Tyler The Creator, i cellulari e la “cringe culture”

Al listening party per il suo ultimo album, “Don’t Tap The Glass”, Tyler The Creator ha vietato l’uso dei telefonini. Sembrata inizialmente una mossa per evitare dei leak prima delle data di uscita, Tyler ha poi precisato sul suo account Instagram che è stato anche per fare un esperimento: “ho chiesto a degli amici perché non ballano in pubblico e alcuni mi hanno detto che è per via della paura di essere registrati” e di “diventare un meme”.

In questo articolo riflessione, la redattrice Gaia Sposari parte da “Don’t Tap The Glass” e la figura di Tyler The Creator per parlare della cringe culture e le sue conseguenze sul nostro modo di ascoltare e vivere la musica.

#tylerthecreator #donttaptheglass #cringe #cringeculture #ballo

Identità e corpi femminili nell’atrio di Palazzo Nuovo

Nel pomeriggio del 7 marzo, l’atrio di Palazzo Nuovo si è trasformato in un palcoscenico vibrante grazie alla performance “Come mi vedo? Come mi vedi?”, ideata da Alessandra Lai e Raffaella Tomellini.

Donne di età diverse hanno dato vita a un’azione collettiva intensa e poetica, intrecciando danza, fotografia e presenza. I loro movimenti silenziosi, armonici, evocavano radici e crescita, in un richiamo profondo al bisogno di riconoscersi e di essere viste. In quel gesto collettivo, ogni individualità veniva rispettata e allo stesso tempo rafforzata alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna.

@marinapalumbieri

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Il cigno nero e Whiplash: “l’ossessione batte il talento”

Black Swan e Whiplash ruotano attorno a vicende di personaggi alle prese con la loro passione più grande: la danza e la musica. Nina e Andrew sono vicini perché provano sensazioni simili, vivono in una costante ricerca della perfezione. Vogliono essere i migliori nel loro campo. Questo però non li fa stare bene. L’ossessione supera il talento, la tensione alla perfezione li accompagna nel loro percorso. La loro ansia da prestazione e instancabile ricerca dei massimi risultati rendono la loro vita avvolta da un’agitazione e un turbinio di emozioni. Il resto non conta più; restano solo loro e la loro arte.
@artesettima
#cinema #film #blackswan #whiplash #jazz #movie #danza

Questa non è una fiaba: la vita di Michaela DePrince

Il 10 settembre scorso si è spenta Michaela DePrince, una giovane étoile della danza classica.
Di origine africana, Michaela trascorse la sua infanzia in Sierra Leone, durante gli anni della guerra civile. Grazie all’adozione da parte di una famiglia americana, riuscì a trasferirsi negli Stati Uniti e a realizzare il suo sogno di diventare una ballerina.
Nonostante il successo, il passato di Michaela fu segnato da sofferenze inimmaginabili, che lei affrontò con un coraggio e una forza straordinari.
In questo articolo, scopriremo la sua storia.
Ce ne parla la nostra redattrice Anna Baracco.

@nina.baracco

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Creativa, visionaria e geniale: 50 anni di carriera di Franca Dorato – parte seconda

Bentornati nella seconda parte dell’intervista a Franca Dorato! Dopo aver conosciuto gli esordi della sua carriera, oggi scopriremo molte curiosità: dai suoi attori preferiti fino ad arrivare ai suoi sogni. Inoltre, parleremo dell’immenso potenziale educativo del teatro e dell’importanza dell’arte nella nostra società.
Un ringraziamento speciale a Franca Dorato per la sua gentilezza e professionalità e un saluto da parte di tutti i suoi allievi di “Cadantea”!
@nina.baracco
@francadorato
@lucrezia_collimato
@teatro_dei_pari
Foto di @ric_ezzu
#cadantea#danza#francadorato#teatro#thepasswordunito

Creativa, visionaria e geniale: 50 anni di carriera di Franca Dorato – parte prima

Chi è Franca Dorato? Docente, attrice, danzatrice, regista, coreografa e mille altre cose!
Il 12 maggio ha raggiunto un importante traguardo: 50 anni di carriera. Tra stage, tournée, compagnie, scuole, ha viaggiato e lavorato in tutto il mondo.
Dalle innumerevoli esperienze vissute, ha sviluppato un suo modo di lavorare definito “armonia del movimento”, che ingloba diverse tecniche performative e ha come priorità il rispetto per l’individualità di ogni persona.
Nella prima parte di questa intervista, scopriremo come è nata la sua passione per la danza e la recitazione e quali sono stati gli esordi della sua carriera.
Un ringraziamento speciale a Franca Dorato per la sua gentilezza e professionalità e un saluto da parte di tutti i suoi allievi di “Cadantea”!

@francadorato
@lucrezia_collimato
@teatro_dei_pari
Foto di @ric_ezzu

Audiodescrizione poetica per una danza accessibile

Avete mai sentito parlare dell’audiodescrizione poetica? Da diversi anni, l’audiodescrizione viene utilizzata per consentire alle persone ipovedenti e non vedenti di assistere a spettacoli teatrali e cinematografici. Il problema è che non tutte le discipline artistiche, come la danza, sono accessibili da coloro che hanno una disabilità visiva. Proprio da questa necessità nasce il progetto di Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello, i due performer che hanno ideato l’audiodescrizione poetica. Ce ne parla la nostra redattrice Anna Baracco in questo articolo.
@nina.baracco
@camilla_guarino
@audiodescrizionipoetiche
@giuseppe_comuniello

“Boldini e il mito della Belle Époque”: il grande successo della mostra di Asti

E’ stata prorogata fino al 14 maggio la mostra “Boldini e il mito della Belle Époque”, allestita nelle sale di Palazzo Mazzetti ad Asti e curata dallo storico dell’arte Tiziano Panconi. Un’occasione imperdibile per scoprire l’arte del pittore ferrarese simbolo della moda e della modernità che, attraverso le sue emancipate “dive”, ha saputo raccontare lo spirito di un’epoca. Un tuffo nel passato che riporta lo spettatore tra i boudoirs borghesi e le sale da ballo della frizzante Parigi di fine Ottocento. Celebratore della bellezza e allergico al convenzionalismo pittorico, Boldini sfugge ad ogni rigida categorizzazione artistica.

La nostra redattrice, Micol Cottino (@_micol.03), ci parla del pittore Giovanni Boldini nel suo nuovo articolo.

@arthemisiaarte @finestresullarte @museidiasti

Riti di passaggio: istruzioni e uso

Vi sono determinate pratiche di una cultura che si potrebbero definire olistici: studiandoli, è possibile comprendere molti aspetti del gruppo di persone che ne è portatrice. Una di queste pratiche è quella dei riti di passaggio, nello specifico, dall’adolescenza all’età adulta. Essi ci permettono di comprendere i ruoli e gli status tra i generi e tra adolescenti e adulti. Inoltre, sono estremamente interessanti per ricordarci la variegata diversità di cui è popolata il mondo.
La nostra redattrice @em.agli, nel suo ultimo articolo, ci parla di tre rituali in particolare: il Naghol della tribù dei Sa, la Tucandeira dei Satere Mawe e il salto dei tori della tribù Hamer.
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@atlasofhumanity.official
@people_infinity_
@natgeo_italia

Sulle ali della danza: Virginia e Martina si raccontano.

Creatività e determinazione contraddistinguono Virginia, mentre spicca Martina per dolcezza e lucidità: sono le sorelle Di Carlo. Dal 2019, hanno tradotto la loro passione sfrenata per la danza in una scuola che accoglie ballerini normodotati e disabili. Un vero e proprio progetto d’inclusione in fase di sviluppo, che spicca il volo verso l’abbattimento delle barriere fisiche e mentali della disabilità.
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