Il Festival di Sanremo: 76 anni di cadute e risalite  

Febbraio è un mese breve e freddo, ma ci fa pensare al Carnevale e… al Festival di Sanremo!  

Il Festival di Sanremo non è un soltanto un programma televisivo, ma è un evento che unisce tutta la popolazione italiana. Tra critiche e lodi, tutti ne parlano. Anche chi sostiene orgogliosamente di non guardarlo, qualcosa sa. D’altronde, è difficile non avere informazioni, considerando che, già intorno alla fine di dicembre o all’inizio di gennaio, diverse trasmissioni televisive cominciano a parlarne, e anche sui social è un evento assai virale. Complice anche il gioco del FantaSanremo, nato nel 2020, il Festival ha acquisito sempre più popolarità.  

Il 29 gennaio 1951 si apre il primo festival della canzone italiana a Sanremo, condotto da Nunzio Filogamo […] Dal 1955 la Rai trasmette in diretta l’evento. Ha inizio il grande successo di una manifestazione che, con alti e bassi, è arrivata fino ai giorni nostri, scrivendo pagine importanti della storia della musica italiana dal dopoguerra (https://www.raicultura.it/storia/foto/2020/01/Sanremo-86825077-9549-445f-b48e-e66ac0d90835.html)  

Esibizione di Domenico Modugno al festival del 1958(le braccia spalancate furono oggetto di discussione). Immagine di pubblico dominio, link: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Modugno_durante_l%27esibizione_al_Festival_di_sanremo_del_1958.jpg

Quest’anno ci sarà la settantaseiesima edizione, ma il festival della canzone italiana ha vissuto diversi momenti bui; momenti nei quali si pensava che questa grande macchina potesse fermarsi.  

Nel 1967, la tragica fine di Luigi Tenco, che fu trovato morto nella sua stanza d’hotel e ufficialmente dichiarato suicida per il profondo sconforto causatogli dall’esclusione della sua canzone Ciao amore, ciao dalla gara, scosse l’opinione pubblica: tuttavia, si decise di proseguire comunque con la kermesse. A oggi, i filmati dell’ultima esibizione di Tenco sono ancora irreperibili e non se ne conosce il motivo.  

Gli anni ‘70 non furono semplici: il festival non ottenne il grande successo sperato e anche il livello delle canzoni in gara venne considerato abbastanza basso dalla critica e dal pubblico. Nel 1973, la televisione mandò in onda soltanto la serata finale della competizione, a causa di problemi organizzativi con il comune di Sanremo. Nel 1975, le case discografiche decisero di boicottare la gara e non inviare i loro artisti a partecipare. In seguito, a partire dal 1977, il festival si spostò al teatro Ariston, dopo ventisei anni trascorsi al casinò di Sanremo: il motivo ufficiale erano dei lavori di ristrutturazione. Il festival sarebbe dovuto tornare al casinò nel 1978, eppure rimane ancora oggi al teatro Ariston.  

Gli anni ‘80 segnarono un periodo di graduale ripresa, nonostante l’abitudine sempre più frequente a utilizzare il playback. Infatti, Freddie Mercury, che fu ospite dell’edizione 1984, in segno di protesta allontanò il microfono dalla bocca, lasciando intendere che non stesse cantando dal vivo e che ciò avvenisse contro la sua volontà.  

Gli anni ‘90 rappresentarono un periodo decisamente positivo: Pippo Baudo condusse ben cinque edizioni consecutive (prima di lui, l’aveva fatto Mike Bongiorno, dopo di lui solo Amadeus).  

Anche negli anni 2000, il Festival di Sanremo traballò. Nel 2004, infatti, si verificò un episodio simile a quello avvenuto nel 1975: le case discografiche boicottarono il concorso canoro e gli artisti che vi presero parte si rivelarono quasi tutti sconosciuti alla maggior parte del pubblico. Il Grande Fratello, programma di punta della Mediaset in quegli anni, ottenne più ascolti della terza serata del festival! 

Nel 2011, dopo 13 anni, il Festival tornò a configurarsi come il meccanismo attraverso cui selezionare il partecipante all’Eurovision Song Contest – dal 1998 al 2010, al contrario, l’Italia non aveva più partecipato alla competizione internazionale.

Tuttavia, il 2021 fu un’edizione veramente unica, contraddistinta da un evento che nessuno in tutto il mondo avrebbe potuto prevedere: il Covid-19. La pandemia non fu affatto un ostacolo per lo svolgimento del festival, ma il teatro Ariston, da sempre noto per essere gremito di persone, quell’anno fu senza pubblico, a causa delle restrizioni dovute al rischio di contagio.

Di recente, si è valutata l’ipotesi di trasferire la rassegna musicale in un’altra città; eppure, non sarebbe cosa semplice spostare un evento così legato a un determinato territorio, tanto da essere denominato spesso con la dicitura “Sanremo”.  

Resta un programma che tante volte è caduto e tante volte si è rialzato e che ancora oggi, nonostante la sovrabbondanza di piattaforme streaming, è molto seguito e atteso, a tal punto che anche il pubblico più giovane, soprattutto dopo le edizioni condotte da Amadeus, ha iniziato a interessarsene. 

Dopo 76 anni, è tuttora un argomento di discussione e di confronto. Se nei primi anni del festival ci si riuniva in una casa per guardarlo tutti insieme, oggi se ne parla al bar, in piazza e sui social. Qualunque aspetto del Festival di Sanremo può essere oggetto di discussione o di pettegolezzo: gli abiti, le canzoni, le scenografie, i conduttori, le classifiche… I temi sono molteplici e le opinioni possono unire o dividere. Per questo motivo, può essere considerato un importante fattore di aggregazione sociale, un argomento che riunisce intere generazioni e un evento ancora capace di catalizzare l’attenzione del pubblico. 

  Elisabetta Noce  

Fonti  

RaiCultura, link: https://www.raicultura.it

                                                                                                           

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