“Persona non grata”: l’incidente di Bengasi e le ambiguità con la Libia

L’espulsione della delegazione UE da Bengasi rivela le contraddizioni della strategia europea in Libia. Tra interessi energetici, gestione dei flussi migratori e timori per l’influenza russa, l’Italia e l’Europa si dicono pronte a negoziare ancora con il generale Haftar, nonostante un’ambiguità strategica sempre più complessa da gestire. Ce ne parla Sara Stella nel suo nuovo articolo.

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Settimane in cui accadono decenni: la caduta degli Assad

Bashar al-Assad è caduto. L’esercito dell’HTS, spalleggiato dalla Turchia, ha conquistato Damasco questa domenica, dopo soli tre giorni di operazione. Che ne sarà ora della Siria? Com’è stata possibile tanta rapidità ed efficienza? Ma soprattutto, chi sono gli attori in gioco? Con una Russia che si arrocca, gli Stati Uniti sempre più fragili, i comunisti del Rojava che si ritrovano ora nelle mani un terzo del paese e l’Iran che perde un importante alleato a scapito del governo di Erdogan, è tutto da scoprire. Di questa settimana che pare un decennio ci parla il nostro Vincenzo Ferreri Mastrocinque nel suo ultimo articolo, che trovate su The Password

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Oltre la mia finestra c’era la Storia: intervista a una giovane dissidente bielorussa (parte II)

“Se tornassi in Bielorussia, la polizia potrebbe entrare alle quattro di mattina in casa mia e portarmi in prigione”. Così racconta ai microfoni di The Password Irina, una studentessa bielorussa emigrata in Francia perché dissidente politica nel suo paese.

La vergogna del crescere bielorussi, l’onnipresenza del regime di Lukashenko nella vita quotidiana dei cittadini e il coraggio di ricominciare tutto da capo nel nuovo articolo della nostra redattrice Micol Cottino.
Non perdetevelo!

Gli esplosivi anni ’20 (e il loro innesco)

Che c’entra la guerra in Ucraina con Gheddafi? Perché le potenze europee si riarmano? Fa tutto parte di una fase storica?
L’articolo di Vincenzo Mastrocinque, “Gli esplosivi anni ’20 e il loro innesco” cerca di dar risposta a questa e ad altre domande che le tensioni internazionali attuali suscitano in tutti noi, partendo dalle primavere arabe per finire nella immediata attualità. Una guida che spera di essere utile per capirci qualcosa nei cambiamenti che sta affrontando il mondo in questi convulsi anni. Buona lettura!

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2024: un anno di elezioni

Ogni anno nel mondo i cittadini sono chiamati alle urne in molti Paesi, che sia per elezioni regionali o nazionali, legislative o amministrative: tuttavia in molti di questi le democrazie non sono pienamente sviluppate, così le elezioni rimangono spesso una semplice formalità (come nella Russia di Putin). Ci sono poi Paesi dalla rilevanza geopolitica cruciale, come gli Stati Uniti. Per una coincidenza degli appuntamenti elettorali quest’anno si terranno numerose elezioni, che coinvolgeranno 76 paesi e due miliardi di elettori stimati, e secondo molti si decideranno le sorti del mondo nel prossimo decennio. Ce ne parla in questo articolo la nostra redattrice Anna Gribaudo (@annagriby).
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La difesa del patrimonio culturale ai tempi del conflitto russo-ucraino

Cosa succede in tempi di guerra ai siti di rilevanza culturale, alle opere d’arte e ai luoghi di culto?
La tutela dei beni culturali, in questi casi, è una questione di diritti dell’uomo tanto quanto di strategia militare, e non sempre è qualcosa di scontato. Il nostro articolo vuole evidenziare perché questo sia un argomento così delicato prendendo ad esempio il caso del più recente conflitto russo-ucraino.

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I BRICS valutano una nuova moneta unica: che cosa significa?

Sapevate che da diverso tempo, anche se recentemente la notizia ha avuto una significativa risonanza mediatica, i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) stanno vagliando la possibilità di introdurre una moneta unica?

Nel suo nuovo articolo la nostra redattrice, Rebecca Siri, approfondisce la questione, illustrando punti di forza e debolezza del progetto.

Paesi come Argentina, Algeria e Iran hanno già fatto richiesta di adesione, anche se – per quanto riguarda i cambiamenti economici – è difficile fare una stima precisa sia perché il progetto di una moneta unica non è stato ancora formalmente approvato, sia perché il processo potrebbe prospettarsi decisamente lungo.

Se volete saperne di più non vi resta che leggere il nostro ultimo articolo!

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I grandi brand hanno chiuso in Russia, ma è davvero così? 

Dopo l’invasione russa in Ucraina, molti brand hanno deciso di chiudere i negozi in Russia per
mostrare sostegno nei confronti dell’Ucraina.
In questo articolo la redattrice Gabija Jonaityte analizza come alcuni brand quali McDonald’s e Starbucks sono stati sostituiti da nuovi, con nomi e loghi diversi. Altri, invece, nonostante la decisione di lasciare il mercato russo, pare che continuino a
vendere i loro prodotti ai consumatori russi. Non è chiara dunque la presa di posizione di questi brand che pur avendo inizialmente condannato l’operato della Russia, continuano comunque a guadagnare sul suo territorio.

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Crediti immagine copertina: South China Morning Post https://www.scmp.com/

Distorsioni mediatiche

La disinformazione è ormai parte della società ed è l’ingrediente principale di questi ultimi mesi nella propaganda russa.

Riceviamo una quantità talmente grande di informazioni al giorno d’oggi che non sappiamo più distinguere il vero dal falso. I tweet e le storie che scorriamo annoiati, i titoli contraddittori dei giornali e i video manipolati ci attirano e al contempo ci confondono.

A parlarne è la nostra redattrice Maria Ottaviano nel suo articolo “Distorsioni mediatiche”.

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Artivismo: l’arte scende in campo

L’arte non è solo rappresentazione, ma anche responsabilità.

In queste settimane alcuni artisti contemporanei hanno messo all’asta le loro opere per aiutare l’Ucraina, altrettanti street artist hanno rivendicato sui muri il loro “no” alla guerra, e si è molto discusso delle opere d’arte russe nei musei italiani e non solo.

In che senso l’arte può fare politica e cosa si intende con il termine “artivismo”? Ce ne parla Rebecca nel suo ultimo articolo.

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