Nel 2004 la giornalista americana Gwen Ifill conia il termine “Missing white woman syndrome” (Sindrome da donna bianca scomparsa) per indicare l’ossessione mediatica verso un certo tipo di vittima “perfetta”: donna, giovane e bianca.
Il recente caso Gabby Petito ha ampiamente dimostrato che questo tipo di attenzione da parte della stampa è prevalente e si è ovviamente allargata anche ai social.
Ci sono conseguenze tangibili e negative? A quanto pare si: la MWWS allontanerebbe l’attenzione da casi ugualmente importanti che meriterebbero lo stesso livello di allerta.
L’articolo è della nostra Daniela Carrabs.
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