Ruby Franke: un incubo domestico

Il mondo del family vlogging è una delle realtà più popolari e controverse sui social media.

Tracciarne le origini è complicato, giacché esistono più o meno dall’esistenza dell’internet stesso. Si inizia con i blog, in cui madri e padri agli esordi del web descrivevano le loro vite familiari per dare consigli ad altri genitori, per continuare con l’espressione più famosa (e, per ora, la più dannosa) del fenomeno, ovvero i video di Youtube, in cui genitori diventati influencer prima e imprenditori dopo si premurano di documentare ogni singolo passo dei propri figli.

Molti sono stati i casi di tragedie coinvolgenti canali di family vlogging. La più recente è quella del canale 8 Passengers, fondato nel 2015 dalla coppia di sposi e genitori Kevin e Ruby Franke

Di questa vicenda non si parla molto in Italia, perché le dietrologie culturali e sociali che hanno portato all’arresto di Ruby Franke e alla sua partner di business (e crimini, come viene spesso definita dai media) Jodi Hildebrandt per accuse di abuso di minori aggravato sono tipiche non solo della specifica cultura statunitense (i WASP, acronimo di White Anglo-Saxon Protestants) di cui le due fanno parte, ma anche della loro fede religiosa, ovvero il mormonismo

Lungi dal definire i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (comunemente definiti “mormoni” dal nome del loro secondo libro sacro oltre alla Bibbia, ovvero il Libro di Mormon) come “membri di un culto” o come abusatori di bambini a priori, è importante capire come le connessioni tra il mormonismo americano (luogo dove è nato e dove è più potente, in modo particolare nello Utah, da cui provengono i Franke) e i family vloggers sono molto profonde

Come Shari Franke, figlia di Ruby, ha scritto nella sua autobiografia The House of my Mother, la fede mormone ne incentiva la testimonianza attiva, sia come lavoro missionario che online. La maggior parte dei primi family vloggers appartenevano infatti proprio a questa fede, e non a caso le tre sorelle di Ruby sono anch’esse family vloggers e membri della Chiesa, anche se si sono distaccate ampiamente dalle visioni della sorella. 

L’elemento dell’abuso religioso, ovvero quando una confessione di per sé innocua viene distorta per perpetuare abusi e maltrattamenti, è molto importante in questa storia, e va tenuto a mente per evitare di giudicare un’intera fede basandosi solo su alcuni elementi problematici. 

La storia degli 8 Passengers (letteralmente “otto passeggeri”) inizia su Youtube nel 2015. La coppia, sposata dal 2000, aveva all’epoca quattro figli, a cui poi se ne sono aggiunti altri due dopo l’apertura del canale. Sono pubblici, al momento, solo i nomi dei due figli maggiori: Shari, nata nel 2003, e Chad, nato nel 2005. Gli altri figli, al momento minorenni, sono stati lasciati nell’anonimato. 

I contenuti del canale, inizialmente, erano normali per il pubblico di quella nicchia dell’internet, soprattutto all’epoca: erano contenuti principalmente basati sulla vita di famiglia, o su eventi importanti della vita. Il loro primo video virale, per esempio, era chiamato “neonata esce dalla culla”, e mostrava la figlia più piccola riuscire appunto a uscire dalla culla autonomamente. A volte la madre appariva un po’ severa, ma non lo sono un po’ tutte le mamme?

Shari, sempre nella suo autobiografia, parla spesso di come l’avere sempre una videocamera puntata addosso per la maggior parte della sua vita, insieme alla generale attitudine della madre nei suoi confronti unita al suo estremismo religioso, sia stato causa di molti dei suoi futuri problemi psicologici.

Tra il rifiuto di portare il pranzo dimenticato alla figlia di sei anni a scuola perché “è una sua responsabilità” e la decapitazione di un giocattolo di quest’ultima dopo una scenata infantile, il pubblico ha iniziato a preoccuparsi quando il secondogenito, Chad, è stato mandato per quasi un anno a un “campo di riabilitazione”, conosciuto negli Stati Uniti per essere luogo di abusi estremi, per poi essere privato di un letto per sette mesi. 

A causa di queste varie controversie, il canale ha perso un’ingente quantità di followers nel 2021 e ha suscitato il lancio di una petizione sul sito Change.org per chiamare i servizi sociali a causa delle osservazioni di molti utenti di abuso e negligenza genitoriale. 

Il canale è stato poi chiuso nel 2022, anno che coincide con la separazione legale dei due coniugi. In quel periodo, la signora Franke si era avvicinata alla seconda “villain” di questa storia: Jodi Hildebrandt

Hildebrandt è la fondatrice dell’agenzia di aiuto psicologico Connexions, che dal 2007 si occupava di trattare dipendenza da pornografia e rapporti sessuali, insieme a un servizio di terapie singole e di coppia. Non era estranea a varie controversie: nel 2012, un membro della chiesa mormone che si era rivolto ai suoi servizi l’aveva denunciata per violazione di informazioni private, motivo per cui la sua licenza di terapista era stata sospesa e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni  l’aveva rimossa dalla lista di terapisti per il supporto alle famiglie. 

Le due, che nel 2022 avevano iniziato un canale Youtube chiamato ConneXions insieme a un profilo instagram chiamato Moms of Truth, letteralmente “madri della verità”, propugnavano idee molto conservatrici e dannose giustificate da estremismo religioso. Uno degli episodi che balzano di più all’occhio è sicuramente quello in cui Ruby raccontava di come a Natale di quell’anno avesse negato i tipici regali ai due figli più giovani, poiché, citazione testuale, “erano diventati troppo intorpiditi da altri tipi di punizioni”. 

Nel 2023, uno dei figli minori della coppia di ex influencer è riuscito a scappare dalla casa di Jodi, dove era tenuto insieme alla sorella più piccola, per avvertire un vicino degli abusi. Il piccolo è stato trovato in stato di grave malnutrizione e con segni di abuso fisico: le testimonianze raccontano di lacerazioni dovute a corde e nastro adesivo sugli arti. L’arresto delle due è stato compiuto il 30 agosto 2023. 

Al momento, entrambe sono in attesa di una sentenza definitiva, e sono accusate di abuso estremo su minori. Per questo, la pena che dovranno scontare è tra i cinque e i sessant’anni di carcere

Oggi i figli minori della coppia sono stati affidati ai servizi di protezione dell’infanzia, e il divorzio tra Kevin e Ruby è stato finalizzato il 20 marzo del 2025. Shari è diventata un’attivista per proporre leggi specifiche sull’abuso di minori che coinvolge i social network, che possano proteggere i figli di influencer ed evitare casi come questi.

Sole Dalmoro

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