Beni confiscati e l’importanza del riuso sociale

La legge Rognoni-La Torre (1982) ha segnato una svolta nella lotta contro la mafia, introducendo il reato di associazione mafiosa e la confisca dei patrimoni illeciti.

Colpire i clan sul piano della ricchezza significa sottrarre loro potere e consenso.

Con la legge 109/96, i beni confiscati vengono restituiti alla collettività per il riuso sociale: immobili e aziende diventano simboli di legalità gestiti dal terzo settore.

A oggi, gli oltre 36.600 beni sottratti alle mafie dimostrano che lo sviluppo delle comunità è possibile solo senza di esse.

@agnesedgt

“Facciamo rumore insieme per Palazzolo Acreide”

Chiara Lo Zito, 29 anni, è tornata nel suo comune d’origine, Palazzolo Acreide, per sfidare lo spopolamento della Sicilia. Con il progetto Dagiù valorizza l’artigianato e i sapori del Sud, ma la sua sfida più grande è la riapertura dello storico bar “Il Soccorso”. Grazie a un crowdfunding che ha superato i 30mila euro, Chiara ha dimostrato che la comunità crede ancora nel territorio.

Nel nuovo articolo di Agnese De Gaetano, scoprirai che il successo di Chiara è il simbolo di una generazione che sceglie di restare per trasformare la nostalgia in rinascita concreta.

@agnesedgt

“Non per me, ma per tutte”: la nascita dei diritti sul lavoro

Dal sogno dei Curie alla tragedia delle “Ragazze del Radio”.

L’oscura storia del radio-226 che, seppur nato come rimedio miracoloso, divenne un veleno invisibile per le operaie del New Jersey, condannate ad una sofferenza inimmaginabile.

La nostra redattrice Tecla Di Maria attraversa la storia di tenacia di Grace Fryer e Catherine Wolfe, per descrivere la nascita della sicurezza sul lavoro.

Come siamo arrivati a rivendicare quei diritti che ancora oggi tutelano i lavoratori dalle situazioni in cui l’abuso di potere può mettere a rischio la loro stessa vita?

Scoprilo nel nuovo articolo di The Password!

@tecla.dimaria

Y2K Bug: l’apocalisse digitale è stata rimandata al 2038?

Credevamo che con il 2000 l’incubo informatico fosse finito. Ci sbagliavamo. Il Y2K Bug è stato solo un avvertimento: la vera minaccia si chiama Y2038.

A differenza del passato, questo nuovo bug non riguarda solo i PC delle banche, ma i sistemi fisici che ci tengono in vita: freni ABS, ospedali, GPS. Deborah Solinas analizza per noi questa nuova sfida tecnologica: riusciremo a “patchare” il futuro prima che il tempo digitale scada per sempre?

@lookatdebss

Poeticôni, il festival della poesia di Cuneo

Da oggi a domenica la città di Cuneo ospiterà la seconda edizione di “Poeticôni”, festival diffuso dedicato alla poesia. Quattro giorni, 35 ospiti, 16 luoghi e un unico tema: l’oltre.

I diversi incontri – poetry slam, talk, passeggiate – sono tutti gratuiti e accomunati dall’invito a vivere la poesia fuori dai libri, insieme, nei luoghi della città.

Leggi di più sul programma nel nuovo articolo di Anna Gribaudo!

@poeticonifestival
@bottegadistoriediparole
@annagriby

Il peso delle parole: l’esempio delle figure pubbliche

Si dice spesso che le parole hanno un peso e che bisogna prestare attenzione perché possono ferire più in profondità di un’arma reale. Quando a parlare sono figure pubbliche o da chi detiene potere politico, il peso delle parole aumenta: esse possono rafforzare messaggi positivi, ma anche generare polemiche, critiche e conseguenze negative per chi ne è responsabile.

Ce ne parla la nostra redattrice Francesca Salvai nel suo nuovo articolo.

@francy.salvai

Piccoli sovranisti crescono

“Solo l’Occidente conosce la Storia”: questo è quanto sostiene la commissione guidata dallo storico Ernesto Galli della Loggia, responsabile della sezione dedicata all’insegnamento della storia contenuta all’interno delle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione.

Dunque, come cambieranno i programmi l’anno prossimo?
I bambini saranno davvero obbligati a leggere la Bibbia nelle ore di storia?

Scoprirai questo e molto altro nel nuovo articolo di Micol Cottino, la nostra caporedattrice.

@_micol.03

L’Italia è una Repubblica fondata sulle Veline 

Cosa ne sarebbe dei palinsesti italiani senza le loro bellissime, magrissime, silenziosissime vallette?

Cosa sarebbe “Striscia La Notizia” senza Veline danzanti sul tavolo?

Oggi ha ancora senso di esistere questo ruolo?

Nell’ultimo articolo di Alice Musto ripercorriamo la nascita della “valletta” in Italia riflettendo anche sul ruolo e sulla sulla rappresentazione delle donne nella nostra televisione.

@alice.musto

Fake news e la paura di fare la cosa giusta – parte 1

Qual è il prezzo della verità? Si può arrivare a mettere in pericolo il proprio posto di lavoro e la propria incolumità per sostenere gli ideali in cui si crede?
Nella vita abbiamo tutti la possibilità di scegliere, ma ci vuole coraggio, perché raccontare la verità e stare dalla parte giusta sono decisioni che comportano dei rischi. Non tutti sono disposti a vedere le cose per come stanno, proprio per questo le storie del coraggio di certe persone dovrebbero rimanere un punto di riferimento per la società. Ed è di queste storie che ci parla la nostra redattrice Francesca Salvai nella prima parte del suo nuovo articolo.

@francy.salvai

Italia-Israele: la partita blindata del Mossad

Il 14 ottobre scorso Udine si è trasformata in una città blindata per il match Italia-Israele: droni, cecchini e zona rossa attorno allo stadio.
Fuori, migliaia in piazza per la Palestina, repressi con idranti e lacrimogeni. Dentro, fischi all’inno israeliano e spalti semivuoti.
Un clima che svela la complicità del governo Meloni con Tel Aviv e l’industria bellica italiana.
Ce ne parla lə nostrə redattorə Giulio de Meo nel suo nuovo articolo.

@giulio.demeo