La montagna italiana vive oggi un momento di rinnovato interesse, alimentato anche dalla romanticizzazione compiuta sui social media. Spesso la si guarda con gli occhi di chi vi trascorre una settimana o un weekend di ferie, ma la realtà della vita montana è ben diversa: le lunghe giornate invernali, il freddo pungente e l’isolamento non fanno sconti a nessuno. Negli anni Sessanta e Settanta, molti abitanti delle zone montane abbandonarono i loro paesi in cerca di opportunità di lavoro in pianura e nelle grandi città. Tuttavia, i dati più recenti raccontano una storia di parziale ripopolamento.
Il 24 giugno è stato presentato a Roma il Rapporto Montagne Italia 2025: un documento di 800 pagine, redatto da Uncem, che analizza l’andamento demografico nelle zone marginali del paese. I numeri sono incoraggianti: in 3 anni quasi 100 mila italiani hanno scelto di stabilirsi in montagna, con un ripopolamento significativo delle Alpi e dell’Appennino settentrionale. Le regioni interessate sono Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Trentino Alto Adige e Piemonte: le sfide non mancano, dal cambiamento climatico alla carenza di servizi; ma neanche le opportunità. L’arrivo di Internet ha reso possibile il lavoro da remoto, sono nate nuove attività commerciali e culturali, è cresciuta l’aspirazione verso una vita più connessa con la natura.
Tre borghi della provincia di Cuneo possono rappresentare esempi virtuosi di questa rinascita, spesso guidata da giovani, donne e una certa lungimiranza.
Ostana: un “laboratorio di architettura alpina contemporanea”
Nel cuore dell’alta valle Po, a 1400 metri di altitudine nel Parco del Monviso, sorge Ostana: un piccolo comune occitano diventato simbolo di rinascita montana, inserito nel 2014 tra i borghi più belli d’Italia. Nel 1981 contava 239 residenti, nel 2005 solo 68. Oggi, invece, ne conta 85, con le prime nascite dopo anni e una media di 37 anni di età: cos’è successo in questi anni?
Tutto iniziò dallo storico sindaco Giacomo Lombardo, che fin dal 1985, anno della sua prima amministrazione, inaugurò un processo di recupero per invertire lo spopolamento del borgo, ristrutturando le case già esistenti nel rispetto della tradizione ma con un occhio alla modernità. Nel 2015 è stato inaugurato il centro civico e culturale Lou Pourtoun, realizzato con la collaborazione del Politecnico di Torino. Questo spazio multifunzionale ospita la BAO (Biblioteca Aperta di Ostana), un coworking, una foresteria con 12 posti letto, un auditorium e Alpstream, Centro per lo studio dei fiumi alpini. Nel borgo ci sono anche un asilo, le poste e una panetteria.
La collaborazione con il Politecnico di Torino è continua, come il dialogo con il resto d’Italia e l’estero: Ostana quest’anno è stata infatti per la terza volta ospite alla Biennale internazionale di architettura di Venezia, con l’edificio La Mizoun de la Villo, che accoglie la “Scuola di O” e il laboratorio di Quel Po di Pan. Inoltre, a partire dal 2008, viene ospitato il Premio Ostana – Scritture in lingua madre, iniziativa che mira a promuovere la diversità linguistico-culturale. Da non dimenticare la cooperativa Viso a Viso, nata nel 2020, che realizza e promuove progetti culturali e che quest’anno ha ricevuto la bandiera verde di Legambiente, la quarta per Ostana. L’ambizione dichiarata dal sindaco è di arrivare a cento abitanti, una sfida resa difficile dal limitato sostegno politico, ma possibile grazie ad alcuni bandi.
Sant’Anna di Valdieri: il borgo delle donne
Alla fine della valle Gesso, Sant’Anna di Valdieri rappresenta un esempio particolare di rinascita montana guidata dall’imprenditoria femminile. Negli ultimi dieci anni il borgo si è rianimato gradualmente grazie al ripristino di alcune strutture ricettive.
Situato a 1000 metri di altitudine nel cuore del Parco delle Alpi Marittime, Sant’Anna mantiene un certo fascino: silenzio, assenza di inquinamento e una comunità accogliente. Fino al 1947, la località era frequentata dai Savoia, che qui avevano una residenza estiva e una palazzina di caccia: all’epoca il borgo contava mille residenti. Dopo l’esodo verso la pianura, erano rimaste principalmente seconde case. Oggi tutte le principali strutture ricettive – il piccolo alimentari I Bateur, la Casa alpina e la locanda alpina Balma Meris – sono gestite da donne che hanno scelto di realizzare il loro sogno di vivere in montagna.
A fine agosto di ogni anno la frazione ospita la Festa della segale, cereale a cui è dedicato anche un ecomuseo al centro del borgo. Dal 2021, la casa alpina di Sant’Anna ospita poi l’Université d’été, un corso residenziale di una settimana (25-30 agosto 2025), organizzato dall’Università degli Studi di Torino. Esso è dedicato alla “valorizzazione dei beni culturali del territorio per un turismo responsabile in area transfrontaliera” e si rivolge a studenti dei corsi di laurea e al Master MaPOT del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, ai dottorandi di UniTo e agli studenti della Valle d’Aosta.
Melle e gli Antagonisti
Situato in media val Varaita, a 648 metri di altitudine, con i suoi 290 residenti Melle rappresenta un modello innovativo di rigenerazione territoriale, resa possibile grazie all’Officina Antagonisti, progetto imprenditoriale fondato nel 2012 da Fabio Ferrua e Enrico Ponza.
Quando i due fondatori, originari di Melle, compirono 18 anni, si trasferirono a Torino per studiare. Dopo aver lavorato come mastri birrari, intrapresero un viaggio in Belgio, dove scoprirono tanti piccoli paesini, ognuno con un proprio birrificio. Presero così una decisione coraggiosa: tornare nella valle da dove erano scappati e produrre la loro birra artigianale. Una scelta in controtendenza rispetto ai molti che si trasferiscono all’estero per lavoro, dalla quale prendono ispirazione per il loro nome e il loro motto: “Noi siamo gli antieroi. Noi siamo gli anticonformisti. Noi siamo gli antipatici. Noi siamo gli Antagonisti”.
Partendo da un chiosco in piazza, arrivarono ad aprire l’osteria nel 2014, arredata con materiale di recupero e dove vengono serviti piatti tipici come le ravioles o il tomino di Melle con patate e aioli. Nel 2015 nacque Fioca – il gelato di montagna, bar-gelateria frutto della collaborazione con l’ex-chef stellato Yuri Chiotti, in cui viene prodotto il mitico gelato al fieno. Nel 2018 inaugurarono poi l’ostello, realizzato dalla conversione della vecchia scuola, chiusa per mancanza di bambini, grazie a un finanziamento europeo: un luogo per nomadi digitali, dove promuovere un turismo lento e vivere la montagna senza la fretta di chi è di passaggio.
Lo staff degli Antagonisti conta 18 membri, con una media di 26 anni, che arrivano a 25 nella stagione estiva: è un gruppo affiatato, dalla comunicazione fresca e coinvolgente. Come ribadito dai fondatori, il loro progetto mira a svincolarsi dalla stagionalità, collaborando con realtà già esistenti, offrendo un punto di riferimento per i giovani della zona e attirando turisti ma anche nuovi residenti. Basti pensare che nel 2023 a Melle è nato anche un baby parking, La casa dei liberi, che ospita 19 bambini.
In montagna si può quindi vivere bene, a ritmi non sempre lenti ma sicuramente veri, purché ci siano persone, soprattutto giovani, disposte a portare idee, lavoro, energia. I borghi presentati sono un esempio di come decenni di abbandono si possono invertire grazie a creatività, determinazione e rispetto per il territorio.
Anna Gribaudo
Fonti
https://www.lifegate.it/ostana-monviso-montagna-sostenibile
https://i-am.polito.it/portfolio-item/metromontagna-un-progetto-per-riabitare-litalia/ https://fattidimontagna.it/conosciamo-il-rapporto-montagne-italia-2025/
Crediti immagine: https://it.wikivoyage.org/wiki/Valli_cuneesi

