Il peso delle parole: l’esempio delle figure pubbliche

Si dice spesso che le parole hanno un peso e che bisogna prestare attenzione perché possono ferire più in profondità di un’arma reale. Quando a parlare sono figure pubbliche o da chi detiene potere politico, il peso delle parole aumenta: esse possono rafforzare messaggi positivi, ma anche generare polemiche, critiche e conseguenze negative per chi ne è responsabile.

Ce ne parla la nostra redattrice Francesca Salvai nel suo nuovo articolo.

@francy.salvai

Piccoli sovranisti crescono

“Solo l’Occidente conosce la Storia”: questo è quanto sostiene la commissione guidata dallo storico Ernesto Galli della Loggia, responsabile della sezione dedicata all’insegnamento della storia contenuta all’interno delle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione.

Dunque, come cambieranno i programmi l’anno prossimo?
I bambini saranno davvero obbligati a leggere la Bibbia nelle ore di storia?

Scoprirai questo e molto altro nel nuovo articolo di Micol Cottino, la nostra caporedattrice.

@_micol.03

L’Italia è una Repubblica fondata sulle Veline 

Cosa ne sarebbe dei palinsesti italiani senza le loro bellissime, magrissime, silenziosissime vallette?

Cosa sarebbe “Striscia La Notizia” senza Veline danzanti sul tavolo?

Oggi ha ancora senso di esistere questo ruolo?

Nell’ultimo articolo di Alice Musto ripercorriamo la nascita della “valletta” in Italia riflettendo anche sul ruolo e sulla sulla rappresentazione delle donne nella nostra televisione.

@alice.musto

Fake news e la paura di fare la cosa giusta – parte 1

Qual è il prezzo della verità? Si può arrivare a mettere in pericolo il proprio posto di lavoro e la propria incolumità per sostenere gli ideali in cui si crede?
Nella vita abbiamo tutti la possibilità di scegliere, ma ci vuole coraggio, perché raccontare la verità e stare dalla parte giusta sono decisioni che comportano dei rischi. Non tutti sono disposti a vedere le cose per come stanno, proprio per questo le storie del coraggio di certe persone dovrebbero rimanere un punto di riferimento per la società. Ed è di queste storie che ci parla la nostra redattrice Francesca Salvai nella prima parte del suo nuovo articolo.

@francy.salvai

Italia-Israele: la partita blindata del Mossad

Il 14 ottobre scorso Udine si è trasformata in una città blindata per il match Italia-Israele: droni, cecchini e zona rossa attorno allo stadio.
Fuori, migliaia in piazza per la Palestina, repressi con idranti e lacrimogeni. Dentro, fischi all’inno israeliano e spalti semivuoti.
Un clima che svela la complicità del governo Meloni con Tel Aviv e l’industria bellica italiana.
Ce ne parla lə nostrə redattorə Giulio de Meo nel suo nuovo articolo.

@giulio.demeo

Propaganda e radicalizzazione in rete: il progetto COMMIT

Con l’avvento dei social media, la radicalizzazione online è cresciuta in Europa, soprattutto tra i giovani. Il progetto europeo COMMIT (2020-2022) ha analizzato il fenomeno in diversi Paesi, sperimentando strategie di comunicazione basate su contro-narrative e messaggi inclusivi.

Ce ne parla Giulia Frontino, soffermandosi sull’esperienza italiana che ha visto studenti e universitari protagonisti della campagna “Hate: a course in three lessons”, pensata per contrastare fake news, discorsi d’odio e dinamiche di esclusione.

@giulia.frontino_

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Ritorno ai monti: tre borghi rinati nelle valli cuneesi

La montagna non è solo uno sfondo da social: può essere anche una scelta di vita. In 3 anni, 100.000 italiani hanno deciso di viverla davvero stabilendovisi. Ostana, Sant’Anna di Valdieri e Melle sono tre borghi in provincia di Cuneo che raccontano una nuova storia: case riabitate, scuole riaperte, giovani che restano o tornano, idee che mettono radici.

Tra cultura, agricoltura, artigianato e smartworking, la montagna rinasce e diventa futuro. Scopri di più nell’articolo della nostra redattrice Anna Gribaudo!

@annagriby
@visoaviso
@balmamerislocandaalpina
@antagonisti_melle
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Generazione Z tra flip phones e social detox

La generazione Z è costantemente online, ma molti si stanno rendendo conto delle conseguenze negative dei social media. C’è chi prova a riscoprire degli hobby per staccarsi dagli schermi, chi torna a vecchi flip phones: la gen Z sta prendendo atto dei pericoli che comporta l’uso eccessivo dei social media. Leggi il nuovo articolo della nostra redattrice Agnese De Gaetano, e dopo stacca un po’ dai social!

“The Wolf of Wall Street”: spiegazione della finanza da sballo

Dietro al cult di Leonardo di Caprio e Margot Robbie, si cela una storia ispirata ad un personaggio vero: Jordan Belfort è stato il vero lupo di Wall Street, colui che attraverso truffe e riciclaggi di denaro si è arricchito a dismisura, sempre però sulle spalle degli altri. La sua vita di eccessi è giunta al termine dopo una controllo delle autorità federali, ma anche in quel caso lui è stato disposto a tradire i suoi colleghi pur di farla franca.
Ma qual è il meccanismo che ha permesso a Belfort di vendere indisturbato per anni titoli azionari che, in realtà, non valevano niente?

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Trentasei anni da Piazza Tiananmen: la ricostruzione di quei giorni 

Trentasei anni fa degli studenti si riunivano in una piazza per commemorare la morte di un grande ed ammirato funzionario cinese, momento che divenne miccia per lo scoppio di una gigantesca rivolta: sciopero della fame, della sete, cittadini inermi contro carri armati; tutto, pur di ottenere dal governo cinese una sola cosa: maggiore trasparenza e responsabilità nei confronti dei cittadini.
Il tiro alla fune tra le due fazioni termina con una terribile strage, tutt’oggi censurata dal governo cinese, ma che non deve essere dimenticata.
Per saperne di più leggi l’ultimo articolo della nostra redattrice Serena Spirlì.

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