an tin ozzìace catevènni cato ston jalò,ciòla t’azzària ti ene dizzamènaèrkondo ce pinnu to glicìo neròGreco moderno Ο ποταμός έρχεται από την πηγήκαι κατεβαίνει κάτω στον γιαλό,όλα τα πουλιά που είναι διψασμέναέρχονται και πίνουν το γλυκό νερόItaliano Il fiume viene dalla sorgente e scende giù verso la spiaggia, tutti gli uccelli che sono assetati vengono e bevono l’acqua dolce

Come si può vedere, le similitudini tra grecanico e greco moderno sono numerosissime, e questo fa sì che il dialetto sia di facile comprensione anche per i madrelingua greci.

O potamòΟ ποταμόςcaduta della -s finale
jalòγιαλόstessa pronuncia
neròνερόstessa pronuncia

Come nell’Antica Grecia, prima della fissazione scritta dei testi, i rapsodi tramandavano oralmente i poemi epici, anche la tradizione del grecanico è prevalentemente orale, in quanto si tramanda soprattutto attraverso canti, poesie e proverbi.

Oggi, la lingua grecanica non rappresenta soltanto una minoranza linguistica da tutelare, ma una vera e propria testimonianza diretta della presenza dell’Antica Grecia in Italia: la sua sopravvivenza resta una sfida culturale e identitaria, ma anche un’opportunità per scoprire come una lingua possa attraversare i millenni senza spezzarsi.

Serena Spirlì

Fonti

Orlando Anna Maria, “Il greco di Calabria: un esempio di bilinguismo nell’Europa antica”, Humanities, 2, gennaio 2013, pp. 140-151

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