Cosa cercava Matisse se non il colore?
Piene le pupille, ubriaco di vitali sfumature, Matisse provava a vivere una realtà ideale di cangianti cromatismi e limiti invisibili.

Cercava di restituire la gioia vitale del colore, ma ogni volta ritrovava la linea, che rassicura ma trattiene.
E allora cercò di liberarla, si asservirla al colore, di renderla amica, complice e non ostacolo alla libera espressione di se stesso.

Matisse era ossessionato dalle tonalità, voleva leggerezza e nei suoi dipinti questo desiderio emerge, fa sorridere e ritrovare un po’ della sua gioia.
La gioia della vita, la pace distesa delle mattinate sulla spiaggia, la semplicità come valore principe: unica necessità per potere amare.

Un uomo che non si rassegna alla linea, che la vuole eliminare, che sperimenta, ricerca ma non trova.
La leggerezza di Matisse nascondeva la sofferenza di una linea che non riusciva a superare i propri limiti, essa riconfermava la sua presenza ogni volta che l’artista apriva gli occhi. La visione aperta del colore veniva ostacolata nuovamente e lui riprovava a liberare la strada al suo sogno coloristico. Attraverso il dipinto, attraverso la litografia, attraverso la scultura e infine attraverso il collage.

Così Matisse ogni mattina cercava semplicemente il sole, ma questo si faceva ogni volta cerchio giallo. Senza lasciarsi abbattere, l’artista richiudeva gli occhi e cominciava una nuova ricerca.
Angela Calderan
