L’arte africana e il retaggio della politica coloniale: le origini di una questione aperta

Il rapporto controverso dell’Europa con l’arte africana nasce in relazione al colonialismo degli Imperi di fine Ottocento, conformandosi come un vero e proprio atto predatorio.
Fin dagli anni Sessanta, i movimenti panafricani richiedono esplicitamente il ritorno in patria delle numerosissime opere disperse nel mondo. Tuttavia, le azioni dei musei e dei governi restano scarse e limitate.
Quante sono davvero le opere d’arte africane in Europa? Quando inizieremo a fare davvero i conti con questo argomento scabroso?

@angelosusino_

Gaîté-Lyrique: teatro dell’inumanità

La miopia della politica francese nell’affrontare la questione dell’immigrazione è uscita nuovamente allo scoperto nel caso della Gaîté-Lyrique, un centro culturale che è stato occupato da più di 400 ragazzi minorenni per tre mesi e sgomberato il 18 marzo dalla polizia. Una situazione drammatica causata dall’inefficienza delle istituzioni nel trovare una soluzione dignitosa per centinaia di ragazzi, ora costretti a tornare a vivere per strada senza alcuna prospettiva per il futuro, senza assistenza e senza alternative concrete. Questo è solo l’ultimo, drammatico esempio delle politiche repressive dello Stato francese contro i migranti.

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Le guglie di Notre Dame dominano di nuovo il cielo di Parigi

Anni dopo l’incendio che l’ha distrutta, la cattedrale gotica più famosa del mondo, torna in piedi grazie allo sforzo collettivo di politici, architetti e artigiani capaci di lavorare con metodi millenari. Una fenomenale coincidenza ha permesso di avere un progetto preciso per ricostruire la struttura altrimenti dimenticata.

Dora Maar, uno sguardo in rivolta

Il nome di Dora Maar compare spesso associato al nome di Picasso, ma la fotografa, pittrice, poetessa francese di origine croata era molto più di una musa triste. Attraversiamo, grazie alla nostra redattrice Sofia Racco, alcune delle tappe più significative della sua carriera nel mondo del surrealismo e oltre.

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Emily in Paris 2: nuove avventure parigine

Dopo un anno di attesa, il 22 dicembre scorso Netflix ha finalmente rilasciato la seconda stagione di Emily in Paris.

Tra avventure romantiche e crisi professionali, la vita della nostra protagonista, costantemente indecisa tra quello che dovrebbe fare e quello che invece vorrebbe, sta diventando sempre più complicata, o semplicemente, sempre più francese. Quale sarà, alla fine, la sua grande scelta?

Ce lo racconta Marta Fornacini nel suo nuovo articolo (no spoiler!)

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Alber Elbaz: la Paris Fashion Week commemora l’amatissimo stilista

Il fashion month e la Paris fashion week si concludono con una sfilata per omaggiare il designer Alber Elbaz, venuto a mancare ad aprile per Covid-19. Insieme agli abiti del suo marchio AZ Factory, sfilano 45 stilisti famosi che vogliono celebrare con le loro creazioni il lavoro del loro collega e amico. In questo articolo scritto dalla nostra redattrice Alessandra Picciariello ( @_style_aholic_ ) potrete scoprire di più sull’evento, conoscere Alber e la sua filosofia, il suo pensiero, fatto di amore, persone, gioia ed energia positiva.

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Emily in Paris: tra Parigi e cliché

L’abbiamo scoperta, l’abbiamo immaginata, l’abbiamo attesa: ora Emily in Paris è arrivata e si è già lasciata dietro un’enorme quantità di chiacchere. Se qualcuno si sta ancora chiedendo di cosa stiamo parlando, rimediamo subito: Emily in Paris è la nuova serie originale Netflix, uscita sulla piattaforma il 2 ottobre scorso, ideata da Darren Star, creatore…

Parigi cambia faccia: la città del quarto d’ora.

“Una Parigi da vivere, una Parigi innovatrice, una Parigi che respira, una Parigi in comune”. Così si apre il programma Paris En Commun di Anne Hidalgo, attuale prima cittadina della Ville Lumière e ricandidata per le elezioni del 15 marzo per il Partito Socialista. L’ambizioso progetto prevede una radicale trasformazione della città, in cui tutto…

I turisti sono troppi

A fine maggio, i lavoratori del Louvre di Parigi sono usciti dal museo in segno di protesta, lamentando che l’eccessivo numero di visitatori aveva reso le sale pericolose e impossibili da gestire. “Il Louvre soffoca”, ha scritto il sindacato nel comunicato in cui ha segnalato la “totale inadeguatezza” delle infrastrutture del museo per la gestione…