Un messaggio dal Presidente: il valore fragile della pace

Il messaggio di Capodanno di Sergio Mattarella non si presenta come un atto solenne di autocelebrazione istituzionale, ma come una riflessione civile rivolta a una comunità stanca, attraversata da inquietudini profonde. Il Presidente sceglie un tono misurato, consapevole che il tempo presente non consente enfasi, né tantomeno promesse facili. Il nuovo anno non è annunciato come svolta automatica, ma come spazio fragile di responsabilità.

Al centro del discorso emerge con forza il tema della pace, non intesa come semplice assenza di conflitto, bensì come valore culturale e morale. Mattarella richiama l’attenzione sulla brutalità delle guerre in corso, in particolare su quella in Ucraina e sulla devastazione di Gaza, sulle sofferenze inflitte alle popolazioni civili e sulla normalizzazione della violenza nel linguaggio politico e mediatico.

La pace viene sottratta alla retorica e riportata alla sua dimensione più concreta: quella della vita umana, della dignità, del limite.

«È ripugnante il rifiuto di chi nega la pace perché si sente più forte».

Questa affermazione segna uno dei punti più netti del messaggio: il Presidente non parla di strategie o di equilibri tra potenze, ma di responsabilità etica. La forza che rifiuta il dialogo genera solo isolamento e distruzione, mentre la pace richiede rinuncia, ascolto, autocontrollo. Non è debolezza, ma maturità politica e civile.

Accanto alla dimensione internazionale, Mattarella affronta il tema della coesione sociale interna: parla di lavoro, di salari insufficienti, di disuguaglianze crescenti e di nuove povertà che attraversano il Paese. Evidenzia poi l’importanza del Servizio Sanitario Nazionale, del welfare e della tutela delle persone più fragili, sottolineando come una società che abbandona i suoi membri più deboli finisca per impoverire se stessa.

«La pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri senza pretendere di imporre la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio».

In questo passaggio la pace diventa criterio di convivenza quotidiana. Non riguarda solo i conflitti armati, ma soprattutto il modo in cui si esercita il potere, si costruiscono le relazioni sociali, si accetta il pluralismo. È un invito implicito a disinnescare il linguaggio dell’odio, della sopraffazione, della semplificazione aggressiva.

Un altro asse fondamentale del discorso è il richiamo alla storia repubblicana. In vista degli ottant’anni della Repubblica infatti, Mattarella invita a non considerare le conquiste democratiche come acquisite una volta per tutte: libertà, diritti e partecipazione sono il risultato di scelte e sacrifici e possono indebolirsi se smettono di essere esercitati. La Costituzione perciò viene evocata non come monumento, bensì come bussola ancora necessaria.

«Di fronte all’interrogativo: “cosa posso fare io?”, dobbiamo rimuovere il senso fatalistico di impotenza».

Qui il messaggio si fa più diretto, quasi personale. Il Presidente chiama in causa i cittadini, in particolare i giovani, esortandoli a non cedere alla rassegnazione. La democrazia non vive di spettatori, ma di partecipazione attiva, anche minima, anche imperfetta. Ogni rinuncia al coinvolgimento contribuisce al raffreddamento del legame civile.

Il discorso non si chiude con una promessa di luce improvvisa. Mattarella sceglie una speranza sobria, che non cancella le difficoltà, ma invita al movimento. In un tempo segnato dal gelo dell’indifferenza e della paura, il messaggio suggerisce che il primo passo non è l’entusiasmo, ma la responsabilità. Non l’illusione di una soluzione rapida, ma la decisione di non restare fermi.

Il nuovo anno, nelle sue parole, non è una fuga in avanti: è una risalita lenta, collettiva, possibile solo se accompagnata dalla memoria, dalla cura e dalla volontà di restare umani.

Sara Gadda

FONTI

Mattarella Sergio, Presidenza della Repubblica Italiana, Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, 31 dicembre 2025, ultima consultazione: 2 gennaio 2026, link: https://www.quirinale.it/elementi/146684

Redazione ANSA, “Mattarella: ‘Ripugnante il rifiuto della pace, giovani non rassegnatevi’ “, Ansa.it, 1 gennaio 2026, ultima consultazione: 2 gennaio 2026, link: https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/01/01/mattarella-ripugnante-il-rifiuto-della-pace-

Redazione Euronews, “Mattarella: “Ripugnante il rifiuto della pace”, discorso fine anno del presidente della Repubblica”,Euronews Italia, 1 gennaio 2026, ultima consultazione: 2 gennaio 2026, link: https://it.euronews.com/2026/01/01/mattarella-ripugnante-il-rifiuto-della-pace-discorso-fine-anno-del-presidente-della-repubb

Redazione La Voce, ” “Ripugnante chi nega la pace”, il testo integrale del discorso del presidente Mattarella 1 gennaio 2026″, Quotidiano La Voce, 1 gennaio 2026, ultima consultazione: 2 gennaio 2026 , link: https://www.quotidianolavoce.it/2026/01/01/ripugnante-chi-nega-la-pace-il-testo-integrale-del-discorso-del-presidente-mattarella/

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