La sparatoria di Rosazza

Uno sparo interrompe il silenzio della notte di Capodanno a Rosazza, in alta Valle Cervo. Viene dall’arma regolarmente detenuta – da poco più di due settimane – da un deputato di Fratelli d’Italia, Emanuele Pozzolo, e la sua eco arriverà in poche ore su tutti i quotidiani nazionali.

Facciamo un passo indietro: nella sala della Pro Loco del comune biellese era in corso una festa privata organizzata dalla sindaca, la meloniana Francesca Delmastro Delle Vedove, alla quale stava partecipando una trentina di persone, tra cui il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove (già coinvolto insieme al compagno di partito Giovanni Donzelli nell’indagine per rivelazione di segreto d’ufficio relativa a conversazioni avute dall’anarchico Alfredo Cospito in carcere), e alla quale, stando a quanto dichiarato dai presenti, Pozzolo non era stato invitato.

Quest’ultimo, originario di Vercelli (dove è stato anche assessore comunale alle politiche giovanili, prima di dimettersi in seguito a una polemica relativa alla partecipazione di Gad Lerner alla celebrazione del 25 aprile in città), è proprietario di una casa a Campiglia Cervo, un borgo confinante con Rosazza, e per questo motivo si sarebbe trovato alcune ore prima della mezzanotte a passare di fronte al locale. Riconosciute le macchine parcheggiate, avrebbe chiesto di poter tornare dopo qualche tempo per un brindisi.

Una volta ripresentatosi, però, oltre al brindisi c’è stato lo sparo che ha colpito alla gamba Luca Campana, un operaio trentunenne imparentato con uno degli agenti della scorta di Andrea Delmastro. Da subito è stato chiaro che l’arma coinvolta fosse quella di Pozzolo, una calibro 22 di dimensioni molto ridotte. Quello che a due settimane dall’evento non è ancora stato spiegato, invece, è come e perché quell’arma abbia sparato: il deputato ha subito dichiarato di non averlo fatto lui, e secondo fonti giornalistiche (da lui smentite) avrebbe affermato ai carabinieri di Biella che la pistola sarebbe caduta e avrebbe sparato quando raccolta dal ferito (una circostanza resa impossibile dai sistemi di sicurezza presenti sull’arma). Proprio questa dichiarazione sembra aver spinto Campana a presentare querela per lesioni il 4 gennaio, dopo alcuni giorni di riflessione. 

Nei giorni immediatamente successivi all’incidente è arrivata la reazione del partito, sia a livello locale sia a livello nazionale. Iniziamo dal Piemonte: Delmastro, in un’intervista puntinata di espressioni volgari rilasciata a Repubblica, non solo ha negato di sapere che il collega fosse armato, ma ha anche risposto in modo piuttosto evasivo a una domanda in cui si chiedeva se lui e Pozzolo fossero amici (“Io sono di Biella e lui è di Vercelli, 40 chilometri di distanza, facciamo politica tutti e due nello stesso partito, quindi ci conosciamo per forza”), e ha dichiarato di essere stato a diverse centinaia di metri di distanza al momento dello sparo. Entrambe queste ultime affermazioni sembrano non essere state bene accolte dal deputato vercellese, che in un’intervista al Foglio si è mostrato amareggiato per come è stato scaricato da Delmastro: “Non eravamo amici, ma fratelli”, “Almeno fino alla notte di Capodanno, poi è scomparso”, e ha contestato il fatto che il biellese abbia detto di essersi trovato “A Canicattì”, pur corroborando la sua assenza quando è partito il colpo. Per Pozzolo insomma “sembra che si voglia tutelare più una terza persona” e “buttare giù dalla torre” lui. E in effetti negli ultimi giorni si è iniziato a parlare della possibilità (non confermata da nessuna testimonianza finora resa nota) che l’arma fosse nelle mani del capo della scorta di Delmastro, Pablito Morello, suocero del ferito.

A Roma, invece, Giorgia Meloni ha atteso la conferenza stampa di inizio anno, il 4 gennaio, per sospendere Pozzolo dal partito e chiedere l’intervento della commissione di garanzia, un organo interno a Fratelli d’Italia che si occupa di azioni disciplinari. La premier ha dichiarato che “Chiunque detenga un’arma ha il dovere legale e morale di custodire quell’arma con responsabilità e serietà”. Pozzolo è poi stato sospeso anche dal gruppo di FdI alla Camera.

A Rosazza, intanto, è tornata la quiete, in attesa dell’evoluzione delle indagini.

Virginia Platini

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