Settimo appuntamento della rubrica SPECIALE MAFIA e ancora si torna a parlare di Luigi De Magistris, ex magistrato antimafia e politico italiano, europarlamentare e sindaco di Napoli dal 2011 al 2021. L’ex procuratore è stato ospite alla conferenza, organizzata da Elsa Torino, Le radici del male, i frutti della speranza. Dopo aver raccontanto della sua attività come procuratore (https://thepasswordunito.com/2025/12/17/speciale-mafia-luigi-de-magistris-da-procuratore-a-ex-magistrato/) e di come poi abbia lasciato la carriera in magistratura (https://thepasswordunito.com/2026/01/07/speciale-mafia-lex-magistrato-luigi-de-magistris-pt-ii/), con questo articolo si conclude la restituzione dell’intervento del dott. De Magistris durante la conferenza.
Sindaco di Napoli e cambiamenti
Essere simbolicamente cacciati dalla professione che svolgeva con impegno e dedizione, dopo tanti anni di studi, non è stato facile per De Magistris. Il sistema non controlla tutto: uno può cadere, si rompe un sogno (quello della magistratura), ma bisogna rialzarsi. Chi immaginava mai la posizione di sindaco di Napoli? De Magistris vuole mandare un messaggio, dopo aver raccontato di come e perché si è conclusa la sua carriera di PM: «Nel nostro Paese effettivamente si paga un prezzo, un prezzo molto alto, tale da non avere prezzo. Ma c’è una bella notizia: non c’è prezzo a non avere prezzo». La questione morale non è solo un problema di una parte politica. Se De Magistris fosse stato giudiziariamente strabico e magari avesse indagato solo dalla parte di Berlusconi, non sarebbe dovuto arrivare a dimettersi. Come diceva Di Matteo nel suo intervento alla conferenza (https://thepasswordunito.com/2025/11/19/speciale-mafia-considerazioni-di-antonino-di-matteo/), occorre essere magistrati e politici in prima linea.
De Magistris è stato anche un politico, durante il suo mandato come sindaco di Napoli: «Da sindaco ho sempre avuto tutti all’opposizione. È per questo che siamo riusciti a trasformare la città dei rifiuti e di Gomorra in città prima per rinascita turistico-culturale. Il popolo si è ripreso i propri diritti di autodeterminazione, emancipazione e libertà, non appartenendo a nessuno se non alla comunità». Il cambiamento non avverrà dall’alto, spiega De Magistris, ma tocca a noi proteggere e applicare la nostra Costituzione. L’ex sindaco ricorda che, quando lo trasferirono per incompatibilità ambientale come PM, ci fu una raccolta di firme da parte dei cittadini calabresi, gli studenti occuparono le scuole e i parroci ne parlarono in Chiesa. Il sistema si accorse che i calabresi si stavano svegliando. Si mise paura e per non far passare che la causa dello spostamento dell’ex magistrato fosse la politica, con le interrogazioni parlamentari e gli attacchi mediatici scomodò i più alti livelli istituzionali (il CSM e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano). «Bisognava colpirmi dall’interno in modo che non apparisse che fossero i poteri esterni: ecco il ruolo dei poteri occulti». A fermare De Magistris furono i proiettili istituzionali e questo nella gente non suscita clamore o particolari sospetti. De Magistris sviscera bene questi temi nel suo recente libro Poteri occulti. Dalla P2 alla criminalità istituzionale: il golpe perenne contro Costituzione e democrazia.
Il compito affidatoci dalla Costituzione
Quando la Costituzione viene tradita, quando avanza un disegno autoritario, quando sembra che dall’alto ci sia solo il compromesso morale, non dobbiamo aspettare che il cambiamento arrivi dall’alto. De Magistris ha giurato tre volte sulla Costituzione per via delle sue funzioni istituzionali: «La Costituzione per me non è un libro, ma sta ai vertici del diritto e del battito cardiaco della democrazia. Se il cuore non viene alimentato dal sangue, il cuore va in arresto cardio-circolatorio. La Costituzione la tengono in terapia intensiva». I costituenti che videro il fascismo, il nazismo, le torture, gli abusi del potere (es. leggi razziali), hanno previsto l’antidoto alla distorsione della democrazia in autoritarismo:
- L’art. 1 co. 2 Cost.: La sovranità appartiene al popolo.
- L’art. 3 co. 2 Cost.: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
De Magistris commenta: «La Repubblica siamo noi: istituzioni e popolo. Abbiamo il diritto di ribellarci se stanno calpestando tutti i nostri diritti. La Costituzione all’art. 3 parla di compito e non diritto poiché il diritto è troppo poco. Il compito è quello di rimuovere. E rimuovere non è un termine giuridico. I costituenti usano due volte verbi non giuridici: ripudiare la guerra all’art. 11, rimuovere all’art. 3. Rimuovere significa agire per riprenderci i diritti». In risposta a chi dice di avere poco peso e che tanto non si può far nulla, De Magistris ricorda che non ci è richiesto di vincere, ci è richiesto di non essere indifferenti, complici e conniventi. E conclude: «Se sogno solo io è un sogno, se sogniamo tutti quanti può essere davvero la realtà che comincia».
Nicole Zunino
