Il caos: quando l’ordine delle cose viene messo in discussione

Quante volte capita durante una vita di sentirsi incasinati e in preda a situazioni delle quali non si riesce ad avere un effettivo controllo? Tutto questo, spesso, è causato dal caos, una semplice parola composta da sole quattro lettere ma contenente, al suo interno, infinite sfumature. Ma di cosa si tratta precisamente? Secondo una definizione fornita dalla Treccani il caos rappresenta «nelle antiche cosmologie greche, il complesso degli elementi materiali senza ordine che preesiste al κόσμος (cosmos), cioè all’universo ordinato».

I greci, dunque, consideravano bello tutto ciò che era ordinato; questa percezione nel tempo è rimasta piuttosto simile anche se, probabilmente, nel mondo attuale si è persa la piena capacità di comprendere questa determinata sfumatura. O, almeno, è divenuto meno semplice. L’evoluzione del vivere che ci circonda ci ha portato ad essere parte di un insieme di progressi incredibili i quali, tutti insieme, hanno stravolto un equilibrio per il quale ora si renderebbe necessaria una ricostruzione. E questo vale in ogni ambito: qualsivoglia scoperta resa possibile porta sempre un’innovazione che dev’essere accettata. Questo, tuttavia, non sempre accade, andando così a creare uno scompenso che porta al disordine.

Tutto ciò si vive, poi, anche nel quotidiano più semplice: a quanti è capitato di sentirsi dire «come fai a vivere una vita in preda al caos?». Questo è quasi visto come una scelta personale e pare che, per molti, l’ordine delle cose sia l’unica soluzione possibile per rendere semplice un’esistenza. Forse potrebbe essere anche vero, ma, al tempo stesso, quanto è complicato il lavoro da fare per arrivare a toccare questa meta? Questo non significa che riuscirci sia impossibile ed è importante ricordare che il tempo è galante. La strada da percorrere risulta essere decisamente lunga, ma possiede la piacevole caratteristica di concedere delle piccole grandi soddisfazioni.

Tra le accezioni del caos, poi, se ne possono riscontrare una negativa e una positiva: la prima non deve essere quella che ci riguardi; è la stessa che spesso è portata dall’ignoranza ed il non voler accettare qualcosa per una propria scelta che porta ad una mancanza. Nella sua accezione positiva, invece, invita a interrogare il nostro io interiore per capire perché certe cose non vadano, delle volte, come vorremmo.

Ognuno dentro di sé contiene un groviglio di emozioni che, non riuscendo a gestire ciò che lo circonda, tende ad esplodere in un contesto il quale coinvolge tutto il resto del proprio mondo. Per trovare una quadra, oltre al lavoro su sé stessi, risulta importante rispondere ad una domanda: è il caos che predomina noi stessi o siamo noi a poterlo dominare? La ricerca dell’ordine è il fine di molti senza che a volte nemmeno lo sappiano, ma bisogna ricordarsi che ciò non deve ridursi ad essere tutto. Una vita troppo monotona, infatti, potrebbe d’altronde anche annoiare. Una linea piatta in cui tutto viene dominato oggi non renderebbe (forse) felici, anzi potrebbe essere considerata come una possibile anticamera della pazzia. Questo lo si può notare nell’osservare qualunque cosa ci appaia perfettamente ordinata: al suo interno, non sapremo mai cosa ci sia davvero. Si può voler sembrare perfetti e dare anche la medesima impressione al di fuori, ma la realtà unica è che solo noi stessi possiamo guardare all’interno della nostra testa. E raramente scegliamo di farlo, probabilmente perché avremmo paura di quel che vi si potrebbe trovare, di ciò che si dovrebbe affrontare per trovare un nostro ordine interiore.

Dunque, il caos cos’è? Può essere tutto ciò di cui si ha bisogno e al tempo stesso l’unica cosa che non vorremmo nella nostra vita, ogni persona con la sua visione personale potrà dare una propria interpretazione. L’unica certezza è che questo non dovrebbe essere considerato una condanna quanto piuttosto una costante con cui convivere: si rende necessario ogni qualvolta si voglia trovare un punto di partenza per mettere un po’ di ordine… ma non troppo. D’altronde è grazie anche al caos se siamo quel che siamo oggi.

E, come ci ricorda lo scrittore Luca Doveri, «…fra i momenti di maggiore lucidità mentale c’è lo stato confusionario. Quell’attimo in cui, nel profondo caos, riusciamo a mettere a fuoco la migliore soluzione». Perché in fondo sappiamo che il caos è il nostro miglior ordine.

Andrea Bordonaro

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