Il villaggio di Babice e Madhe si trova nella periferia di Valona, in Albania. Qui vive e opera un gruppo di suore francescane alcantarine di origini italiane. La loro missione si orienta verso più ambiti: il sociale, la carità, l’evangelizzazione e soprattutto l’educazione. Dal 1993, dopo la caduta della feroce dittatura di Enver Hoxha e la fine dell’imposizione dell’ateismo di Stato, le suore hanno provato a integrarsi in una realtà decisamente diversa da quella in cui noi siamo abituati a vivere.
Sono stata ospite da loro una settimana per un progetto di volontariato e ho avuto modo di vedere cosa significa donarsi agli altri, al di là della propria fede religiosa. Le suore collaborano con l’Orfanotrofio di Valona, che accoglie i bambini e le bambine fino ai sei anni d’età, e il Centro dei disabili per ragazzi e ragazze dai sette ai trentacinque anni. In estate per questi ragazzi è molto importante la gita al mare, che le suore organizzano la mattina sfruttando le belle spiagge dell’Albania. Il mare trasmette loro tranquillità e hanno così modo di uscire da strutture spesso trascurate dall’entità statale per i pochi fondi.

Ogni giorno dell’anno, non solo nel periodo scolastico, dal lunedì al venerdì le suore accolgono bambini e ragazzi del villaggio mettendo a loro disposizione un campo da calcio in sabbia, un campo da basketball/pallavolo, una biblioteca dai più svariati volumi (libri di letteratura come l’Iliade e l’Odissea, le opere di Oscar Wilde e Jules Verne, volumi di politica e attualità quali quelli di Roberto Saviano; atlanti di geografia, testi scientifici per le ricerche scolastiche), una sala computer. Se durante i mesi di scuola li aiutano nei compiti e mettono a loro disposizione tali risorse, in estate organizzano gite al mare e attività varie: laboratori sportivi con un maestro, lavoretti con materiale da cancelleria, canti e chitarra. Il tutto avviene in un ambiente colorato, ricco di foto e ricordi dei tanti anni che le suore hanno passato a costruire una realtà diversa ma perfettamente integrata.

Credo che sia importante sottolineare che in tutte le loro azioni coi bambini e ragazzi prima viene l’educazione e poi l’evangelizzazione. La missione delle suore francescane alcantarine a Valona è quella di trasmettere i valori umani di amicizia, solidarietà, onestà, perdono e gratitudine (e in questo credono che Gesù sia un esempio). Nel sud dell’Albania la maggior parte dei cittadini non sa cosa sia una suora. Questo perché, oltre alla religione musulmana prevalente (nella sua versione albanese), è diffuso il cristianesimo nella sua variante ortodossa, in cui le suore sono di clausura (quindi non si vedono mai per strada). Mentre eravamo ad un distributore di ritorno da un villaggio, più piccolo e lontano di Babice, dove le suore fanno catechismo e giocano coi bambini che vi abitano, il benzinaio vedendo il velo ha scambiato la suora per una donna musulmana. Gli sembrava strano, tuttavia, che non ci fosse un uomo ad accompagnarci. La suora gli ha spiegato chi fosse in realtà e quale fosse la sua fede, che non si sposava ma aveva una relazione personale con Cristo, che cosa facevano lei e le sue sorelle e come mai dall’Italia avesse deciso di venire in Albania. Non si tratta di un caso isolato, conversazioni del genere avvengono più spesso di quanto si pensi. L’ignoranza di una cosa che a noi pare fin troppo ovvia si deve all’ateismo di Stato di decenni fa, durante il quale il cristianesimo e le altre fedi religiose furono duramente represse e gli edifici riconvertiti ad altri usi (la chiesa di Valona ad esempio fu trasformata in teatro di marionette) o distrutti. Le suore, quindi, oltre ad essere “esseri” sconosciuti a molti, sono anche straniere, italiane. Questo comporta loro sia dei privilegi (la condizione femminile in Albania è diversa dalla nostra, ma non coinvolge chi non è di quella terra) sia delle difficoltà (la diffidenza verso chi non condivide con noi le stesse origini). In Italia forse sembrerebbe assurdo negare ad un’associazione cattolica il desiderio di fare volontariato, ma alle suore francescane è già capitato di ricevere rifiuti di fronte alle loro offerte (ad esempio è capitato che la collaborazione con il Centro dei disabili si interrompesse per l’opposizione della precedente direttrice).
Oltre a riportare una realtà difficilmente nota, quella delle suore francescane alcantarine a Babice e Madhe, l’articolo intende mettere in mostra il valore e l’importanza della solidarietà.
Nicole Zunino
