Il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, si è trovato negli ultimi giorni al centro di una singolare polemica a freddo – nata cioè senza un pretesto immediato, poiché né riguarda sue recenti iniziative né è concomitante alla scadenza del suo mandato (prevista per il 2025), forse un rinfocolarsi dell’antipatia che la destra italiana ha dimostrato per lo studioso in più occasioni negli ultimi anni.
A scagliare la prima pietra, con una dichiarazione in realtà non così aggressiva, è stato l’assessore al Welfare della regione Piemonte Maurizio Marrone (che tra l’altro non ha deleghe riguardanti la cultura), che ha affermato, intervistato dal Corriere della Sera, che se fosse di sua competenza non lo confermerebbe per un secondo mandato, rivangando poi in modo non molto sottile uno degli ultimi punti di scontro tra la dirigenza dell’Egizio e il centrodestra, la mancata nomina (Greco stesso l’aveva duramente osteggiata) di un egittologo proposto dalla giunta Cirio nel consiglio d’amministrazione del museo nel 2021.
E’ poi però intervenuto, con toni un po’ meno pacati, il vicesegretario federale della Lega Andrea Crippa: “faccia un gesto di dignità e si dimetta, faremo di tutto per cacciarlo e chiediamo al ministro della Cultura Sangiuliano di cacciarlo se non si dimette lui”. Crippa, asceso alle cronache nel 2018 per aver inscenato una protesta, per la quale è stato condannato e poi assolto, proprio contro una campagna ideata da Greco, l’ha tacciato di essere “razzista contro gli italiani”. Il riferimento è a un’offerta promozionale durata pochi mesi, “fortunato chi parla arabo”, che consentiva ai cittadini che parlassero questa lingua, verosimilmente immigrati di prima o seconda generazione, di accedere al museo a un prezzo ridotto (acquistando due biglietti al prezzo di uno).
Nel racconto del leghista, però, lo sconto diventa “per musulmani”: anche l’attuale presidente del consiglio Giorgia Meloni era incappata nella stessa fallacia nel 2018, al tempo il direttore Greco le aveva risposto, scendendo a incontrare lei e un gruppo di manifestanti in via dell’Accademia, con tono anche un po’ stupito, ricordandole che in Egitto vivono diversi milioni di cristiani copti. Il video della discussione, nel quale Greco risponde anche a un uomo che lo accusa di finanziare l’iniziativa con fondi pubblici, spiegando che il Museo Egizio non ne percepisce, e invita i presenti a manifestare anche per il discriminatorio sconto riservato agli studenti, aveva avuto una grande diffusione sui social network.
La vicenda si è poi sgonfiata, la giunta regionale ha preso posizione a favore del direttore, con una nota in cui varie figure, tra cui l’assessora alla cultura, hanno espresso stima per “l’uomo e il professionista che in questi anni ha dimostrato di lavorare bene nell’interesse del museo” e con una dichiarazione del governatore Cirio che ha chiarito che l’opinione espressa da Marrone fosse personale e non relativa all’amministrazione.
E’ intervenuto anche, con una lettera a La Stampa, il ministro invocato da Crippa, Sangiuliano, per cui Greco “gode di ottima fama” e “ha lavorato con impegno e risultati”. Questione chiusa, quindi: una retromarcia forse dipesa anche dalle vigorose reazioni non solo dell’opposizione ma anche del mondo della cultura (92 egittologi hanno firmato una lettera aperta a sostegno di Greco, seguiti da numerosi docenti univeritari, principalmente dell’Università di Torino), o forse, ciliegina sulla torta, dalla realizzazione che né ministri né assessori abbiano il potere di cacciare il direttore del Museo Egizio: la figura è selezionata dal consiglio d’amministrazione, i cui 5 membri sono scelti da ministero, comune, regione, compagnia di San Paolo e fondazione CRT. Per un cambiamento sarebbe necessario aspettare il suo rinnovo a novembre 2024, e convincere uno dei membri nominati dai partner finanziari (perché la giunta comunale è di centrosinistra) a votare la rimozione di un direttore che, anche gestendo la chiusura dovuta al lockdown, ha portato ottimi risultati in bilancio.
Virginia Platini
Crediti immagine di copertina: https://artemagazine.it/2023/09/22/museo-egizio-di-torino-la-polemica-contro-il-direttore-christian-greco/

E niente, devono per forza criticare per le sciocchezze giusto per far vedere che “combattono per gli italiani”. E come al solito fanno critiche dice do mezze verità e confondendo le persone che magari non sanno con chiarezza come stanno le cose. Sono contento di aver visto tanta solidarietà nei confronti del signor Greco.
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