La giustizia “a scoppio ritardato” della città di Torino

Il 2 febbraio attivisti e militanti di diverse realtà politiche torinesi si sono svegliati con la polizia che bussava alla porta, notificando più di venti denunce e diverse misure cautelari relative ai fatti del Primo Maggio 2022, quando la polizia caricò a freddo lo spezzone sociale del tradizionale corteo, che manifestava contro l’invio di armi in Ucraina, i fondi all’industria della guerra, e il coinvolgimento politico ed economico italiano nel conflitto.
Le richieste dei PM, formulate nel febbraio 2023, vengono però firmate dalla GIP il 31 gennaio 2024, passando un anno chiuse in un cassetto.

Come mai sono arrivate solo ora? Che cosa succede a Torino?

@erica_oswin_oswald

Lavoro e sfruttamento, chi difende i miei diritti?

In occasione del Black History Month le nostre redattrici Giulia Menzio (@giuliamenzio) e Monica Poletti (@xmonjca) hanno seguito la conferenza “Lavoro e sfruttamento”. Numerosi sono i temi emersi: dalla diffidenza dei lavoratori migranti nei confronti dei mediatori interculturali, alle difficoltà nel lavorare senza documenti. Quando allo sfruttamento della classe lavoratrice si somma la discriminazione le conseguenze possono essere terribili. Questi lavoratori, però, non sono soli e strutture come A.M.M.I e NIDIL tentano di migliorare la loro condizione, mentre il fotografo Mauro Raffini ha dato loro una voce e un volto. Per saperne di più leggi l’articolo.

Artivismo e migrazione: i migranti del Mediterraneo (pt. II)

I migranti del Mediterraneo è la seconda parte di una serie di articoli che parlano di artivismo: il ruolo dell’arte e della letteratura nella denuncia di condizioni disumane. A partire da un confronto con la migrazione storica europea, la nostra redattrice Nicole Zunino ci parla del fenomeno migratorio che vede, questa volta, come punto d’arrivo il nostro continente: il naufragio della cultura, la prostituzione, il traffico di esseri umani.

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Un felice anno nuovo di lotta per i lavoratori e le lavoratrici dell’ex GKN

La nostra redattrice Giulia Menzio (@giuliamenzio) ci racconta dei lunghi anni di #resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ex fabbrica #GKN e di come questa storia si intrecci inestricabilmente con le #festività. Se per l’inizio dell’anno vuoi regalarti una riflessione su come le #lotteoperaie, spesso dimenticate, siano ancora fondamentali per il progresso della nostra società, leggi l’articolo.
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Artivismo e migrazione: quando i migranti eravamo noi (pt. I)

L’articolo, il primo di una serie di tre, prende in esame il concetto di artivismo in relazione al fenomeno migratorio. In questa prima parte, la nostra redattrice Nicole Zunino spiega che cosa stanno facendo e possono fare la letteratura e l’arte di fronte a realtà disumane, nello specifico la condizione dei migranti. “Quando i migranti eravamo noi”, racconta, non apparivamo tanto diversi da oggi, “corpi migranti stipati su navi”, e ciò che ci spingeva a muoverci e a sottoporci allo sguardo altrui diffidente era come oggi una necessità.
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La realtà del carcere femminile: Intervista a Claudio Sarzotti

Il 12 ottobre scorso, presso l’Università di Torino, è stato presentato l’ultimo numero della rivista dell’#AssociazioneAntigone (@associazioneantigone), dedicato all’analisi e alla narrazione della #detenzionefemminile.
Il nostro redattore @ale_santoni ha intervistato il professore Claudio Sarzotti che ha raccontato delle difficoltà del mondo detentivo femminile tra cui i tassi di #suicidio elevati, l’assenza di strutture pensate per le esigenze femminili e le poche opportunità di lavoro offerte.

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Uncensored Library: una battaglia alla censura a prova di gioco

Ora la protesta è anche gaming: all’interno del celebre gioco Minecraft esiste una libreria virtuale costruita per ostacolare la libertà di stampa che minaccia in molti Paesi giornalisti e cittadini. Qui si possono trovare storie e documenti dei reporter che hanno lottato per la libertà di espressione e molto spesso sono morti per essa. L’Uncensored Library non è solo questo, ma un segno eloquente della minaccia alla libera espressione, che più che mai in questi tempi trova forme alternative per esprimersi.

Redattrice: Rachele Gatto (@_gargantuaa_)

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“Le regole della casa del sidro” di J. Irving: un grande romanzo di formazione

Molto conosciuto grazie all’omonimo film, “Le regole della casa del sidro” è senza dubbio il romanzo più noto di John Irving. Questo libro racconta la storia di Homer Wells, bambino nato in uno sperduto orfanotrofio nel Maine. Dopo quattro tentativi falliti di adozione, Homer si rassegna a vivere al St. Cloud, dove il dottor Larch gli insegnerà i fondamenti della medicina e dell’ostetricia.

Al St. Cloud non nascono solo bambini: il dottor Larch esegue anche aborti nonostante siano illegali, forte della convinzione secondo cui le donne devono poter scegliere cosa fare. Homer invece si rifiuterà di eseguirli e prenderà anche una strada diversa.

Allontanandosi dall’orfanotrofio, Homer maturerà come adulto e come uomo, fin quando il St. Cloud lo richiamerà indietro.

Un grande romanzo di formazione che tocca il tema dell’aborto, argomento sempre tristemente attuale, e che si interroga sul potere di scelta della donna e sul ruolo che il medico è chiamato a ricoprire.

Ce ne parla la nostra redattrice Irene Rolando ( @irenerolando_ ).

Link in bio.

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Dissenso e Repressione in quell’Università di Torino

19/12 PM
Il 5 dicembre al Campus Luigi Einaudi una manifestazione spontanea degli studenti antifascisti ha impedito ai militanti del FUAN di entrare negli spazi universitari. Gli studenti, però, sono stati pesantemente caricati dalla celere in assetto anti-sommossa.
In questo editoriale @sabry.seferi ci racconta quello che è successo e perché episodi come questo siano preoccupanti
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La discriminazione di genere passa attraverso il linguaggio

Cortigiano, massaggiatore, passeggiatore. Provate a trasformare queste parole al femminile. Che differenze notate? Quali sensazioni vi lasciano “cortigiana, massaggiatrice, passeggiatrice”? Probabilmente a donne che fanno “un certo mestiere”, ma perché ciò accade?
Ce ne parla @aletiesi nel suo nuovo articolo.

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