ANDARE AL LAVORO E NON TORNARE NON DEVE DIVENTARE UN’ABITUDINE

Siamo a meno di quattro mesi dalla fine del 2023, ma il nuovo anno non era iniziato nel migliore dei modi: in sette mesi si contano più di 450 morti sul posto di lavoro, di cui 346 gli infortuni mortali e 104 quelli in itinere (percorso casa-lavoro). La maggior parte costituita da giovani con un’età compresa tra i 15 e i 24 anni.

Gli studi hanno evidenziato come la morte sul lavoro si basi su due fattori: dipende dalla Regione e dai lavoratori esposti.

“Giunti a metà anno il bilancio è ancora drammatico. Nel corso degli anni, constatiamo mese dopo mese come la situazione sia grave, anzi gravissima. E a testimoniarlo, purtroppo, è il numero dei decessi in occasione di lavoro, che rimane stabile negli anni. Ciò significa che il livello di sicurezza raggiunto negli ambienti di lavoro non è sufficiente a tutelare la vita dei lavoratori.”

Le parole del presidente dell’Osservatorio di Vega, Mauro Rossato, il quale ha contribuito
ad analizzare i dati e a mappare le Regioni per una migliore gestione del problema presente.

I lavoratori stranieri sono quelli più esposti: il loro rischio di infortunio mortale è quasi il doppio rispetto a quello degli italiani, nonostante le denunce dei suddetti, però, siano in diminuzione o totalmente assenti. Quanto ai settori lavorativi colpiti, il manifatturiero rimane il più pericoloso, quanto ai decessi, invece, il settore trasporti e il magazzinaggio registrano il maggior numero di perdite durante le ore lavorative. Per di più, l’Umbria, l’Abruzzo, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto-Adige sono da considerarsi le regioni in cui l’incidenza degli infortuni e dei decessi è superiore del 25% rispetto alla media nazionale.

La fascia d’età numericamente più intaccata – oltre alla giovanile – è quella tra i 55 e i 64 anni.

E quanto emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering è la riflessione seguente:

“Fatto il giro di boa del 2023, le proiezioni statistiche descrivono un panorama a dir poco sconfortante. Ed è avvilente constatare, per chi come noi si occupa da 14 anni di monitorare quotidianamente l’emergenza, come la situazione non accenni in alcun modo a migliorare. Anzi, come nel caso delle morti in occasione di lavoro, lo scenario diventa di mese in mese più critico con un incremento rispetto allo scorso anno del 4,4%”.

Il commento di Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre

I coloro che dividono

🔴 Zona rossa (regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale): Umbria, Abruzzo, Basilicata e Calabria.

🟠 Zona arancione (regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale): Friuli Venezia Giulia, Puglia, Marche, Trentino Alto Adige, Campania, Sicilia e Veneto.

🟡Zona gialla (regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale): Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Sardegna, Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. In zona bianca (regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale): Toscana e Molise.


I numeri non danno rassicurazione poiché sono in netto aumento!

La situazione non sta migliorando. Ci vorrebbero più controlli sulla sicurezza sul lavoro, più DPI (dispositivi di protezione individuale) e DPC (dispositivi di protezione collettiva) e molto più interesse alla sensibilizzazione e al rispetto delle norme.

Tuteliamoci, perché tornare a casa nello stesso identico modo in cui ci siamo recati al lavoro è un nostro personale e imprescindibile diritto.

Erika Morrone

Crediti per immagine e info:


Fonti:

https://pin.it/2OuAhGshttps://finanza.lastampa.it/News/2023/08/31/morti-sul-lavoro-559-vittime-nei-primi-7-mesi-2023-media-di-80-vittime-al-mese/MTczXzIwMjMtMDgtMzFfVExC#:~:text=Nei%20primi%20sette%20mesi%20del,%25%20rispetto%20a%20luglio%202022)

https://www.today.it/attualita/morti-sul-lavoro-italia-2023-mappa.html

Lascia un commento