Trenitalia migliore compagnia d’Europa: paradosso o realtà?

Nelle scorse settimane sui social c’è stata una vivace e scanzonata reazione di fronte ai risultati di uno studio pubblicato il 9 dicembre da Transport & Environment (T&E), associazione di Ong europee operanti nel settore dei trasporti sostenibili. Dopo aver preso in esame 27 operatori ferroviari europei, ha decretato la migliore compagnia del continente: Trenitalia. Chiunque faccia il pendolare o prenda i treni abbastanza spesso avrà sicuramente commentato con amarezza e ironia il risultato, giunto tra l’altro poco prima dell’ennesimo sciopero dei treni, del 13 dicembre, l’ultimo dei numerosi nelle ultime settimane.

Tuttavia di fronte a ogni classifica occorre capire i criteri che sono stati presi in considerazione, e ricordarsi che ognuna di esse ha ben poco di assoluto. Nell’inchiesta di T&E sono stati analizzati otto parametri, in ordine decrescente di importanza per i consumatori: il prezzo (25%), le offerte speciali e agevolazioni(15%), l’affidabilità (15%), l’esperienza di prenotazione (15%), la politica dei rimborsi (10%), l’esperienza di viaggio (10%), la disponibilità di treni notturni (5%) e la politica di trasporto per chi viaggia con al seguito una bicicletta (5%).

Il prezzo è stato assunto come primo criterio perché considerato da molti passeggeri come il fattore più importante nella scelta di un mezzo di trasporto– e, come riporta l’analisi, prezzi alti non garantiscono l’alta qualità del servizio (come vale per Eurostar, responsabile dei collegamenti transmanica, ultima nella classifica). Trenitalia ha ottenuto un punteggio di 7,7, e in particolare di 10/10 nell’offerta di tariffe speciali (come Frecciayoung). Nello studio si legge che “Trenitalia offre uno dei migliori rapporti qualità-prezzo del continente ed eccelle in quasi tutte le categorie“, tranne che per l’offerta per chi viaggia con le biciclette- un tipo di intermobilità disincentivata dalla struttura delle stazioni e dalla mancanza di spazi appositi sui vagoni.

Trenitalia si posiziona poi quinta per puntualità, e la compagnia fornisce in genere dati poco dettagliati sui ritardi dei treni in partenza e in arrivo. Non va però dimenticato che spesso i ritardi sono dovuti a guasti sulla linea, di competenza di un’altra società, Rete Ferroviaria Italiana, e che la manutenzione delle linee non sempre riesce ad assecondare i ritmi richiesti. Al secondo posto della classifica si collocano poi le ferrovie svizzere SBB e la ceca Ragiojet (entrambe con 7,4), mentre l’altra compagnia italiana, Italo, si è aggiudicata l’ottavo posto (6,4).

Crediti: pagellapolitica.it

La natura parziale del report si rivela quindi per quello chè. Se si considerano i fattori esclusi dall’analisi, come la copertura geografica, la frequenza dei treni, l’accessibilità per persone con disabilità, la situazione cambia. In più è emersa una difficoltà oggettiva nel reperire dati specifici per ciascun vettore.

Dallo studio di T&E emerge quindi la necessità, se non l’urgenza, di migliorare i servizi ferroviari in tutta Europa, risultati nel complesso insoddisfacenti, anche perché gli europei si stanno allontanando sempre di più dai treni, preferendo l’auto, mezzo di gran lunga più inquinante. L’obiettivo è stato quindi quello di offrire un quadro di confronto completo, permettendo alle aziende di prendere spunto dalle buone pratiche e di spingere gli Stati ad attuare normative più favorevoli al trasporto ferroviario.

Innegabile comunque un fondo di verità nella classifica, che spingerebbe a riconoscere la qualità complessiva del servizio di Trenitalia, non in termini assoluti, ma soprattutto se messa a confronto con altri paesi: ad esempio, molti italiani che vivono o hanno vissuto in Germania possono testimoniare il pessimo stato delle ferrovie tedesche (la Deutsche Bahn ha ottenuto 2,5 punti per la puntualità, tra ritardi, scioperi e cancellazioni dell’ultimo minuto), smentendo quindi il luogo comune che vuole i treni tedeschi puntuali (in genere i tedeschi lo sono, i loro treni no).

Letterine a Babbo Natale appese all’albero nell”ingresso della stazione di Torino Porta Nuova

Anna Gribaudo

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