Una riconciliazione inattesa: Drake e The Weeknd uniscono le forze dopo un decennio di tensioni ma la collaborazione è orchestrata da un utente TikTok e dall’intelligenza artificiale. Cosa ci riserva il futuro della creatività?
Nel panorama in continua evoluzione dell’industria musicale, il rapporto simbiotico tra creatività e tecnologia ha costantemente guidato l’innovazione. Negli ultimi anni è apparso sulla scena un nuovo attore che sfida i paradigmi tradizionali e rimodella il tessuto dell’espressione musicale: l’intelligenza artificiale (IA). Dalla composizione e produzione alla curatela e alla distribuzione, le tecnologie di intelligenza artificiale permeano tutti gli aspetti del ciclo di vita della musica, offrendo opportunità senza precedenti e domande inevitabilmente impegnative.
Attualmente sono in corso trattative tra Alphabet Google e la più grande casa discografica mondiale, Universal Music, per quanto riguarda l’utilizzo di voci e cataloghi artistici nella scuderia dell’etichetta stessa. L’obiettivo di queste discussioni è creare una partnership strategica che consentirà agli utenti di Internet di utilizzare l’intelligenza artificiale per creare deepfake. L’emergere dell’intelligenza artificiale generativa ha coinciso con un aumento significativo di brani “non originali”, dove gli algoritmi imitano in modo convincente i suoni, i testi e gli stili di artisti affermati, spesso – se non sempre – senza il loro consenso.
Una forte reazione è stata innescata dai casi di Drake e The Weeknd: dopo il notevole successo in streaming delle loro “imitazioni” create con l’IA, entrambi gli artisti hanno richiesto e ottenuto la rimozione delle tracce che li emulavano, tra le quali compare “Heart On My Sleeve”, che vedeva i due artisti canadesi collaborare sullo stesso brano dopo 10 anni. “Heart On My Sleeve”, rilasciata intorno all’aprile del 2023, è stata al centro di un tornado mediatico in quanto i numeri di ascolti raggiunti tra tutte le piattaforme streaming avevano portato l’amministratore delegato della National Academy of Recording Arts and Sciences Harvey Mason, Jr. a considerarla per una candidatura ad addirittura due grammy: “Miglior canzone rap” e “Miglior canzone dell’anno”. La risposta mediatica ha costretto lo stesso Harvey Mason, Jr. a tornare indietro sui suoi passi. Mason in un post Instagram ha spento qualsiasi polemica attorno al caso dichiarando che la canzone non è eleggibile in quanto utilizza in maniera impropria linee vocali di artisti umani, anche se la trattativa aperta tra Universal Music e Google fa presagire a quanto ancora il discorso non sia totalmente chiuso. Ma chi c’è dietro la creazione di “Heart On My Sleeve”? Un utente di TikTok, dal nome Ghostwriter977.

Le liriche, il ritmo, la melodia, persino il canto, erano tutti reali: Ghostwriter afferma di essere un noto cantautore e produttore quando non si nasconde dietro un lenzuolo e occhiali da sole. Solo uno strato finale generato dall’IA ha trasformato le voci di Ghostwriter in impressioni quasi perfette di due delle più grandi star dell’hip-hop, per l’appunto Drake e The Weeknd nel caso di “Heart On My Sleeve”. Curioso è il fatto che Ghostwriter977, dopo qualche mese, ha deciso di ripubblicare in maniera legittima la canzone “Heart On My Sleeve” senza l’utilizzo di alcun layer vocale prodotto da intelligenza artificiale, smascherando quella che presumibilmente è la sua vera voce. Il motivo per cui è stato fatto ciò, a detta dell’artista, è quello di incontrare i requisiti per la candidatura ai grammy 2024, che alla fine non è comunque arrivata.
Il mistero rimane quello della vera identità di Ghostwriter977, la quale è stata oggetto di varie speculazioni. The Verge ha suggerito che si potrebbe trattare di qualcuno interno allo Universal Music Group, un ghostwriter legittimo o dell’artista underground Laylo. Tuttavia, Laylo ha rilasciato una dichiarazione sostenendo che non era lui il responsabile dietro l’account. Nel frattempo, altri hanno citato prove per sostenere che il responsabile dietro questo profilo fosse Jvke, pseudonimo di Jacob Dodge Lawson, cantautore statunitense classe 2001 con alle spalle già un buon numero di successi. Nonostante i progressi nell’uso dell’intelligenza artificiale nella creazione musicale, la registrazione delle linee vocali richiede ancora un inestimabile tocco umano. La capacità umana di formare e trasmettere emozioni attraverso il suono è un fattore determinante che attualmente l’intelligenza artificiale non può imitare completamente. Pertanto, dietro ogni produzione musicale che utilizza l’IA, c’è ancora bisogno di un lavoro umano attento e sensibile, che dia autenticità e profondità ai suoni, che contribuisca alla creazione di un’esperienza musicale più ricca e coinvolgente. Ciò non significa però, che in un futuro qualcosa possa ancora cambiare.
Fabio Ercole
Crediti immagine di copertina: Wikipedia.org
