Il passero: la solitudine appesa a un filo

Il passero è un uccellino molto noto, da sempre presente nell’immaginario umano, le cui dimensioni ispirano tenerezza. Associato a diverse simbologie, prevalentemente legate a condizioni di solitudine e di fragilità, è un animaletto che non si fa sentire molto e che si tende a dare per scontato, parte del quotidiano. Purtroppo, a causa di fattori come inquinamento, pesticidi e mancanza di siti di nidificazione, oggi è considerato in via di estinzione.

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Già presente nella Bibbia, il passero viene descritto come un animale di poco valore. Gesù, secondo il Vangelo di Matteo, avrebbe paragonato la condizione dei passeri, svalutati e ignorati, alla condizione umana di chi si sente inutile e trascurato: “Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cade a terra senza che il Padre vostro lo voglia.”

Il poeta latino Catullo cita il passero in due celebri carmi, il carme II e il carme III. Nel carme II, egli racconta in versi il rapporto tra la donna che ama, Lesbia, e il suo passero domestico, considerato un vero e proprio animale da compagnia della dama, sognando di trovarsi con loro per vivere momenti di spensieratezza e giochi piacevoli. Nel carme III, invece, parla della morte del passero e della sofferenza di Lesbia per averlo perso. Anche Ovidio riprende il tema del dispiacere per la morte di un uccellino, ma sceglierà un pappagallo, dunque un animale più appariscente e soprattutto “imitatore”. Sarà una parodia del passero catulliano?

Per Francesco Petrarca, nessun passero fu mai solitario quanto lo fu lui, lontano dalla sua amata. Nel sonetto “Passer mai solitario in alcun tetto“, infatti, scrive: “Mai un passero solitario su qualche tetto né fiera in alcun bosco, fu solitaria quanto me”.

È molto celebre, inoltre, la poesia di Giacomo Leopardi Il passero solitario, scritta nel 1830 circa e pubblicata nell’edizione dei canti del 1835, in cui egli descrive le sue sensazioni di isolamento e forte solitudine utilizzando un passero come alter-ego. Mentre la gente di paese si diverte, festeggia, ride e scherza, il passero osserva dalla torre e non si unisce al clima di gioia. Rimane lì.

Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi. […] Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio!

Nell’arte, il passero è un protagonista nell’opera Madonna del passero di Guercino (datata 115-1616 ca.). La decisione di Guercino di rappresentare proprio il passero e non altri uccelli più comunemente associati all’iconografia religiosa, come il cardellino o la rondine, è molto particolare. Oltre a essere parte del titolo, l’uccellino si trova al centro del quadro, insieme alla donna e al bambino. Tutti e due guardano verso il passero, con curiosità e affetto, e il passero ha anche un filo dorato legato alla sua zampetta. Un filo come quello al quale oggi, metaforicamente, potrebbe essere appesa la sopravvivenza della sua specie.

Dal 2010, il 20 marzo ricorre la Giornata Mondiale del Passero. Le idee per celebrare questo simpatico uccellino sono molto fattibili da realizzare e possono essere attività carine anche per i bambini. Per esempio, si può organizzare una festa a tema, fare un’escursione locale in parchi e giardini e mettere scatole e mangiatoie per uccelli su finestre e terrazze. Si tratta di piccole cose, piccoli gesti semplici, che tuttavia possono fare tanto.

Elisabetta Noce

Fonti

Vangelo di Matteo, 10:26-33, “Non temete”, La parola.net, ultima consultazione: 16 marzo 2026, link: https://www.laparola.net/

Catullo, carmi II e III, in Liber, link: https://it.wikibooks.org/wiki/Carmina_(Catullo)/Il_Liber

Leopardi Giacomo, “Il passero solitario”, in Canti, consultabili al link: https://www.giacomoleopardi.it/canti/

Petrarca Francesco, “Passer mai solitario in alcun tetto”, in Il Canzoniere, consultabile al link: https://it.wikisource.org/wiki/Canzoniere_(Rerum_vulgarium_fragmenta)

World sparrow day.org, link  https://www.worldsparrowday.org/

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