L’Armonia Evolutiva del Focolare: il concetto di casa

Casa è il luogo da cui si parte e quello a cui si torna sempre. Così semplice e allo stesso tempo così complesso, il concetto di casa è cambiato notevolmente nei secoli e, possiamo dirlo, non ne esiste una versione universale.

Nel cuore del Rinascimento, le dimore dei Signori si ergevano come opere d’arte, eleganti custodi dei segreti e delle speranze delle famiglie nobili. I palazzi, impreziositi da dettagli architettonici e da affreschi, erano teatri di un’epoca che celebrava la bellezza e la raffinatezza. Qui, la casa era più di un rifugio: era una sinfonia di prestigio e di cultura, un’espressione tangibile di identità e di appartenenza.

Con il Barocco la casa diventò invece il palcoscenico di un dramma interiore. Specchi ornati e lampadari barocchi riflettevano gli animi delle famiglie, mentre gli spazi intimi si trasformavano in scrigni di emozioni e segreti. La dimora, ora ricca di intricati simbolismi, divenne l’antitesi di un palazzo impersonale, intrecciando la storia di una famiglia con le trame dei tappeti e le note dei violini.

Con l’avvento dell’età moderna, la casa mutò ancora una volta la sua essenza. Nella frenesia dell’industrializzazione, il concetto di “casa” si sgretolò, lasciando spazio a un’idea più pragmatica. Le abitazioni diventarono rifugi, ripari dal tumulto urbano; l’architettura funzionalista e la praticità presero il sopravvento, riflettendo la transizione verso uno stile di vita più frenetico.

Oggi, la casa è un poema contemporaneo, tessuto da fili invisibili di connessione digitale e architettura ecologica. In un’epoca in cui le pareti raccontano storie di smartworking, istruzione virtuale e intrattenimento interconnesso, la casa è divenuta il palcoscenico polifunzionale delle nostre vite. Eppure, al di là delle pareti fisiche, la “casa” si estende metaforicamente nei nostri cuori e nelle nostre radici. È il rifugio dell’anima, il luogo in cui la nostalgia intreccia i ricordi, e la speranza dipinge il futuro; è la metafora di appartenenza, una dimora in cui troviamo conforto e comprensione.

In questa odissea evolutiva, la casa rimane un poema in continua riscrittura. È la tela sulla quale dipingiamo le sfumature delle nostre esperienze e raccogliamo le nostre emozioni. Tuttavia, oltre alle pareti fisiche, la “casa” assume un significato metaforico, specialmente per coloro che vivono lontani dal proprio luogo d’origine; casa è una poesia di radici che si estendono oltre i confini, un ponte emotivo tra la terra natale e il nuovo ambiente. In un mondo di esuli e migranti, ‘casa’ diventa un rifugio che trascende lo spazio ed il tempo, in grado di collegare le esperienze passate alle sfide del presente e lasciando spazio alle speranze per il futuro. Ogni oggetto ed ogni profumo del proprio luogo d’origine diventano una nota nostalgica, una melodia che consola e abbraccia quando la solitudine si fa sentire più intensamente. La dimora diventa così un mosaico di culture e storie, un luogo in cui la ricerca di appartenenza si intreccia con la creazione di nuovi significati, legami e prospettive.

Jessica Pons

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Daniela Daniela ha detto:

    belle e giuste riflessioni. Aggiungo però che col mutare di tempi e abitudini , ha perso di calore umano. pur restando un punto di riferimento, ma in funzione dei bisogni, non del piacere di riunirsi

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