MANIFEST, L’APPRODO FINALE

Manifest è una serie televisiva statunitense creata da Jeff Rake nel 2017 e andata in onda per la prima volta il 24 settembre 2018.

Il suo debutto sulla NBC (l’azienda radiotelevisiva statunitense) fu immediato: gli alti ascolti avevano permesso di rinnovare la serie per una seconda stagione ‒ scritta nel 2019 e resa pubblica nel 2020 ‒ e in discesa, fino alla terza ‒ seppur con problemi dovuti principalmente alla pandemia da COVID-19 che avevano ritardato l’annuncio del rinnovo della serie.

L’iniziale intento della NBC era di dar vita a sei stagioni, ma l’ordine iniziale venne stravolto perché se le prime due stagioni avevano registrato ascolti notevoli, la terza si era conclusa con il 21% di ascolti in meno e dunque la cancellazione partì proprio dalla rete, anche se era tutto iniziato come un’idea di interruzione.

Non c’era niente di sicuro.

Jeff Rake si mostrò rammaricato a fronte di questa scelta e sperò in un suo salvataggio. Il sito Deadline Hollywood annunciò che la Warner Bros Television aveva provato a salvare la serie in tutti i modi, cercando di trovare un accordo con Netflix, un tentativo fallimentare che non fece altro che confermare ulteriormente la volontà della rete di cancellare la serie in maniera definitiva.

Per questa ragione, Rake ha dichiarato sui social che non avrebbe mollato il timone della sua creazione e avrebbe, perlomeno, donato una fine dignitosa a ciò che aveva realizzato in tre anni.

Perciò, per la maggior parte del 2021, egli tentò di trovare una piattaforma che gli consentisse di finanziare il suo ultimo grande progetto e Netflix ‒ a discapito della ritrosia originaria ‒ accettò di trasmettere “l’approdo finale”, andato in onda il 2 giugno 2023 e raggiungendo la prima posizione tra le 10 serie più viste sulla piattaforma.

Ma di cosa tratta la serie?

La serie racconta del volo 828 della Montego Air partito dalla Giamaica per approdare a New York City. L’aereo è atterrato solo dopo un viaggio piuttosto turbolento; tuttavia, i 191 passeggeri e l’equipaggio hanno appreso, quando sono scesi dal mezzo che, mentre sono passate solo poche ore per loro, il resto del mondo li ha considerati dispersi e presunti morti per oltre cinque anni e mezzo. Lo shock, lo sconforto e l’incredulità hanno la meglio, in particolar modo quando essi iniziarono a ricevere “chiamate” che parevano prima sogni e poi premonizioni a occhi aperti.

I personaggi, tra sfide e ostacoli, si sono ritrovati a dover affrontare l’inconcepibile, l’inafferrabile e l’incomprensibile, trovando e perdendo amici o parenti durante il trascorrere inesorabile del tempo.

Dov’eravamo rimasti?

I passeggeri si resero presto conto di dover fronteggiare minacce più grandi di loro, di essere costretti a gestire il sinistro e che ognuno di loro è parte di qualcosa di più immenso: sono componenti di una scialuppa, i cui capitani sono i protagonisti della serie, Ben e Michaela Stone.

Si susseguono intrecci, misteri e salti temporali che spesso confondono. Scoprono che è tutta opera di un’entità al di sopra delle loro capacità e abilità, di un Dio che ‒ sebbene sembra che punisca i buoni ‒ alla fine, al momento del giudizio universale, punisce solo i peccatori impenitenti e salva chi merita di essere salvato.

È un messaggio che diviene chiaro nelle ultime dieci puntate del finale di stagione.

Cosa succede nel finale di stagione di Manifest?

Siamo rimasti al momento in cui si capisce che arriverà l’apocalisse.

Cal, figlio di Ben, come si era inteso dalla prima parte della quarta stagione e in realtà fin dall’inizio della serie, è la chiave per salvare non solo i passeggeri ma l’intero mondo. Il ragazzo comprende che l’unico modo per salvare tutti è immolarsi, è unire il suo potere con quelli del divino e, di fatto, sacrificarsi.

Dunque, il sacrificio di Cal consente all’aereo di riapparire con tutti i passeggeri a bordo per la decisione finale. Qui, i passeggeri hanno poco tempo per ammettere i loro peccati e pentirsene con la speranza di essere salvati.

Non tutti ci riescono ‒ o vogliono ‒ e verranno tramutati in cenere come punizione al male commesso; moriranno soltanto 11 passeggeri mentre gli altri, dopo aver affrontato l’ultima sfida, scenderanno dall’aereo e capiranno di essere tornati nel 2013 e che, in realtà, erano stati messi alla prova e ora, tornati indietro più consapevoli e coscienti delle loro azioni e delle conseguenze delle stesse, potranno vivere questa seconda possibilità che Dio ha donato loro, nella fiducia che questo basti a far capir loro che il bene vince sempre sul male.

Ancora, però, troppi interrogativi

Jeff Rake si ritiene sufficientemente soddisfatto dal finale di stagione, anche se il suo intento era un altro.

I misteri, ciononostante, rimangono.

Ad esempio, per quale motivo sono proprio queste persone a essere sparite e non altre? Perché loro ricordano quei cinque anni trascorsi ma le persone con cui hanno anche condiviso quegli anni, nel presente, nel 2013, non ricordano più nulla?

Esempi emblematici sono Cal, tornato di nuovo bambino, Olive, tornata di nuovo dell’età del gemello Cal e quindi ignara dei sentimenti che la legavano a un altro passeggero, TJ. Grace era morta per mano della villain principale della serie, Angelina, e invece viva e sorridente e all’oscuro del fatto che per cinque anni aveva scelto un altro uomo ed era rimasta incinta di Ben, dando alla luce la piccola Eden, potente e il fulcro di tutto come il fratello Cal.

Si è dissipata l’amicizia tra Ben e Vance, Saanvi è tornata con Alex, Michaela ‒ in controcorrente rispetto alle aspettative del pubblico ‒ ha rinunciato a Jared ed è corsa da Zeke, ricordandosi le parole che la sua visione le avevano dichiarato mesi prima. Zeke non ricorda, Jared neppure e neanche Drea.

L’ultima puntata è straziante e commovente, emozionante e profondamente rivelatrice. Fa capire che nella vita si conquistano e si perdono rapporti, si costruiscono e distruggono relazioni. Tutto può cambiare per una scelta, per un blocco, per una non azione o per un’azione impulsiva o persino per una riflessiva.

È tutto connesso e Manifest ce l’ha insegnato perché ogni personaggio è perfetto nelle sue imperfezioni: possiede pregi, difetti e pensieri contrastanti, per cui sono il campione eccellente per l’esperimento divino.

Erika Morrone

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