Difesa europea tra militarizzazione e scioperi

La difesa europea è al centro del dibattito politico e sociale, intrecciandosi con mobilitazioni sindacali e malcontento popolare.

Lo sciopero generale del 12 dicembre, indetto dalla CGIL contro la Legge di Bilancio 2026, ha portato in piazza slogan chiari: meno armi, più welfare, sanità e istruzione.

Il caso italiano si inserisce in un quadro europeo più ampio, con l’Unione che punta a rafforzare sempe di più le sue capacità militari.

Un quesito, però, rimane irrisolto: se davvero l’Europa si trovasse davanti a un nuovo conflitto, chi sarebbe chiamato a combatterlo?

@frezanasi

Gaza, un piano di pace senza Palestina

Dopo due anni di guerra, Trump arriva con un piano di pace in 20 punti. Ma chi parla davvero in nome della Palestina?
Dietro la retorica della stabilità, un progetto che sembra più economico che umanitario.
In questo articolo Serena Savarese racconta la tregua in cui i grandi esclusi sono proprio i palestinesi.

@serenasaverese_

Il Superman di Gunn e la rude contraddizione di un potere salvifico

La nuova pellicola di James Gunn rilancia Superman in un’ottica decisamente più luminosa della precedente, in cui il buon cuore di Clark Kent è nuovamente protagonista.

Tuttavia il film contiene una contraddizione interna che, se non vanifica totalmente il messaggio, certamente lo ridimensiona in una prospettiva molto chiara ma assai meno piacevole. Ce ne parla Emanuele Pilan nel suo nuovo articolo.

@ema.pilan_21

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Attentato alle torri gemelle: radici e conseguenze storiche

L’11 settembre di ventitré anni fa, due aerei dirottati dai terroristi facenti capo ad al-Qaida, si schiantano contro le torri del World Trade Center, nella Grande Mela: il nuovo millennio si apre con una ferita profonda al mondo occidentale, destinata ad accentuare le contrapposizioni politiche e religiose delineatesi nel corso del secolo precedente. Si tratta di un contesto complesso, in cui il confine tra martirio e responsabilità diviene sempre più labile per ambedue le parti.
Ce ne parla nel suo nuovo articolo la nostra Gaia Romano!

@gaia_romaano

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“La crisi migratoria”: nuova vignetta di @vignette_incazzate

Da qualche giorno oramai la crisi al confine tra Polonia e Bielorussia è al centro del dibattito, politico e mediatico. Incalzati dal governo di Lukashenko, migliaia di migranti provenienti soprattutto dal Medio Oriente sono ammassati alle frontiere di Polonia, Lettonia e Lituania, respinti dai soldati di entrambi le parti: 10 sono morti nelle ultime settimane, secondo il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza. L’Unione Europea, da sempre divisa sul tema dell’accoglienza, non riesce a prendere una decisione comune, e gli stati avanzano ognuno per conto loro, tra respingimenti che vanno contro il diritto internazionale e promesse di erigere muri che speravamo di esserci lasciati alle spalle anni fa.
Basterà imporre delle nuove sanzioni economiche al regime di Minsk, così come promesso dalla Commissione Europea, o è forse giunta l’ora di rispondere a tono alle provocazioni dell'”ultimo dittatore d’Europa”?

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Potere e coscrizione militare

Il dibattito sulla leva militare obbligatoria riemerge di tanto in tanto in Italia con rivendicazioni populiste di dubbia utilità concreta. In certi paesi del mondo, però, è una realtà cogente mantenuta dagli Stati a fini di controllo sociale e politico, che può scadere nella violazione dei diritti umani. Ce ne parla Eleonora Bolzan nel suo nuovo articolo.

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Olimpiadi 1980 – 1984: lo sport durante la Guerra Fredda

Le competizioni sportive internazionali, si sa, hanno sempre un risvolto geopolitico, e questo era anche più evidente in passato, quando il mondo era nettamente diviso in due blocchi, quello occidentale e quello sovietico.

Per la nostra rubrica estiva dedicata alle Olimpiadi, Marta Fornacini ci parlerà delle edizioni del 1980 e del 1984 tenutesi rispettivamente a Mosca e a Los Angeles e caratterizzate da un a dir poco invasivo intervento della politica nel mondo dello sport.

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