La curiosa parabola artistica di André 3000

Gli OutKast, tra gli anni ‘90 e Duemila, sono stati tra i nomi più caldi del rap. Il duo composto da Big Boi e André 3000 deve forse proprio a quest’ultimo, in particolare, la sua grandissima popolarità.

Sono state infatti in primis le influenze e l’apporto creativo di André a far sì che il duo si discostasse completamente dal resto del panorama hip-hop, tra contaminazioni da generi più disparati e testi impegnati.

Dopo il successo planetario riscosso con gli OutKast, André 3000 sembra lasciare il mondo della musica; cosa farà adesso?

Per scoprire questo e molto di più, correte a leggere l’articolo del nostro Giovanni Musso

Scientology, dalla fantascienza al dogma

Scientology, la chiesa fondata da L. Ron Hubbard, promette ai propri seguaci la purificazione dai ricordi traumatici attraverso un percorso che li porterà a sviluppare abilità soprannaturali. In cambio, questi ultimi devono promettere una completa disconnessione dal mondo esterno e offrire tempo, lavoro e assoluta lealtà all’organizzazione.

La struttura gerarchica dell’organizzazione e le teorie pseudoscientifiche su cui si fonda sollevano agli occhi di molti non poche perplessità; per altri, invece, è la via da seguire verso la rinascita spirituale.

@tropposilviaa

L’inarrestabile Bebe Vio

Bebe Vio ha trasformato ogni sfida in energia, coraggio e determinazione.
A 11 anni affronta un evento che avrebbe fermato chiunque, ma non si arrende: lotta, sogna e ricomincia ogni giorno, affrontando ogni ostacolo con forza e grinta.

Oggi è campionessa paralimpica, simbolo di resilienza, passione e volontà.
Ogni affondo in pedana, ogni sorriso raccontano una storia di coraggio e speranza.
La sua vita dimostra che nulla è impossibile e che con determinazione e fiducia in sé stessi si possono superare tutti i limiti.

@beatricebonino

Emergenza migratoria in Sudan: la risposta (insufficiente) del mondo

In un mondo travolto da conflitti, il Sudan brucia nel silenzio.

Dopo due anni e mezzo di guerra civile, il Paese conta oltre 11 milioni di sfollati e 4 milioni di persone fuggite all’estero: una delle peggiori emergenze migratorie e crisi umanitarie del nostro tempo.

Davanti a carestia e violenza a motivazione etnica, dov’è la risposta della comunità internazionale?

@frezanasi

Etnobusiness, o quando l’identità linguistica si fa merce

Dal friulano al sardo, dal ladino al greco di Calabria: il nostro Paese custodisce una straordinaria ricchezza linguistica.
Eppure, la legge che dovrebbe tutelarla, la n. 482 del 1999, riconosce soltanto 12 minoranze linguistiche, lasciando fuori molte voci, come la LIS o la romanì.

Altre vengono invece rivendicate solo per accedere ai fondi previsti dalla legge, trasformando l’identità in marketing, con il cosiddetto fenomeno dell’“etnobusiness”.
Ma non tutto è perduto: nuovi progetti stanno raccogliendo e digitalizzando testimonianze orali per preservare e valorizzare le lingue d’Italia, anche quelle dimenticate. Scopri di più nell’ultimo articolo della nostra redattrice Anna Gribaudo!

@annagriby
@de_vulgare

La maledizione di Pompei, “I due amanti” tornano in patria

Il mosaico “I due amanti”, rubato dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, torna finalmente a casa sua: Pompei.

Raffigurante un momento di intimità, è l’ennesimo caso della cosiddetta “maledizione di Pompei”: se non sai di cosa tratta, scoprilo con il nuovo articolo della nostra redattrice Silvia Toscano!

L’arte africana e il retaggio della politica coloniale: le origini di una questione aperta

Il rapporto controverso dell’Europa con l’arte africana nasce in relazione al colonialismo degli Imperi di fine Ottocento, conformandosi come un vero e proprio atto predatorio.
Fin dagli anni Sessanta, i movimenti panafricani richiedono esplicitamente il ritorno in patria delle numerosissime opere disperse nel mondo. Tuttavia, le azioni dei musei e dei governi restano scarse e limitate.
Quante sono davvero le opere d’arte africane in Europa? Quando inizieremo a fare davvero i conti con questo argomento scabroso?

@angelosusino_

Las Meninas e il gioco del rovescio di Tabucchi

Il capolavoro di Velázquez, esposto al Museo del Prado di Madrid, custodisce un enigma che cattura lo sguardo.

Lo stesso Antonio Tabucchi parte proprio da questo quadro per scrivere uno dei racconti de “Il gioco del rovescio”.
Nel libro, l’autore espone anche la sua idea di letteratura come mezzo per guardare oltre le cose, svelarne la faccia nascosta e a volte inquietante.

L’articolo della nostra redattrice Barbara Ferrari esplora il legame tra il dipinto di Velázquez e “Il gioco del rovescio”.
Un percorso che lega memoria, amicizia e continui cambi di prospettiva in un’indagine sul ribaltamento della realtà, come tipico di Antonio Tabucchi.

@bferrari2010

Dal romanzo “giallo” al “noir”

Nel cuore del noir si annida un esperimento ottico: la realtà si riduce al bianco e nero e l’investigatore incarna lo sguardo più lucido su di essa. Un saggio narrativo tra storia dell’editoria, etimologia e critica letteraria sulla nascita del noir e
sul perché la nostra lingua ha smesso di chiamarlo “giallo”.
Nel mezzo, Raymond Chandler
e il suo detective Marlowe: un idealista in chiaroscuro, maestro nell’arte del tenere le distanze.

#chandler #etimologia #giallo #letteratura americana #marlowe #noir #thepasswordunito

La camicia bruciata di Anna Banti: un “drappo istoriato” 

“Non parla, ronza sibila punge.” Così inizia La camicia bruciata di Anna Banti, la storia di una principessa ribelle, tra biografia e romanzo storico.

Attraverso le voci di Marguerite Louise D’Orleans e della nuora, Banti costruisce un racconto di solidarietà femminile, di vite che si rispecchiano oltre il tempo, per dare voce a una figura dimenticata, sgradevole e luminosa come una zanzara nella notte.

Un romanzo sottile e ironico, amato da Pasolini, da riscoprire con questa recensione di Elisabetta Noce.

@elinoce