“Meno parole, più azioni”. Intervista a Filippo Margiaria e Paolo Giangrasso, i due “riparatori” di “The Repairman”.

Ho incontrato Paolo Giangrasso e Filippo Margiaria un giovedì mattina. Messo piede nel loro “quartier-generale” a Monticello d’Alba, nel cuore delle Roero, mi hanno accolta con un caffè e uno splendido racconto a proposito della loro prima esperienza nel mondo della produzione cinematografica. In sala dal 19 febbraio, “The Repairman”, film da loro prodotto e diretto da Paolo Mitton, racconta le vicende di Scanio Libertetti, riparatore di macchine da caffè e singolare personaggio alle prese con un’esistenza complicata. Trovatosi  a motivare, di fronte all’istruttrice della scuola guida, la causa della perdita dei punti dalla propria patente, Scanio si avventura nel racconto delle esperienze di un anno di vita; un’ironia sottile e una forte componente umana, che permettono fin da subito di affezionarsi a questo personaggio, danno vita ad una commedia semplice, ma allo stesso tempo brillante, in cui si intrecciano elementi di vita contemporanea, in una quieta routine, fatta di affitti in case fatiscenti, stravolta dall’incontro con Helena, il grande amore di Scanio.

10906109_301150113417751_3425817302684649295_n
La locandina del film.

I due protagonisti della mia intervista iniziano raccontando le origini del loro progetto: Paolo, dopo aver studiato tre anni presso la Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Torino, ha intrapreso la carriera di attore; Filippo, dopo aver vissuto a Milano per studiare economia e aver lavorato in campo immobiliare, ritorna nel cuore del Roero, dopo la morte del padre. Deciso a cambiare vita si iscrive alla Holden, dove segue corsi di storytelling a diversi livelli. “ Ho seguito il liceo classico ad Alba e le mie più grandi soddisfazioni le ho avute dalla scrittura ” afferma, raccontando la sua esperienza. Proprio in quel periodo i due si reincontrano e una sera, a casa di un amico comune, Filippo rivela la propria vocazione di scrittore e sceneggiatore a Paolo. « Sono uscito a fumare una sigaretta e ho visto che sudava- qua mi ammazza- ho pensato- mi lancia giù dal quarto piano, facciamo il caso di cronaca e ben tornato Filippo!» racconta tra le risate, ricordando la tensione dell’amico. Inizia così il loro progetto, con un periodo ad altissimo livello di creatività, fatto da «Sturm und Drang pazzeschi buttati su carta»  grazie ai quali iniziano ad ideare spettacoli ambientati in cantine vinicole, magazine online e film. Arrivata l’estate 2011, Paolo e Filippo si uniscono alla produzione del film “Zoo School”, diretto dal docente  di sceneggiatura della Holden, e hanno la prima esperienza sul set. Contemporaneamente conoscono Daniele Savoca, futuro protagonista di “The Repairman”, e vengono a conoscenza del progetto di Paolo Mitton. Decisi a portare avanti il loro sogno si mettono in contatto con il regista e intraprendono, «coscienti di essere poco coscienti di quello che andavamo a fare, ma a posteriori incoscienti di quanto lo fossimo» la loro prima avventura  di co-produzione. Ad ottobre iniziano le riprese. Paolo e Filippo mi raccontano della gioia di essere sul set, dell’armonia che si è andata pian piano a creare, ma affermano che non sono mancate le difficoltà. « Abbiamo fatto qualsiasi cosa per tentare di abbattere i costi, abbiamo fatto gli autisti e servito pasti. Lui ha persino dormito al freddo, in compagnia dei criceti nella casa diroccata che si vede nel film, per sorvegliare l’attrezzatura» ricorda Paolo, sorridendo e scherzando con il collega e aggiunge, diventando molto più serio: « Devi credermi se ti dico che abbiamo fatto tutto il possibile per arrivare dove siamo ora e non senza momenti di frustrazione ». Ad opera conclusa iniziano a presentare alle case cinematografiche il loro prodotto. « Non sono mancati i, metaforici, ceffoni in faccia » rivelano « In queste grandi produzioni viene valutato, a livello statistico, quale sia il gusto del pubblico e spesso dei lavori originali vengono stravolti per questo ».

10931321_309620822570680_552385492669606903_n
Da sinistra: Filippo Margiaria e Paolo Giangrasso. Entrambi indossano una t-shirt che riporta una citazione tratta dal film “The Repairman”.

Filippo, però, aggiunge: « Se rispetti il pubblico non valuti il suo parere prendendo le tue scelte creative, perché ti esponi in modo autentico. Solo così crei un manufatto e non un prodotto industriale ». Mi parlano di valori, rimasti sempre ben presenti e dimostratisi fondamentali durante l’intero progetto “di apertura all’esterno, assenza di autoreferenzialità e qualità” . Continuiamo discutendo della situazione della commedia in Italia e nel Mondo, di come il cinema si riveli una voce del PIL negli Stati Uniti e un aspetto fondamentale della cultura e della società francese e di come, invece, in Italia continuino a vedersi sul grande schermo i soliti, ormai abusati, personaggi. « La crescita a tutti i costi porta a mangiarsi qualche valore, ma questo modello si sta pian piano distruggendo. La crisi economica, in questo senso, può rivelarsi un modo per migliorare in ogni settore. In una situazione come questa, un’opera che parla di riparazione si collega molto » dice Filippo, seguito a ruota dal collega, che afferma « Questo aspetto ci è stato svelato, non l’avevamo colto in modo così netto; siamo felici che ce lo abbia rivelato il film ». Definiscono questo aspetto come un “ miracolo ” e non posso non essere d’accordo con loro. Finiamo, a poco a poco, a parlare di cinema, in senso generale, discorriamo ampiamente di registi italiani del calibro di Sorrentino e Salvatores e scopriamo, infine, la passione comune per la grande commedia di Woody Allen. Mi parlano, inoltre, del regista di “The Repairman”, Paolo Mitton e di quanto la sua esperienza si sia rivelata fondamentale. «E’ stato un eccellente incontro. E’ molto preparato, ha esperienza sia come autore che come tecnico, è specializzato in effetti speciali» e aggiungono «E’ un ingegnere, è molto meticoloso. Aveva immaginato un progetto con meno mezzi; quando li ha ottenuti non ha stravolto il suo lavoro e ha presentato l’opera che ci aspettavamo». La storia di Paolo e Filippo mi sembra un film tanto quanto la storia di Scanio. Il modo in cui hanno perseguito il loro sogno, inizialmente impossibile, stravolgendo le loro vite, mi ispira un’ultima domanda: “Avreste un consiglio per i tanti ragazzi che tentano di inseguire il proprio sogno?”. Ci guardiamo, mi sorridono e Filippo si confida: « Quando si parla di progetti per la propria vita non bisogna dimenticare che li si chiama sogni, ma che in realtà sono la somma di tante azioni coordinate. Il modo migliore per realizzarlo è iniziare a farlo, iniziare a lavorare. Meno parole e più azioni. Bisogna avere ben presente fin da subito due o tre valori forti; fatta la prima cosa ci credi un po’ di più, non ci credi più quando ti abbatti e quindi non fai». Paolo conferma quanto detto dall’amico e aggiunge: «L’elemento di fatalismo ci vuole, la fortuna di incontrare persone disposte a sposare questo comportamento. Spesso i sogni sono tali perché non sono possibili da soli. Inoltre bisogna saper fare molte cose, poter dare contributi in più direzioni». Conclusa la nostra chiacchierata, li saluto e uscendo dal loro ufficio non posso non pensare al meraviglioso esempio che, per un  paio di ore, mi è apparso di fronte agli occhi. Due persone con un grande sogno, imprenditori di sé stessi pronti a rischiare il tutto per tutto, ricchi di valori e decisi a portare avanti il loro progetto fondato sulla qualità. “Una vera storia di riparazione” penso salendo in auto e ritornando a casa. In un mondo in cui i nostri desideri sembrano sempre scavalcati da mille forze che, controcorrente, ci allontanano dal traguardo prefissato, Paolo e Filippo mi hanno ricordato la possibilità di raggiungere un risultato soddisfacente grazie alle proprie forze, al non arrendersi di fronte alle avversità della vita. “Perché cambiare vita, se puoi aggiustare quella che hai?”. Non saprei che altro aggiungere, se non ricordarvi che i vostri sogni, esattamente come quelli di Paolo e Filippo, probabilmente attendono solo un po’ del vostro coraggio.

Di Alessia Alloesio

Sito Web: http://www.vivalareparacion.it

Un commento Aggiungi il tuo

Lascia un commento