“Generale, l’uomo fa di tutto. Ma ha un difetto: può pensare” (Brecht)

Quali sono state le reazioni dopo il primo trattato di pace? Dopo due anni di ansia e scontri, si è apparentemente giunti a un accordo tra Israele e Hamas e la vita sembra riprendere per entrambi gli schieramenti. Ma già un nuovo conflitto interno si profila all’orizzonte. La repressione del dissenso e il tentativo di mascherare il genocidio dei palestinesi sembrano essere l’unica risposta di Israele, supportato in questo dagli Stati Uniti.

Come viene quindi concepita la pace in sé? Se ne otterrà mai una duratura nella Striscia di Gaza?

Ce ne parla la nostra redattrice Francesca Salvai nel suo nuovo articolo.

@francy.salvai

Gaza è il nuovo giocattolo di Trump

Donald Trump festeggia il suo successo diplomatico e viene acclamato dai media occidentali come l’uomo della pace.
Ma la sua pace per Gaza somiglia più a una mossa strategica, comunicativa, che a un gesto umanitario: un accordo imposto, pieno di ambiguità e interessi personali.
Nel suo nuovo articolo, Serena Savarese analizza il ruolo diplomatico di Trump, raccontando come – e perché – il tycoon abbia trasformato il conflitto in un affare di potere e immagine internazionale.

#thepassword#Trump#MedioOriente#Palestina#Pace#Diplomazia

Gaza, un piano di pace senza Palestina

Dopo due anni di guerra, Trump arriva con un piano di pace in 20 punti. Ma chi parla davvero in nome della Palestina?
Dietro la retorica della stabilità, un progetto che sembra più economico che umanitario.
In questo articolo Serena Savarese racconta la tregua in cui i grandi esclusi sono proprio i palestinesi.

@serenasaverese_

«Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono» (Gaber)

Sono migliaia le persone che sono scese nelle strade in Italia per manifestare contro le violenze messe in atto da Israele nella Striscia di Gaza. Persone animate da empatia verso il popolo palestinese, mosse da un senso di giustizia profondo. Ma come sono stati raccontati questi cortei da politici e giornalisti italiani? C’è una differenza tra le scelte pubbliche dell’Italia e le idee del popolo italiano? Ci si può sentire orgogliosi di far parte di questa nazione? E soprattutto: queste proteste hanno portato a qualcosa?
Ce ne parla la nostra redattrice Francesca Salvai nel suo nuovo articolo.

@francy.salvai

Girard e la Violenza Sacrificale

La retorica del vittimismo si ribalta: oggi sono i potenti a presentarsi come vittime. Dall’America di Thiel e Vance alle nuove estreme destre d’Europa, la teoria di Girard sul capro espiatorio viene manipolata per colpire i più fragili. Il migrante è il nuovo nemico e la violenza si maschera da autodifesa. Scopri di più nell’articolo di Rayan Badr su questo paradosso che alimenta nuove esclusioni e conflitti.

@ryannbadr

La democrazia è (veramente) in pericolo?

Il 15 settembre si celebra la Giornata Internazionale della Democrazia: un’occasione per ricordare che la democrazia non è un traguardo conquistato per sempre, ma un equilibrio fragile.

Dalla crisi di fiducia dei cittadini all’ascesa del populismo, fino ai rischi legati all’IA: il futuro della democrazia dipende da quanto siamo disposti a difenderla.

Scopri di più nell’articolo di Susanna Fazzi.

@susanna.fazzi

Il martirio inatteso di Charlie Kirk

Charlie Kirk non è morto per le sue idee, ma a causa di un sistema che da anni legittima la violenza e che lui stesso aveva lodato. Eppure, l’estrema destra ha scelto la via più semplice: trasformare la tragedia in propaganda politica. Gli Stati Uniti hanno un nuovo martire, mentre intanto il problema delle armi rimane intoccato e noi siamo qui ad interrogarci su cavilli morali in merito all’empatia per un suprematista bianco. Per saperne di più, leggi il nuovo articolo di Monica Poletti

Palestina-Oman: a metà tra calcio e geopolitica

Il calcio è un gioco, ma spesso non è soltanto questo: può essere valvola di sfogo per tensioni sociali, fonte di speranza in periodi bui e specchio della società in cui viviamo. In questo caso, un mezzo per portare avanti un decennale conflitto etnico.
Il nostro redattore Samuele Bonino ci porta alla scoperta della storia di Ahmed Taha, un ragazzo che con le sue scelte, dentro e fuori dal campo, è diventato nemico pubblico di Israele e vettore dei sogni calcistici della Palestina.

@lordbonnybonnyofficial

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Novità comunitarie: intervista al movimento Log_In

A Torino, un nuovo movimento politico muove i primi passi, con l’obiettivo di riscoprire il senso di comunità, ripartendo dalle persone e dai territori. Nato dall’esperienza di un’associazione studentesca, il gruppo organizza incontri in presenza e dirette su Twitch, puntando a coinvolgere chi oggi si sente escluso dalla politica. Il Movimento Log_In sostiene una visione alternativa al sistema socio-economico attuale. Abbiamo intervistato i fratelli Francesco e Claudio Sciortino, rispettivamente portavoce e direttore del progetto.

Dobbiamo parlare di Thiel

Peter Thiel è forse la figura più enigmatica del panorama politico mondiale ma è, allo stesso tempo, anche il più influente. Cofondatore di Paypal e mente dietro a Palantir, ha saputo unire tecnologia, finanza e ideologia in un progetto di lungo termine. Attraverso think tank conservatori, investimenti strategici e il sostegno a figure come JD Vance, ha ridisegnato l’agenda del Partito Repubblicano e rafforzato l’asse tra destra radicale e Silicon Valley. Scopri di più nell’articolo di Rayan Badr.

@ryannbadr

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